Bond: in arrivo svendita massiccia. Francia in ginocchio

28 febbraio 2017, di Daniele Chicca

È fuga dalla Francia: i mercati hanno sempre più paura dell’eventualità di una vittoria di Marine Le Pen alle prossime elezioni presidenziali di aprile-maggio e si stanno muovendo di conseguenza. Per scongiurare possibili rischi di fine dell’Eurozona e di default del debito sovrano francese, in Giappone si sta scatenando per esempio una svendita scatenata di bond della Francia.

Gli investitori della potenza asiatica sono sempre più preoccupati per il rischio politico rappresentato dalle elezioni europee. Oltre alla Francia andranno al voto Olanda, Germania e possibilmente anche l’Italia, se effettivamente si terranno elezioni anticipate come vuole l’ex primo ministro Matteo Renzi.

Non appena la situazione dovesse deteriorarsi o le incertezze crescere, i mercati asiatici si preparano a liquidare in massa grandi quantità di debito pubblico francese. Quando la Bce ha varato il suo piano di Quantitative Easing, che prevede l’acquisto fino a dicembre di bond societari e governativi degli Stati membri dell’Eurozona, le compagnie di assicurazione e i grandi fondi pensione del Giappone hanno aggiunto in portafoglio titoli di Stato francesi Oat.

La strategia aggressiva serviva come strumento per sfruttare il programma di allentamento monetario di Draghi in loro favore. I fondi detengono al momento il 13% dell’intero mercato di bond francesi e sono stati improvvisamente colti alla sprovvista dalle incertezze politiche in vista del voto di questa primavera.

Stando ai dati della Banca del Giappone, solo a novembre e dicembre i fondi giapponesi hanno iniziato a ridurre la propria esposizione al debito sovrano francese. Ma negli ultimi mesi la svendita si sta facendo più intensa e rischia di mettere in ginocchio la Francia e le sue finanze, facendo salire di colpo i tassi di interesse sulle scadenze a breve e medio periodo.

Stephen Jen di Eurizon SLJ Capital, un consulente dei fondi di investimento in Asia, ha dichiarato al Telegraph che “gli investitori asiatici non capiscono il motivo di una rivolta sociale in Europa e da dove provengano queste tensioni. Quello che vogliono è semplicemente evitare di essere esposti ai rischi“.

In pratica i fondi non speculativi giapponesi non vogliono correre rischi inutili e preferiscono tenersi alla larga dalle zone calde al momento, perché, come spiega Jen, “non possono giustificare alle commissioni di gestione del rischio la loro espizione ai bond della Francia”.

Non c’entra solo il pericolo lepenista. “La probabilità di un esito molto negativo non è così basso nemmeno se Marine Le Pen non vincerà le elzioni presidenziali. Quest’anno di nuovo c’è il fatto che le tensioni sono politiche e mettono in pericolo la leggitimità dello stesso progetto europeo. È un fattore più pericoloso dei una crisi finanziaria perché non se ne va dopo un determinato periodo di tempo”.

Se la struttura dell’Unione Europea si sfalda, nulla tornerà più come prima.

Spread tra Oat e Bund in salita in vista del voto in Francia

Hai dimenticato la password?