Bce, BofA Merrill Lynch: “Mario Draghi ha ceduto al populismo tedesco”

11 gennaio 2017, di Alessandra Caparello

NEW YORK (WSI) – Alla fine Mario Draghi ha ceduto al populismo (principalmente tedesco, visto che i falchi contrari alla politica di tassi a livello raso terra sono soprattutto in Germania), riducendo il volume mensile di acquisti di titoli di Stato e obbligazioni societari, dandola vinta così ai falchi contrari alla politica espansiva adottata dal numero uno della Bce negli ultimi anni.

A scriverlo nero su bianco Bank of America-Merrill Lynch in un report dedicato agli effetti del populismo sulle scelte di investimento e sul rischio politico.

“Il 2016 ci ha insegnato che populismo significa rischio politico. Un modo di pensare più isolazionista da parte di chi è al governo, un’architettura istituzionale potenzialmente più debole, barriere commerciali e retorica protezionista e in risposta la tendenza dei partiti tradizionali ad esprimersi anche loro in termini più populisti”.

Attraverso il quantitative easing, i tassi di interesse sono stati a livelli bassissimi, come voluto da Draghi e questo al fine di rilanciare l’economia. Ma gli effetti collaterali si sono fatti sentire per i bilanci del settore creditizio. Da qui la pressione dei falchi all’interno della Bce contrari proprio a questa politica espansiva, a cui oggi Draghi ha ceduto rallentando il quantitative easing che nel 2017 finirà per comportare, come sottolineano gli analisti di Merrill Lynch, un aumento dei differenziali di rendimento tra bond sovrani rendendo più conveniente per gli investitori puntare su azioni di gruppi finanziari e su titoli ad alto rischio.

“Dall’inizio del 2016 è aumentata la divergenza tra il rischio politico e gli spread. Oggi i differenziali sono molto più ridotti di quanto il rischio politico storicamente suggerisce che dovrebbero essere”.

Se gli spread degli emittenti di Francia, Spagna e Gran Bretagna appaiono bassi rispetto al loro livello di rischio, in Italia invece a pesare sono i timori sul futuro del settore bancario.

“Recenti problemi di ricapitalizzazione mostrano che i problemi difficilmente si risolveranno nel 2017, soprattutto considerando le incertezze politiche“.

 

Fonte: Il fatto quotidiano

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