Blockchain, la sfida del MoVimento 5 Stelle alle banche

22 novembre 2018, di Alberto Battaglia

Mentre la manovra economica targata Lega-M5s punta a stanziare 15 milioni in un fondo dedicato all’Intelligenza Artificiale, alla Blockchain e all’Internet of Things, dal blog di Beppe Grillo la tecnologia resa celebre dal Bitcoin viene dipinta come una sfida al sistema di pagamenti tradizionale.
Secondo l’autore del post sul blog, non direttamente vergato dal comico, bisogna prepararsi “al boicottaggio” della blockchain, visto che “le banche saranno le prime a fingere di sostenerne lo sviluppo, per attrezzarsi e individuare, prima di altri, le modalità per anestetizzarla”. La ragione di fondo è che la blockchain permette di veicolare pagamenti attraverso una struttura alternativa al sistema di pagamenti gestito dalle banche centrali. Secondo i sostenitori delle criptovalute, quest’innovazione renderà obsoleto il precedente sistema.

“Non solo gli intermediari finanziari classici scompaiono, ma il ‘consenso’ che certifica i passaggi e le transizioni economiche sarebbe dato da milioni e milioni di “nodi”, cioè da milioni e milioni di persone (in gergo “Distributed Ledger Technology – DLT)”, si legge sul blog di Grillo. “Le transazioni con cui ricevo un prestito da Tizio o vendo la casa a Caio sono gestite in rete e rimangono immutabili nel tempo e ‘scolpite’ nella rete. Nulla può essere cancellato o modificato senza il consenso della ‘maggioranza’ della comunità di quella blockchain. E pensare che la maggioranza di quei nodi costituiti da milioni di persone possa essere malevola è pura fantasia”. Ergo: “Via le banche e via gli intermediari, via la Bce e via la moneta unica, via i dollari e le monete fisiche”.

In verità, come messo in evidenza dall’economista Nouriel Roubini, le banche centrali potrebbero agevolmente competere con il sistema alla base del Bitcoin, consentendo ai cittadini di interfacciarsi direttamente con loro, emettendo una moneta digitale i cui pagamenti possano essere disposti evitando l’intermediazione delle banche commerciali. Agire in tal senso, ha sostenuto Roubini renderebbe inutile l’utilizzo di una tecnologia sottratta alle garanzie istituzionali come il Bitcoin. Le due visioni concordano su un punto: le banche commerciali andrebbero a perdere centralità sia con l’evoluzione delineata da Roubini sia con la diffusione su larga scala dei pagamenti su blockchain in criptomonete.
Lo stesso Yves Mersch, membro dell’Executive Board della Bce, aveva dichiarato che su proposte di questo tipo “è tempo di avviare la discussione”. A citarlo è lo stesso blog di Grillo, sostenendo che questa contromossa sarebbe una reazione gattopardesca da parte delle banche centrali, interessate a mantenere il controllo sulla gestione della moneta. Del resto, è necessario per l’attuazione della politica monetaria.

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