BERNANKE: ANCORA RISCHIO INFLAZIONE, RIPRESA NEL 2007

28 novembre 2006, di Redazione Wall Street Italia

FED: BERNANKE; RIPRESA IN 2007, MA RISCHIO INFLAZIONE

L’economia americana sconta la brusca frenata del mercato immobiliare e si trova in una fase di espansione moderata con l’inflazione core, al netto dei fattori energia e alimentari, “su livelli indesiderabili” pur se stimati in rallentamento: nel 2007, invece, è atteso il ritorno a una crescita a pieno regime, anche se i rischi della dinamica dei prezzi “restano verso l’alto”.

Intervenendo a New York a un incontro della Niaf, la National Italian American Foundation, il presidente della Federal Reserve, Ben Bernanke dice di essere colpito dal “dinamismo” e dalla resistenza dell’economia Usa di fronte a fattori esterni insidiosi. Nonostante gli affanni del comparto immobiliare, il mercato occupazionale “é solido con la crescita dei salari che alimenta i consumi”, aumentati del 2,4% negli ultimi 12 mesi contro il +2,1% dei 12 mesi precedenti. A questo, si aggiunge il rilevante calo dei prezzi del petrolio e dei costi dell’energia.

“L’inflazione core dovrebbe avere un rallentamento graduale dai livelli recenti”, aggiunge Bernanke, ricordando la media del 2,7% registrata nell’ultimo anno (era di +2,1% nei 12 mesi precedenti) e “i rischi sulle previsioni che sembrano principalmente dirette verso l’alto”. In base agli attuali dati, “il mancato passaggio a un’inflazione moderata sarebbe particolarmente problematico”. La crescita dell’economia ha segnato un rallentamento nel 2006, pagando la “brusca correzione” del mercato immobiliare, ma nel 2007, secondo il numero uno della Fed, dovrebbe tornare progressivamente, almeno non nei primi mesi, a riguadagnare la sua velocità “sostenibile sul lungo periodo”.

Anche l’inizio del prossimo anno sarà interessato dalla decelerazione del settore immobiliare, ma nel corso dei mesi dovrebbe ritrovare il suo passo naturale. Troppo presto, invece, poter esprimere indicazioni su quelle che saranno le scelte della politica monetaria della Fed, tanto che Bernanke ribadisce la sua consueta formula: qualsiasi decisione di politica monetaria dipenderà dalla diffusione dei prossimi indicatori macroeconomici.

“Sarà necessario – osserva – seguire da vicino l’inflazione, esaminare i dati e in modo particolare come il Fomc (il board di politica monetario della Fed, ndr) li interpreterà nelle previsioni a medio termine sia sul fronte dei prezzi sia su quello della crescita”. “Sono fiducioso – conclude Bernanke – sul fatto che l’economia possa viaggiare seguendo un processo virtuoso, migliorando gli standard attuali”.

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