Bomba atomica, Putin: “Spero non ce ne sia bisogno contro l’ISIS”

9 dicembre 2015, di Daniele Chicca

MOSCA (WSI) – Il presidente russo Vladimir Putin spera che si presenti la necessità di lanciare una bomba atomica contro l’ISIS per sconfiggerlo. Lo ha dichiarato in una conversazione con il ministro della Difesa Sergey Shoigu.

Secondo la trascrizione riportata dal Cremlino, in merito agli attacchi condotti dal suo esercito in Siria con i sottomarini, lo zar russo ha detto che “dobbiamo, ovviamente, analizzare tutto quello che succede sul campo di guerra, per capire l’impatto che hanno le nostre armi. Questa arma molto efficace, molto precisa, moderna e nuova può essere anche dotata di una testata nucleare“.

“Naturalmente, in una lotta contro il terrorismo un’arma del genere non è necessaria e spero che non ce ne sarà bisogno (di usare la bomba atomica contro lo Stato Islamico)”

Questo non toglie che la Russia sia in grado di farlo. Il messaggio non detto è molto chiaro: Mosca può dispiegare in Siria testate nucleari da un giorno all’altro se lo vuole. Non lo farebbe ora, ma in futuro è possibile che sia costretta a farlo per poter sconfiggere l’ISIS.

L’escalation della guerra per procura in Siria, alimentata anche dalle tensioni tra Russia e Turchia i cui interessi divergono nel paese, continua a vedere coinvolto un numero sempre più alto di paesi e ormai si potrebbe chiamare terza guerra mondiale.

Mosca ha confermato per la prima volta di aver condotto un’azione militare con il suo super sommergibile, che ha aperto il fuoco a Raqqa, con il consenso degli Stati Uniti. Colpito un magazzino di munizoni e strutture petrolifere dei ribelli dell’ISIS in Siria.

L’obiettivo dell’attacco nucleare sarebbe un gruppo terrorista ma anche uno dei gruppi ribelli che la CIA, la Turchia e i sauditi hanno finanziato per portare alla caduta del regime di Bashar al-Assad, l’ultimo alleato rimasto a Putin nel Medioriente.

Sicuramente la Turchia e l’Europa (Italia compresa) smetterebbero di comprare i barili di petrolio a buon mercato venduti illegalmente dall’ISIS, se questi provengono da un paese con gli stessi livelli di radioattività di Fukushima.

Fonte: Cremlino

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