Banche: ecco come i dipendenti truffano i risparmiatori

7 agosto 2017, di Alessandra Caparello

ROMA (WSI) – Pressioni commerciali, obiettivi di vendita ambiziosi che hanno trasformato i bancari in veri e propri venditori d’assalto. Così scrive su Libero Quotidiano Francesco De Dominicis che svela come i dipendenti delle banche italiane sono costretti a ingannare i correntisti.

Il tutto ruota attorno alla pianificazione dei risultati. Secondo quanto scrive il giornalista, i vertici delle banche ordinano gli obiettivi giornalieri da raggiungere ai propri dipendenti. In palio premi sostanziosi o promozioni.

“Gli obiettivi sono differenziati sulla base della dimensione dell’agenzia: più è grande, più è alto – ovviamente – il risultato da raggiungere. Vengono elencati i prodotti divisi per categoria: servizi di pagamento, credito, investimenti, assicurazioni (…) Ecco: ruota tutto attorno alla pianificazione dei risultati.   Chi li centra o, ancor meglio, li supera incassa premi sostanziosi o promozioni. E più si è in alto nella catena di comando e più sale l’interesse per raggiungere i risultati pianificati. Ne consegue che le esigenze del cliente, così come la propensione al rischio negli investimenti, corrono il rischio di passare in secondo piano. E chi, tra i bancari, si rifiuta o fa capire di trovarsi in difficoltà, non di rado viene minacciato di essere rimosso per poi finire a lavorare in altri settori dell’istituto”.

Il quotidiano afferma che tale situazione si ritrova in tutte le banche italiane, dalle principali alle più piccole e nella rete finiscono sempre i risparmiatori.

“Di fatto, costringono i loro dipendenti a vendere di tutto, un pò come accade al mercato della frutta e della verdura. Ma in ballo non c’è una busta della spesa: il pericolo, in questo caso, è che nel portafoglio dei correntisti ci finisca spazzatura finanziaria. E la lunga storia del risparmio tradito made in Italy lo dimostra: dai bond bidone Cirio e Parmalat alle obbligazioni di banca Etruria, dai MyWay e 4You di Monte paschi alle azioni di Popolare Vicenza e Veneto Banca.  Centinaia di migliaia di cittadini fregati allo sportello e decine di miliardi di euro evaporati. La fiducia dei risparmiatori è sempre più minata, ma ai piani alti degli istituti si guarda esclusivamente a margini di guadagno e commissioni”.

L’unica speranza che possa cambiare qualcosa è a settembre quando o sarà operativo l’accordo sottoscritto a febbraio dall’Abi e dai sindacati di categoria.

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