“Bomba economica” in arrivo per la Germania. Merkel trema

9 agosto 2017, di Alessandra Caparello

BERLINO (WSI) – Appuntamento al 24 settembre per le elezioni tedesche ma Frau Merkel è sicura di vincere. Gli ultimi sondaggi danno il suo partito, la Cdu al 39% mentre la Spd di Martin Schulz al 25%. Alle spalle tutti gli altri: AfD, Fdp e Linke al 9%, i Verdi al 7%.

“Per un buon lavoro e buoni stipendi”, “Per una Germania in cui viviamo bene e volentieri”, “Per le famiglie deve essere più semplice” sono alcuni dei motti che appaiono sui manifesti elettorali della Cdu svelati proprio ieri.

Ma nonostante i sondaggi rosei per Frau Merkel arriva una nuvola all’orizzonte che potrebbe cambiare radicalmente l’esito delle elezioni tedesche e ha a che fare con la Brexit.

Il commissario al bilancio Gunther Oettinger ha spiegato, in una intervista alla Bild, che sul lungo periodo mancheranno nel bilancio Ue tra i dieci e i dodici miliardi di euro l’anno, ma i britannici dovranno pagare anche dopo l’uscita del 2019 per tutti i programmi sottoscritti prima di Brexit.

In ogni caso Londra dovrà continuare a dare soldi a Bruxelles come minimo fino al 2020. Successivamente i soldi mancanti saranno recuperati attraverso un’azione di risparmio e con più alti contributi dei Paesi membri.

Proprio questi alti contributi di cui parla Oettinger si traducono in un bomba economica per la Germania, come riporta Affaritaliani.it, vale a dire un aumento drammatico delle tasse per l’Unione Europea per “un importo di miliardi di miliardi”.

 La cifra stimata va da uno a 10 miliardi di euro e dovrà essere corrisposta da Berlino una volta che la Gran Bretagna avrà lasciato definitivamente Bruxelles. Le sue osservazioni aprono la possibilità che i contribuenti tedeschi, che già contribuiscano con la cifra di gran lunga maggiore al bilancio del blocco, verranno chiesti fino a 9 miliardi di tasse in più dal 2019. Una cifra monstre che ovviamente preoccupa e non poco i tedeschi. E la notizia, arrivata a poco più di un mese dalle elezioni tedesche, non può fare piacere alla Merkel, da sempre il simbolo dell’europeismo.

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