Bond: rialzo tassi crea un cratere da 800 miliardi

6 marzo 2017, di Alessandra Caparello

NEW YORK (WSI) – Fra due settimane circa, il 15 marzo per l’esattezza, la Federal Reserve, salvo imprevisti dell’ultima ora. procederà al rialzo dei tassi di interesse – il terzo in dieci anni di tempo. Per effetto della misura largamente attesa ormai dal mercato, il costo del denaro negli Stati Uniti d’America crescerà dallo 0,75% all’1%.

La notizia è stata dalla numero uno della Federal Reserve Janet Yellen:

“Se non ci saranno impreviste incognite in agguato nell’economia, fra neppure due settimane la Federal Reserve ha tutte le intenzioni di procedere senza indugi a un nuovo rialzo dei tassi d’interesse americani”.

Se non ci saranno impreviste incognite in agguato nell’economia, fra neppure due settimane la Federal Reserve ha tutte le intenzioni di procedere senza indugi a un nuovo rialzo dei tassi d’interesse americani.

I motivi che hanno spinto la Fed al rialzo sono da ricercarsi in  primo luogo nell’inflazione che è arrivata al 2,5% -. Quella al netto delle materie prime energetiche e dei beni agricoli non lavoratori è all’1,7%- un tasso di disoccupazione sotto il 5%: cifre che non giustificano un costo del denaro sotto l’1 per cento. Per questo la Banca centrale varerà il terzo rialzo dei tassi in 14 mesi.

Una decisione che sta avendo un forte impatto sul mercato dei bond. In cinque giorni sono andati in fumo ben 800 miliardi di dollari, con i valori che sono calati da 46.000 miliardi a 45.200 miliardi, come rende noto in un articolo Vito Lops su Il Sole 24 Ore.

“I gestori – temendo un effetto domino, pur con tempi diversi, anche in Europa – stanno vendendo le obbligazioni che, ai prezzi attuali, incorporano rendimenti troppo bassi e non aggiornati al mutato scenario dei tassi. (…) La sensazione è che i rendimenti dei bond potranno continuare ancora a salire un po’ (e di conseguenza i prezzi che si muovono in direzione inversa, a scendere) prima di trovare un nuovo punto di equilibrio con le storiche rivali, le azioni”.

E le borse? Prima spinte dalla liquidità delle politiche decise dalle banche centrali e ora da quella che arriva dalla vendita dei bond, continuano ad essere acquistate.

“Con il rischio che anche queste, soprattutto Wall Street, diventino un campo minato”.

 

Hai dimenticato la password?