Bitcoin scatenato, violenti sell e buy. Cosa succede?

6 gennaio 2017, di Laura Naka Antonelli

Riflettori puntati sulle quotazioni del Bitcoin, che si sono messe sotto i riflettori per aver superato, nelle prime ore del nuovo anno, la soglia a quota $1.000 sulla piattaforma Usa di Coinbase per la prima volta da per la prima volta dal 2013 e che hanno terminato la sessione della vigilia balzando ai nuovi massimi in tre anni, a quota $1.139,90, in preda a forti e improvvisi buy o sell. Basti pensare che nella giornata di ieri i prezzi del Bitcoin hanno testato prima quota $1.097, per poi subire una violenta correzione nei successivi 30 minuti, e risalire a quota $1.100.

In un arco temporale di appena 24 ore, i prezzi sono balzati di oltre +10%. Dall’inizio dell’anno, stando a quanto riporta il sito Cryptonews.com, il Bitcoin ha segnato un rally superiore a +18%, con il valore di mercato salito di quasi $3 miliardi, da $15,4 miliardi a oltre $18,35 miliardi.

Il trend rialzista prosegue, sulla scia del balzo dei volumi di trading in Cina, dove il prezzo del Bitcoin ha già testato il record di tutti i tempi in alcuni mercati, in particolare nella piattaforma, per la cripto-moneta, che viene considerata tra le più liquide: quella del BTC China.

Il boom si è rafforzato verso la fine del 2016, attorno al 20 dicembre scorso, portando le quotazioni a volare da $800 a quasi $1.100 in appena due settimane. Sul BTC China le quotazioni sono volate al record assoluto poco al di sotto di $1.150 (7.990 yuan stando a quanto riporta BitcoinWisdom), in crescita di quasi 400 punti rispetto al precedente massimo storico di 7.588 yuan, che era stato testato il 25 novembre del 2013.

A scatenare la domanda cinese sarebbe il timore di controlli sui capitali da parte della Cina. Tra questi, l’ordine alle banche cinesi di comunicare alla banca centrale People’s Bank of China tutte le transazioni in contanti effettuate in yuan del valore superiore a 50.000 yuan (l’equivalente di $7.100), rispetto al livello precedente che era di 200.000 yuan. E’ possibile inoltre che il Bitcoin sia stato preso di mira anche in qualità di asset alternativo allo yuan, la valuta cinese, che è stata oggetto di forti sell off e che ha tuttavia recuperato terreno nelle ultime ore proprio sulla scia degli interventi di Pechino successivi alla fuga di capitali e depositi dal paese.

Il grafico riportato sotto mette di fatto in evidenza una correlazione piuttosto marcata tra la flessione dello yuan e l’aumento del Bitcoin, e proverebbe allo stesso tempo come la moneta virtuale sia stata largamente utilizzata per eva sfuggire in Cina ai controlli sui capitali.

Nella sessione odierna le quotazioni del Bitcoin hanno inizialmente oscillato attorno a $1.070, non lontane dal record di sempre testato il 30 novembre del 2013, a $1.165,89, per poi crollare sotto la soglia di $900.

Questo il trend nelle prime ore di contrattazioni Usa dopo il balzo di ieri.

Le perdite si sono accentuate fino a -20% nella giornata di oggi.

Nel 2016 la moneta ha outperformato tutte le valute che vengono emesse dalle banche centrali con un rialzo +125% nel 2016. Nella sua nota pubblicata sul sito Cnbc Arjun Kharpa, parla che, dopo aver testato valori “record su base nominale, la liquidità si è praticamente esaurita”. “Nessun short, nessun venditore, in che significa che una piccola bolla si è formata velocemente”.

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