Bankitalia: rialzo tassi avrà impatto modesto sul debito

16 aprile 2018, di Alessandra Caparello

ROMA (WSI) – La fine degli interventi straordinari della Bce e il conseguente rialzo dei tassi di interesse avrà un impatto modesto sul debito pubblico. Questa l’osservazione di Bankitalia che indica anche le ragioni per cui è arrivata a questo ragionamento.

In primis perché la durata media del debito pubblico è di sette anni, poi perché il rapporto debito/pil si è stabilizzato e la percentuale di debito pubblico posseduta da residenti è al 93%. L’economista Marcello Gualtieri dalle pagine di ItaliaOggi però afferma che questi argomenti non lo convincono.

“1)L’effetto di un aumento dei tassi non è solo il maggior costo annuale, ma anche la diminuzione del valore dei titoli in circolazione, una possibile crisi di fiducia, il rischio di innescare aspettative di ulteriori rialzi (e comunque un aumento dell’1% costerebbe, a regime, 23 miliardi annui, l’1,4% del pil). 2) Il rapporto debito/pil non si è stabilizzato: a parità di saldi di cassa è passato dal 132 al 132,5% (e comunque, anche se fosse stabilizzato, è al livello massimo) 3) la circostanza che il debito pubblico sia posseduto da residenti italiani non ha relazione con la sostenibilità futura che è legata solo alla capacità dello Stato di pagare il debito, chiunque sia il creditore (e comunque la Bce detiene più del 14% del debito e ovviamente non è un soggetto residente)”.

“Ipotizzare che, in una fase di rialzo dei tassi, l’economia cresca di più di quanto è asfitticamente cresciuta negli anni di tassi bassissimi è una tesi a dir poco originale, contrasta con quanto si studia nei corsi di economia e con le serie storiche. Insomma, è un mero auspicio, privo di ogni argomentazione che mi ricorda il titolo del libro Io speriamo che me la cavo. Ma non solo.(…) Lo scenario di Bankitalia, benché rassicurante, non convince”.

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