BERNHEIM
E BERLUSCONI

22 dicembre 2005, di Redazione Wall Street Italia

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(WSI) – Martedì, durante la colazione
offerta ai corrispondenti esteri (rigorosamente tricolori tutte le
pietanze, dalla pasta al dessert) Silvio Berlusconi ha detto che
Antoine Bernheim, presidente delle Assicurazioni Generali, si è
recato da lui per chiedergli consiglio su Bnl. «Naturalmente, io
gli ho detto di scegliere in piena libertà, perché, da liberale, non
mi sono mai intromesso in vicende di mercato», ha spiegato il
presidente del Consiglio ai suoi ospiti. Per mettere il tutto nel
suo contesto va ricordato che le Generali erano nel patto di sindacato
della banca romana con Bilbao e Della Valle.

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Berlusconi
voleva rassicurare la stampa estera che lui non si è mai messo in
mezzo. In realtà, la visita di Bernheim, uno dei più rappresentativi
finanzieri francesi, spiega a che punto è arrivato lo scontro e
quanto sia politicamente sensibile. Ma apre anche
una finestra sul cortile. Il gran ballo attorno alle
due opa (l’olandese Abn su Antonveneta e la spagnola
Bbva su Bnl) ha messo in moto una reazione
a catena che può coinvolgere anche Mediobanca
e Generali, i gioielli della finanza del nord. La
resa dei furbetti ha spostato tutto più in là. Però tutti
si aspettano nuovi (e ben più grandi) fuochi d’artificio.
Non ci vorrà molto. Basta aspettare la caduta
di Chicco Gnutti (lo ricordava ieri anche il Financial
Times) per far scendere in pista Telecom.E
allora dal liscio passeremo al valzer.

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