Banche e IA, “il ritmo della digitalizzazione non è al passo”

17 settembre 2018, di Alberto Battaglia

I fornitori di servizi finanziari possono tenere il ritmo della digitalizzazione? E’ questa la domanda di fondo dell’ultima edizione del survey Roland Berger “The digitalization race: can financial service providers hack the pace? Third European Retail Banking Survey – Findings and recommendations”, che ha sondato le opinioni di 60 operatori del settore in 10 Paesi.
Fra i risultati salienti presentati dalla società di consulenza strategica tedesca, “le banche retail non sono al passo con il ritmo della digitalizzazione quando si tratta di adattare tecnologie dirompenti e cogliere nuovi modelli di business”. Esse, al contrario, “stanno lavorando alla digitalizzazione dei loro modelli di business esistenti, ma non si muovono abbastanza velocemente (…) Di conseguenza, le banche la abbandonano involontariamente ad altri player, in particolare ai giganti tecnologici e FinTech, il compiti di plasmare il futuro del retail banking”.
A tal proposito è illuminante notare come appena il 2% degli istituti di credito tradizionali consideri se stesso come “un motore d’innovazione sostanziale”, a fronte di un 47% che ritiene come le tendenze future siano in mano ai giganti tecnologici come Apple e Google.
(Nel grafico in basso il livello di implementazione di alcune tecnologie, in blu i processi avviati, in grigio quelli in agenda per il futuro).

 

In merito alle innovazioni poco interesse è attribuito alla blockchain, mentre una banca su due ritiene che la vera svolta nel settore possa provenire solo dall’intelligenza artificiale. Che il destino del lavoro bancario sarà in qualche modo influenzato dall’intelligenza artificiale era stato chiaramente delineato dal ceo di Deutsche Bank, John Cryan, che aveva parlato di migliaia di posti di lavoro a rischio. A tal proposito era anche intervenuto il Premio Nobel per l’economia, Joseph Stiglitz, sostenendo che a livello complessivo i posti di lavoro perduti a a causa dell’IA dovrebbero essere attenuati “assumendo più personale che si occupi della salute, dell’istruzione e del lavoro di assistenza e pagando loro uno stipendio decente”.

Per quanto riguarda più nello specifico il settore bancario “la vera sfida è scegliere un posizionamento sostenibile e realistico”, ha dichiarato Edoardo Demarchi, partner di Roland Berger, “in particolare, due terzi degli operatori di settore si aspettano di potere mantenere o rafforzare il proprio ruolo di interfaccia cliente, eventualmente integrando offerte e servizi di partner terzi. In questo modo però fanno poco più che innovare inerzialmente il loro modello di business”.

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