Bill Gates: “Questioni commerciali spaventose, allarme per i paesi più poveri”

8 agosto 2018, di Alessandra Caparello

Le questioni commerciali sono “spaventose” e potrebbero costituire un “onere” per la crescita e l’occupazione a livello mondiale. A lanciare l’allarme Bill Gates che ha definito “spaventose” le attuali tensioni commerciali globali in nel corso di un’intervista alla CNBC. Il fondatore di Microsoft sostiene che le tariffe possano avere un impatto forte specie sui paesi più poveri.

“L’economia globale sta facendo abbastanza bene in questo momento, ma potrebbe essere influenzata dalle tariffe (…) Certamente le questioni commerciali sono spaventose”.

Un certo numero di paesi sono stati trascinati in questioni commerciali che, in gran parte, sono state avviate dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump. La scorsa settimana, la Cina ha detto che era pronta a ritorcersi contro le tariffe americane imponendo a sua volta dazi su circa 60 miliardi dollari di merci degli Stati Uniti. L’annuncio a pochi giorni da quello arrivato dall’amministrazione statunitense di un aumento dei dazi su 200 miliardi dollari di merci cinesi dal 10 fino al 25 per cento.  Secondo il fondatore di Microsoft, ulteriori tariffe potrebbero avere conseguenze per una serie di settori, in particolare per quelli con catene di approvvigionamento complesse.

Il commento di Gates arriva dopo l’alert lanciato da grandi organizzazioni in merito ai danni arrecati all’economia globale dalla guerra commerciale. Il Fondo Monetario Internazionale (FMI) ha detto che le continue minacce degli Stati Uniti ai loro partner commerciali per quanto riguarda le tariffe potrebbero ridurre la crescita globale fino allo 0,5% entro il 2020, ovvero di circa 430 miliardi di dollari di prodotto interno lordo (PIL) perduto.

Anche l’Organizzazione mondiale del commercio (OMC) ha lanciato un avvertimento tramite il direttore generale Robert Azevedo ha definito tali misure una “vera preoccupazione”.

“Questa continua escalation rappresenta una grave minaccia per la crescita e la ripresa in tutti i paesi”.

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