Mercati, perdite si intensificano. Incidono caos Trump e dossier UniCredit

31 gennaio 2017, di Laura Naka Antonelli

Mercati azionari in rosso un po’ ovunque in Occidente. Le parole del governo Trump contro la Germania, colpevole di sfruttare un euro esageratamente sottovalutato, hanno innervosito gli investitori che temono gli Usa finiscano per isolarsi troppo. Il mercato è scosso anche dalle possibile ripercussioni che avrà sull’economia mondiale l’ordine esecutivo del presidente americano per vietare gli ingressi ai cittadini di sette paesi di fede musulmana.

Tra i singoli mercati, focus sui bond governativi dell’Eurozona, colpiti nelle ultime sessioni da nuove vendite che sono state accompagnate da un balzo dei rendimenti. Non solo il timore legato all’inflazione, dopo i nuovi dati arrivati dalla Germania. Gli smobilizzi sui titoli di stato italiani, in particolare, sono avvenuti anche per il nuovo braccio di ferro tra Roma e Bruxelles sulla legge di bilancio di quest’anno. L’ Ue ha chiesto una manovra correttiva e ha fissato a domani, 1° febbraio, il termine entro cui si aspetta una risposta dal governo Gentiloni, in merito a come intende tenere sotto controllo i conti pubblici. In tensione lo spread Italia-Germania.

Ma l’Italia si trova alle prese anche con l’altro, annoso, problema: quello delle banche, e soprattutto del primo istituto di credito per fatturato nel paese: UniCredit, travolta dalle vendite dopo l’ultimatum della BCE e dallo spettro addirittura di un bail-in. Azionario asiatico contrastato. nel giorno della riunione della Banca del Giappone. I timori sull’era di una America chiusa, che alza le barricate contro gli immigrati e che invoca sotto l’egida di Trump sempre più l’avvento del protezionismo ha penalizzato sul forex il dollaro. Lo yen si è inoltre rafforzato dopo che la Bank of Japan ha deciso di mantenere invariata la propria politica monetaria, pur facendo stime sull’inflazione per il 2018 che hanno lasciato perplessi alcuni analisti. Tonfo dell’indice Nikkei della borsa di Tokyo, sceso dell-1,69%.

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31 gennaio 20178:41

Chiusura principalmente negativa per i principali indici azionari in Asia.

31 gennaio 20178:48

La borsa di Tokyo è stata penalizzata dall’apprezzamento dello yen nei confronti delle principali valute. La Bank of Japan ha mantenuto inalterata la propria politica monetaria, rivedendo al rialzo le stime sul Pil. Per l’anno fiscale corrente, prevede una crescita +1,4%, rispetto al rialzo del Pil +1% atteso a ottobre. Per l’anno fiscale 2017,  le stime sono state alzate da +1,3% a +1,5%, mentre per il 2018 la crescita attesa è stata rivista al rialzo da +0,9% a +1,1%. La Bank of Japan ha comunicato anche di prevedere che l’inflazione salirà a un ritmo vicino a quello target del 2% nell’anno fiscale 2018.

31 gennaio 20179:12

Deutsche Bank in rialzo alla borsa di Francoforte, dopo la notizia della multa comminata dall’autorità finanziaria FCA del Regno Unito, del valore di 163 milioni di sterline, sulla scia dell’accusa secondo cui la banca non sarebbe riuscita a dotarsi di un sistema di controllo adeguato contro le operazioni di riciclaggio di denaro sporco. L’FCA ha reso noto che si tratta della multa più alta comminata dalla Commissione sui casi di controlli insufficienti a evitare tale reato. Deutsche Bank ha commentato che la multa è stata comunque già conteggiata negli accantonamenti predisposti per far fronte a contenziosi legali.

31 gennaio 20179:13

In ripresa gli indici azionari europei – e in particolare l’indice Ftse Mib di Piazza Affari- dopo le forti vendite di ieri.

31 gennaio 20179:49

La chiusura di Wall Street nella giornata di ieri. La sessione si è confermata la peggiore dall’inizio del 2017, sulla scia dei timori alimentati dal decreto con cui il presidente Usa Donald Trump ha vietato l’ingresso in Usa dei cittadini di sette paesi.

31 gennaio 201710:38

Nessuna variazione per il tasso di disoccupazione in Italia, che a dicembre è stato uguale a quello di novembre, rimanendo stabile al 12%. Il numero dei disoccupati è salito, su base mensile,  +0,3%, ovvero di 9.000 unità. E’ quanto ha reso noto l’Istat. Alert invece sulla disoccupazione giovanile. In questo caso il tasso disoccupazione – ovvero di coloro che hanno una età compresa tra 15 e 24 anni – è salito +0,2% su base mensile, attestandosi al 40,1%.

31 gennaio 201711:00

Sterlina sotto pressione dopo la pubblicazione del dato macro relativo al credito per consumi nel Regno Unito, cresciuto a dicembre poco più di 1 miliardo di sterline, molto meno rispetto al rialzo +1,7 miliardi atteso dagli economisti.

31 gennaio 201711:03

Ftse Mib accelera al rialzo e dopo le forti perdite di ieri, è in ripresa con un rialzo dello 0,97%, a 18.942 punti. Tra i titoli migliori Bper Banca +3,18%, FCA +2,69%, Unipol +2,51%. In ribasso Saipem -1,03% e Campari -0,16%. Spread in ritracciamento, scende -3% circa a 179,80 punti base, a fronte di tassi sui BTP decennali in calo dell’1,20% al 2,27%. Forte rialzo per i tassi sui Bund, che balzano di oltre +6% allo 0,48%. 

31 gennaio 201711:11

Nel mese di gennaio l’inflazione dell’Eurozona ha testato il record in quattro anni, ovvero dal febbraio del 2013. Il tasso di inflazione è balzato all’1,8% rispetto all’1,1% di dicembre, più del +1,6% atteso dal consensus. Escluse le componenti di beni alimentari ed energetici, l’inflazione è rimasta invariata allo 0,9%. Diffuso anche il Pil preliminare dell’Eurozona, salito su base trimestrale dello 0,5% e su base annua dell’1,8%, rispetto al +1,7% atteso. Il tasso di disoccupazione dell’Eurozona è sceso a dicembre al 9,6%, rispetto al +9,7% di novembre e decisamente al ribasso rispetto al 10,5% del dicembre del 2015.

31 gennaio 201711:27

Il rialzo dell’inflazione in Eurozona lascia pensare che i tempi siano maturi per vendere i titoli di stato dell’area, in previsione di un allentamento del QE da parte della Bce. Tuttavia, c’è ancora confusione su quando la Bce potrebbe iniziare a staccare la spina della droga monetaria. Di seguito l’andamento dei tassi sui titoli di stato.

31 gennaio 201713:21

Boom per le quotazioni dell’euro, dopo che Peter Navarro, responsabile del nuovo National Trade Council dell’amministrazione Trump, ha detto al Financial Times che l’euro è “un marco tedesco implicito”, la cui bassa valutazione ha permesso alla Germania di godere di un vantaggio competitivo nei confronti dei suoi principali partner commerciali. 

31 gennaio 201714:20

Reazione dell’euro nei confronti delle principali valute mondiali dopo le dichiarazioni arrivate dall’amministrazione Trump.

31 gennaio 201714:58

Di seguito la performance dei futures Usa.

31 gennaio 201716:04

Tonfo a Wall Street dei titoli farmaceutici dopo la promessa di Trump di battersi per abbassare i prezzi dei farmaci.

31 gennaio 201716:05

Boom dell’euro che dopo le dichiarazioni del segretario al Commercio Usa Navarro – secondo cui la moneta unica sarebbe troppo sottovalutata – testa nei confronti del dollaro il record dallo scorso 8 dicembre, fino a $1,0780.

31 gennaio 201717:38

Tra gli altri mercati, il future sul petrolio Wti è in rialzo dell’1,5% a 523,5 dollari al barile. Sul valutario il cambio euro dollaro si rafforza, attestandosi poco sotto quota $1,079, influenzato dall’inizio di una guerra commerciale tra Europa e Stati Uniti. Il governo di Trump è convinto che altri Paesi al di fuori della Cina stanno traendo vantaggi dalla svalutazione del biglietto verde e che la Germania starebbe sfruttando un euro “esageratamente sottovalutato” come una sorta di “marco tedesco implicito”.

31 gennaio 201717:41

Stamattina la Banca del Giappone ha lasciato invariate le sue politiche monetarie, nel giorno dell’avvio della due giorni di riunione della Fed. Mati Greenspan, Senior Market Analyst di eToro, si dice comunque sconvolto dal fatto che la BoJ si aspetti un’inflazione del 2% nel 2018: l’indice dei prezzi al consumo, pubblicato venerdì scorso, ci suggerisce che nonostante il resto del mondo si stia già scrollando di dosso la deflazione, il Giappone fa ancora fatica a uscirne. Sembra che il Governatore Kuroda voglia approfittare di quello che sta succedendo negli Stati Uniti per far passare “sotto silenzio” la questione.

31 gennaio 201717:48

Piazza Affari archivia un’altra seduta in netto ribasso al termine di una giornata segnata dalla volatilità: il listino delle blue chip Ftse Mib ha ceduto lo 0,9%, zavorrato dai titoli bancari, in particolare Banco BPM, Ubi Banca e Mediobanca. In calo anche CNH Industrial, Leonardo e Saipem. In rialzo invece Telecom Italia, FCA e gli energetici (tranne Eni) che beneficiano del rialzo del petrolio.

31 gennaio 201717:48

Seduta in calo anche per le altre Borse d’Europa. L’indice di riferimento Eurostoxx50 ha registrato un segno meno del -0,67%. In calo L’Oreal, Air Liquide, Adidas e BMW. In rosso i titoli bancari. In rialzo LVMH, Iberdrola, Engie, BBVa e Unibail.

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