Bonus 80 euro: altro che manna per i consumi. Trucco c’è e si vede

13 settembre 2017, di Alessandra Caparello

ROMA (WSI) – La Bce premia il bonus 80 euro di Renzi, affermando in un paper comparso sul suo sito istituzionale che il bonus Irpef in busta paga ha avuto un significativo impatto macroeconomico.

L’ex premier Matteo Renzi gonfia così il petto e commenta:

“Non c’era bisogno che lo dicesse la Bce che gli 80 euro erano una misura giusta”.

In verità  più che una manna per i consumi il bonus 80 euro è un flop. Dietro c’è ben altro e lo rendono noto, come scrive Libero Quotidiano, tre analisti al soldo di Bankitalia,  Andrea Neri, Concetta Rondinelli e Filippo Scoccianti. Il paper della Bce non sarebbe altro che un’indagine periodica già realizzata da via Nazionale, intitolata  “I bilanci delle famiglie italiane nell’anno 2014″ e comparsa come supplemento al Bollettino statistico del 3 dicembre 2015.

L’indagine è stata effettuata su un campione di 8156 famiglie rispetto al totale di coloro che ricevono il bonus Renzi, ossia 5,4 milioni di nuclei familiari. E le famiglie intervistate hanno dichiarato di aver speso mediamente il 90% del bonus.  Ma in realtà i tre analisti sono arrivati ad un’altra conclusione.

Chi ha ricevuto gli 80 euro ne ha spesi circa 20 in più per il cibo, 30 per i trasporti. A questi numeri vanno aggiunti anche i 10 miliardi annui che lo Stato sborsa per ottenere il bonus. A conti fatti non certo un guadagno, come sottolinea Renato Brunetta:

“Da una lettura attenta del lavoro emerge innanzitutto che dei 10 miliardi spesi dal governo per finanziare il bonus solo 3,5 miliardi sono finiti in consumi, quindi producendo effetti limitati sul Pil. E lo studio tralascia gli effetti di equilibrio generale. Nulla dice, cioè, del modo con cui quel bonus è stato finanziato. Vale a dire in deficit, quindi debito che, come sappiamo, non solo in Italia è il secondo più alto dell’ area euro, ma soprattutto ci costa caro in termini di interessi”.

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