Banche, Draghi infierisce: “problema npl non è risolto”

7 novembre 2017, di Mariangela Tessa

Un miglioramento c’è stato, ma il problema di crediti deteriorati (NPL) non è ancora risolto del tutto. La pensa così il presidente della Bce, Mario Draghi, che, nel suo discorso di apertura del Secondo Forum sulla vigilanza bancaria, ha spiegato:

“Anche se i livelli degli Np sono scesi per le banche significative, da circa il 7,5% d’inizio 2015 al 5,5% di oggi, il problema non è ancora risolto”. Per Draghi affrontare la questione, “è una precondizione per gli altri pilastri dell’Unione bancaria” così come lo è l’esposizione delle banche al debito degli Stati: “non c’è spazio per autocompiacersi”.

Per risolvere il problema degli Npl è necessario “uno sforzo comune fra Vigilanza bancaria, le autorità di regolamentazione e le autorità nazionali” oltre agli istituti di credito, ha sottolineato il presidente della Bce, aggiungendo che le banche con un elevato livello di Npl “forniscono meno credito a imprese e famiglie” e che “tutti conosciamo i danni che alti livelli di crediti deteriorati producono alle banche e alla crescita”.

Infine, ha rilevato Draghi, la Vigilanza bancaria affidata alla Bce ha introdotto “medesimi elevati standard” per le banche e reso il settore “più forte”.

Sulla stessa linea anche Daniéle Nouy, presidente del Consiglio di Vigilanza della Bce, che, rispondendo nel dettaglio a una domanda sulle banche italiane, ha detto:

“Non credo” che l’esperienza delle ricapitalizzazioni cautelative delle banche viste dopo il Montepaschi suggerisca che sarebbe stato meglio lasciar fallire alcune banche, ma “le banche devono smettere di negare la realtà. Quando lo fanno siamo in grado di affrontare i problemi”.

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