Bce, Coeuré affossa l’euro

5 luglio 2017, di Daniele Chicca

La Bce non ha discusso di un cambiamento delle politiche monetarie. Lo ha detto Benoit Coeuré, rappresentante del direttorio della banca centrale dell’Eurozona. Non è una notizia incredibile, ma i toni espressi dal banchiere francese sono più accomodanti di quelli usati dal presidente Mario Draghi durante il convegno di Sintra, in Portogallo.

Draghi aveva espresso un certo ottimismo su economia e inflazione, parlando della necessità di rimuovere i piani di stimolo monetario (quello che viene chiamato processo di tapering). Le dichiarazioni odierne di Coeuré sono più da colomba rispetto a quelle del governatore dell’istituto centrale di Francoforte e cozzano con l’atteggiamento più recente tenuto anche da altri esponenti del board di politica monetaria della Bce. L’impressione che danno Banca d’Inghilterra, Banca del Canada e Bce è quella di essere ormai pronte a procedere a una normalizzazione della politica monetaria.

Dopo l’intervento di Draghi, tuttavia, la Bce ha cercato di fare passare il messaggio secondo cui il mercato aveva mal interpretato le parole del banchiere italiano e che il board non ha ancora preso una decisione su tassi guida e Quantitative Easing. Le chiarificazioni avevano spinto l’euro dollaro in calo, ma il crollo è stato temporaneo e il rimbalzo è stato anzi ancora più repentino. L’euro alla fine si è rafforzato nell’ambito di un trend positivo che però oggi fa un passo falso.

Quello di Coeuré sembra un altro tentativo di ridurre le attese di mercato di un rientro delle politiche straordinarie di sostegno monetario e forse anche un modo per impedire un rafforzamento della moneta unica. Se questo era l’obiettivo, sul breve sembra riuscito. Sul Forex il cross euro dollaro ha subito un calo ai nuovi minimi di seduta di 1,1318 dollari, vicino al supporto di $1,13. Ora vale circa 1,1330, vicino ai minimi toccati ieri di $1,1335 e comunque meno del prezzo di riferimento di $1,1365.

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