Bollette salate: i 10 costi nascosti che paghiamo

15 maggio 2018, di Alessandra Caparello

ROMA (WSI) – Non sono solo i consumi a far lievitare le nostre bollette del telefono, fisso o mobile che sia, ma soprattutto i costi nascosti o in alcuni casi ignorati dal cliente che compaiono al momento del saldo e che a conti fatti ci costano quel 10-15% in più.

I conti li fa l’Unc, l’Unione nazionale consumatori che ha deciso di rivolgersi all’Antitrust segnalando Tim, Vodafone, Wind Tre e Fastweb per addebiti oscuri per la fruizione di vari servizi. Massimiliano Dona, presidente dell’associazione invita i clienti a riportare le proprie disavventure sui social network, con l’hashtag #costinascosti.

Ma quali sono i costi meno conosciuti dagli utenti che incidono sul caro-bolletta? Sono in totale dieci secondo l’Unc.

  1. ChiamaOra, Ti ho cercato, Chiamami: sono i servizi che avvisano l’utente nei casi in cui non è stato possibile contattarlo. Il problema è che non tutti sanno che sono servizi a pagamento! Nello specifico: Vodafone richiederebbe € 0,12 al giorno (ma solo quando utilizzato), Wind€ 0,19 a settimana, Tre € 1,50 euro al mese e Tim € 1,90 al bimestre.
  2. L’ascolto dei messaggi in segreteria ha un costo, ma non è comunicato adeguatamente ai consumatori. Tre, ad esempio, fa pagare € 0,20 a chiamata indipendentemente dalla durata della chiamata o dall’ascolto dei messaggi, mentre per Tim il costo per l’ascolto dei messaggi ricevuti varia a seconda del piano tariffario; più cara Vodafone, che per ogni chiamata alla segreteria telefonica per ascoltare i messaggi o per personalizzare le impostazioni richiede 1,50 euro al giorno (solo in caso di utilizzo).
  3. piani tariffari base quanto costano? Tim, Vodafone e Wind pretenderebbero circa € 0,50 centesimi a settimana.
  4. costi di incasso o altri costi: sembrerebbe che tutti gli operatori addebitino a carico degli utenti, indipendentemente dalla modalità di pagamento prescelta, i costi di incasso. Non è dato sapere a quali servizi siano imputati tali costi che, tuttavia, si trovano puntualmente fatturati nelle bollette.
  5. Il tutto incluso non è sempre reale… alcuni operatori non informerebbero i propri clienti dell’addebito di costi aggiuntivi per chiamate da linea fissa sebbene il contratto di abbonamento preveda la formula tutto incluso.
  6. Il pagamento della chiamata per conoscere il credito residuo. Vodafone prevede un costo pari a € 0,40 per ogni telefonata al numero 414: beffa nelle beffe visto che nessun altro operatore la prevede e che lo stesso servizio è offerto -anche da Vodafone- gratuitamente tramite App o sito internet.
  7. Il servizio antivirus a pagamentoVodafone ha introdotto un servizio antivirus denominato Rete sicura: questo, inserito di default all’attivazione della sim, è gratis per i primi 3 rinnovi, poi costa € 1 ogni 4 settimane. Purtroppo, si rileva che molti utenti hanno lamentato di aver appreso che il rinnovo del servizio fosse a pagamento solo dopo aver ricevuto l’addebito del costo.
  8. L’omessa o inadeguata informativa circa i costi del servizio tetheringVodafone non renderebbe immediatamente percepibile che il servizio di navigazione in modalità hotspot ha un costo “ulteriore” rispetto alla cd. tariffa base.
  9. L’addebito di penali in caso di recesso da un contratto di abbonamento. 
  10. L’addebito di costi di attivazione delle sim nei punti vendita. Tutti gli operatori richiederebbero agli utenti che intendono attivare una sim nei punti vendita, oltre che il costo della scheda (in genere 5 euro), un ulteriore costo una tantumper la sua l’attivazione (prezzo che varia dai 3 ai 5 euro indebitamente richiesto ai consumatori, considerato che l’attivazione sul portale online del gestore è gratuita).

 

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