Bitcoin nel mirino dei ribassisti: sotto $7 mila dopo attacco hacker

11 giugno 2018, di Mariangela Tessa

Una nuova ondata di vendite di abbattuta sul Bitcoin. Questa volta a spingere in basso la valuta virtuale, che ieri è scivolata del 10% fino a raggiungere quota $6,647.33 (ai minimi dal 9 aprile secondo CoinDesk), è stata l’ammissione della piattaforma di exchange sudcoreana Coinrail di una “cyber intrusione” nei suoi sistemi.

Un fattore che pesa ancora sulla performance da inizio anno del Bitcoin, che è arrivata a mettere insieme un rosso del 50%. Le vendite hanno interessato anche Ethereum, scivolata del 14% a $514, e Litecoin, che ha perso oltre l’11%a $104 (dati CoinDesk).

L’attacco a Coinrail, che arriva mesi dopo che la società giapponese Coincheck aveva dichiarato di aver perso più di $ 500 milioni in un hack di gennaio, alimenta i dubbi sulla sicurezza delle piattaforme di scambio.

Coinrail ha spiegato in una nota che sta revisionando i suoi sistemi, a seguito dei tentativi di hackeraggio. Secondo i dati di Coinmarketcap.com, la piattaforma sudcoreana è la 98esima al mondo per volumi, con oltre 50 criptovalute trattate e un volume giornaliero di 2,65 milioni di dollari scambiati.

Sempre in tema di valute digitali, stando ai dati pubblicati da Chainanalysis, circa cinque milioni di bitcoin, pari a un terzo del totale circolante sono detenute da 1.600 persone: si tratta di mille investitori a lungo termine e 600 di nuovi speculatori con un’ottica di breve periodo che hanno in mano un patrimonio totale che ai valori attuali vale poco più di 36 miliardi di dollari. Una conferma dunque che anche nel mercato delle valute digitali la ricchezza si concentra nelle mani di pochi.

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