Bankitalia: “Italia non deve temere fine QE, riduzione debito? Si può”

19 giugno 2018, di Mariangela Tessa

Inizione di ottimismo sull’economia italiana da parte del vice direttore generale della Banca d’Italia, Luigi Federico Signorini, che ieri, in occasione della presentazione della pubblicazione ‘L’economia regionale del Piemonte’ presso la sede di Torino della Banca d’Italia ha spiegato che “non vi sono ostacoli insormontabili” per la riduzione del debito e e che la strada è “percorribile”.

“Ridurre l’incidenza del debito è irrinunciabile. Proseguire su questa strada, ha affermato recentemente con molta chiarezza il Ministro Tria, è l’obiettivo esplicito del governo. Se questa è la rotta condivisa, l’avanzo primario è la bussola che consente di mantenerla”.

E aggiunge:

“La discesa potrebbe essere più rapida se il miglioramento dell’avanzo primario e il consolidamento e la prosecuzione delle riforme strutturali sostenessero la crescita e abbattessero il premio per il rischio che grava sui rendimenti dei titoli pubblici italiani. Ma a questo fine è essenziale la credibilità dell’intento di consolidare i conti pubblici e di riformare l’economia. Devono ancora essere riassorbite le tensioni registrate in maggio sui mercati finanziari: il differenziale di rendimento tra i titoli pubblici italiani con scadenza decennale e gli analoghi titoli tedeschi è tuttora di circa 100 punti base superiore ai livelli registrati in media nei primi quattro mesi del 2018″.

Signorini ha spiegato inoltre che l’Italia non ha nulla

“da temere dalla graduale normalizzazione delle condizioni monetarie. Essa era attesa e annunciata da tempo”.

Entrando nel dettaglio, il vice direttore di Bankitalia argomenta che

“il basso indebitamento delle famiglie italiane (molto più basso della media dell’area dell’euro), la significativa riduzione di quello delle imprese, la bassa esposizione degli intermediari finanziari alle conseguenze di un aumento dei tassi, e infine, nonostante la condizione di vulnerabilità rappresentata dall’elevato debito pubblico, l’elevata vita media residua di quest’ultimo, oggi superiore a sette anni, sono tutti fattori che in condizioni di calma sui mercati consentono all’Italia di guardare con tranquillità, e di prepararsi per tempo, all’uscita dalla fase, ormai protratta a lungo, degli interventi monetari di emergenza attuati in reazione all’acutissima crisi degli anni scorsi”. “Però è cruciale – conclude – che le condizioni sui mercati finanziari si mantengano favorevoli, e a questo fine la variabile chiave è la fiducia”.

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