Bail-in banche: come difendere i titoli di stato

31 gennaio 2017, di Alessandra Caparello

In vigore dal 1° gennaio 2016 un pacchetto di norme che ha lo scopo di prevenire e gestire le crisi bancarie. Parliamo del cosiddetto bail-in (salvataggio interno), lo strumento di risoluzione di una banca in difficoltà che prevede che siano gli azionisti e nei casi più gravi gli investitori a contribuire con i propri fondi a risolvere la situazione di emergenza creatasi per un istituto di credito.

Principio base del bail-in è che chi detiene strumenti finanziari più rischiosi contribuisca in misura maggiore a risanare la banca. Così i prodotti che sono interessati dal bail-in sono azioni e altri strumenti assimilati al capitale (azioni di risparmio e obbligazioni convertibili), titoli subordinati senza garanzia, crediti non garantiti (vedi le obbligazioni bancarie non garantite) e depositi superiori ai 100mila euro per persone fisiche e piccole  medie imprese.

Cosa succede ai risparmi in titoli di Stato in caso di bail-in? prima di rispondere a questa domanda ricordiamo a grandi linee cosa sono e quali sono i titoli di Stato.

Titoli di Stato: cosa sono e quali sono

Lo Stato, al fine di finanziare le sue attività, emette titoli che servono a coprire i debiti contratti per tutta una serie di servizi che vanno dalle scuole, all’ordine pubblico, fino alla salute. Si parla in tal caso di titoli di Stato che vengono emessi con cadenza periodica dal Ministero dell’economia e delle finanze. Sono tipologie di titoli di Stato che emette il Mef ad esempio:

  • BOT: buoni ordinari del Tesoro
  • BTP: buoni del tesoro poliennali
  • CCT: certificati di credito del tesoro
  • CTZ: certificati del tesoro zero coupon.

Bail-in e titoli di Stato: cosa succede

Tornando al bail-in chi ha depositi fino a 100mila euro può star tranquillo visto che non parteciperà al risanamento dell’istituto di credito. Chi invece ha depositi nella banca in crisi che superano i 100mila euro, questi non sono coinvolti direttamente nel bail-in ma possono esserlo se il contributo richiesto agli strumenti finanziari più rischiosi, quali azioni, obbligazioni subordinate, titoli senza garanzia ecc non fosse sufficiente al risanamento.

Cosa succede a chi ha investito i propri risparmi in titoli di Stato come Bot o Btp? Secondo le regole introdotte dal 1 gennaio 2016, tali soggetti non corrono alcun tipo di rischio visto che il bail-in non coinvolge proprio chi investe nei titoli di stato e li deposita in cassette di sicurezza o titoli detenuti in un conto apposito, ossia il conto titoli e questo perché i titoli custoditi su tal conto non sono patrimonio della banca ma di chi  li ha acquistati.

Proprio per evitare guai in futuro per chi ha liquidità da investire,  la parola d’ordine è diversificare evitando di mettere risparmi in un solo strumento. In epoca di bail-in i titoli di stato non rendono molto ma offrono maggiori garanzie rispetto ai più rischiosi prodotti bancari.

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