Bce: “tassi bassi almeno fino alla prossima estate”. Allarme debito Italia

27 dicembre 2018, di Mariangela Tessa

Nessun cambio di programma per il Bce, che “continua ad attendersi che i tassi si mantengano sui livelli attuali almeno fino all’estate del 2019 e in ogni caso finché necessario per assicurare che l’inflazione continui stabilmente a convergere su livelli inferiori ma prossimi al 2% nel medio termine’.

E’ quanto emerge dal Bollettino economico dell’Eurotower, in cui si ricordano le decisioni di politica monetaria prese nel corso della riunione del 13 dicembre.

Sul fronte del quantitative easing, l’istituto di Francoforte ha sottolineato che il Consiglio direttivo “ha determinato che gli acquisti netti nell’ambito del programma di acquisto di attività terminino a dicembre 2018″ e che, al tempo stesso, “ha rafforzato le indicazioni prospettiche sui reinvestimenti”.

In linea con questo approccio, quindi, la Bce

‘intende continuare a reinvestire integralmente il capitale rimborsato sui titoli in scadenza nel quadro del programma di acquisto di attivita’ per un periodo di tempo prolungato dopo l’innalzamento dei tassi di interesse di riferimento della Bce, e in ogni caso finche’ sara’ necessario per mantenere condizioni di liquidita’ favorevoli e un ampio grado di accomodamento monetario’.

Sul fronte economico,

‘I rischi per le prospettive di crescita nell’area dell’euro si possono tuttora ritenere sostanzialmente bilanciati. Nondimeno, nel complesso i rischi si stanno orientando al ribasso per effetto delle persistenti incertezze connesse a fattori geopolitici, alla minaccia del protezionismo, alle vulnerabilita’ nei mercati emergenti e alla volatilita’ nei mercati finanziari’.

L’Eurotower ricorda che ‘le proiezioni indicano una crescita annua del Pil in termini reali dell’1,9% nel 2018, dell’1,7% nel 2019, dell’1,7% nel 2020 e dell’1,5% nel 2021′ e che ‘rispetto all’esercizio condotto a settembre 2018 dagli esperti della Bce, le prospettive per l’espansione del Pil in termini reali sono state riviste leggermente al ribasso per il 2018 e il 2019′.

Un capitolo a parte è riservato al debito.

“La mancata costituzione di sufficienti margini di bilancio, protratta nel tempo, in paesi con elevati livelli di debito pubblico desta preoccupazione in quanto aumenta il rischio che i paesi in questione si vedano obbligati a inasprire le politiche di bilancio in periodi di futuro rallentamento economico”.

Fari puntati soprattutto sull’Italia:

 ‘Rispetto all’esercizio dello scorso settembre, le prospettive relative al disavanzo delle amministrazioni pubbliche dell’area dell’euro per i prossimi due anni sono peggiorate’ si legge nel bollettino in cui si nota che ‘il più elevato disavanzo è in parte il risultato di un notevole peggioramento del saldo di bilancio previsto in Italia, in seguito all’espansione fiscale inserita nei documenti programmatici di bilancio che violerebbe gli impegni presi nell’ambito del Patto di stabilita’ e crescita (Psc)’

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