IN VIGORE DECRETO; ENTRO GENNAIO PIANO INDUSTRIALE-FINANZIARIO
(ANSA) - ROMA, 26 DIC - Natale di lavoro per i magistrati che seguono la vicenda Parmalat e per il commissario straordinario del gruppo Enrico Bondi, nominato il giorno della Vigilia con l'entrata in vigore del Decreto Marzano. Un provvedimento deciso dal consiglio dei ministri il 23 dicembre per intervenire senza ritardo nel tentativo di salvare la Parmalat almeno sotto l'aspetto operativo. Il decreto del ministro delle Attività produttive ha nel frattempo reso ancora più snelle le procedure per il salvataggio delle grandi aziende in crisi già previsto dalla Prodi-bis. Così mentre il patron della società, Calisto Tanzi, per ora resta all'estero, si cerca di mettere in campo un piano finanziario e industriale. Tanzi si è fatto vivo nei giorni scorsi con gli inquirenti spiegando che rientrerà in Italia quanto prima, mentre il figlio Stefano è già a disposizione dei giudici. A Tanzi senior era destinato, oltre all'avviso di garanzia del 23 dicembre, un mandato di comparizione per il 24 mattina in Procura a Parma, dove appunto non si è presentato prendendo però contatto con gli inquirenti e assicurando a breve il rientro. Sempre nella vigilia di Natale è stata completata la perquisizione in casa Tanzi sulla strada per Langhirano, in località Fontanili di Vigatto. Al Palazzo di Giustizia di Parma, nella stessa giornata, è invece stato interrogato Luciano Silingardi, ex presidente della Cassa di Risparmio di Parma e consigliere Parmalat fino al 15 dicembre scorso. Così come Tonna, anch'egli, interrogato dai pm Silvia Cavallari e Antonella Ioffredi, avrebbe fornito un'ampia collaborazione agli inquirenti. Seguendo l'iter del risanamento finanziario Enrico Bondi sta stringendo i tempi per salvare la Parmalat dal crac finanziario. Appena nominato commissario straordinario dal Governo, il supermanager, ieri al telefono e oggi in sede, ha lavorato nonostante le festività insieme agli advisor legali e bancari, tutti intenti a redigere il piano industriale che verrà presentato al massimo a fine gennaio e dal quale dipenderà il futuro dell'azienda. In particolare, secondo quanto si apprende da fonti finanziarie, si sta procedendo a valutare il possibile ingresso di nuovi soci, gruppi industriali che sarebbero pronti a scommettere sul futuro dell'azienda di Collecchio e sul salvataggio che Bondi sta predisponendo sulla scia dell' esperienza già maturata nella gestione Ferruzzi dopo il crac di oltre 10 anni fa. Interesse per le opportunità che si possono dischiudere dal riassetto Parmalat non vengono nascoste da due tradizionali concorrenti come Danone, che secondo voci qualificate è interessata ai prodotti caseari e agli yogurt, e soprattutto Granarolo. Da parte di quello che è il braccio commerciale del consorzio cooperativo Granlatte, d'altra parte, in questi giorni non è mai stato smentito un forte interesse sia per quanto riguarda produzioni Parmalat che potrebbero essere dismesse, sia per l'eventuale dismissione di stabilimenti. Da fonti sindacali si fa peraltro notare la grande attenzione del marchio felsineo per gli equilibri occupazionali nell'area emiliana. Insomma, Granarolo sarebbe pronta a dare una mano in caso di necessità. E' evidente peraltro che, nel caso di ingresso di nuovi soci in Parmalat, si dovrebbe andare all'azzeramento delle quote societarie esistenti e possibilmente da conferire. Confermano infatti fonti finanziarie che sarebbero già allo studio di Bondi misure sul capitale che potrebbero anche portare all'azzeramento della quota in possesso di Calisto Tanzi. D'altra parte il mandato ad Enrico Bondi è per tutelare in maniera assoluta gli azionisti Parmalat, gli obbligazionisti e i dipendenti. Sono queste le priorità del piano industriale che Bondi varerà dopo aver avuto il via libera da Marzano e continuando a lavorare insieme con Umberto Tracanella e Guido Angiolini, gli stessi più volte al suo fianco nelle esperienze passate. Anche oggi comunque non è rimasto in silenzio il mondo politico. "Se il governatore dice che non poteva fare nulla e che non si è accorto delle decine di migliaia di risparmiatori che hanno perso i loro investimenti - dice il presidente della commissione Finanze della Camera, Giorgio La Malfa, commentando ai microfoni di Radio Radicale le ultime dichiarazioni di Fazio il 24 dicembre - allora ci si chiede se non resta altro da fare che chiudere Bankitalia". Secondo Roberto Calderoli della Lega Nord, invece, se Fazio "non dovesse lasciare l'incarico proporrò una legge per mettere una scadenza a questo tipo di incarichi. Non è possibile - prosegue Calderoli - che la legge costringa ad andare in pensione fior di medici, primari ospedalieri, e non dica nulla su raggiunti limiti d'età di chi ricopre incarichi istituzionali delicatissimi". Il Siti (Sindacato per la tutela degli investitori), dopo aver chiamato a raccolta azionisti e obbligazionisti Parmalat, ribadisce infine la "necessità di istituire immediatamente dell'Authority Unica per il risparmio" e annuncia che nei prossimi giorni "depositerà un esposto alle Procure competenti per accertare eventuali comportamenti omissivi da parte degli organi di vigilanza, con particolare riferimento" a Bankitalia. (ANSA).
VOTA L'ARTICOLO
Eccellente
Molto buono
Così così
Scarso
Non ci siamo
Questo articolo ancora non ha ricevuto commenti,
se vuoi essere il primo a dare la tua opinione, .