sabato 20 dicembre 2014 - aggiornato: 08:14
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Spari a Palazzo Chigi, feriti due carabinieri. L'attentatore: "Puntavo a colpire i politici"

I due militari, raggiunti dai colpi di pistola, non sono in pericolo di vita. Luigi Preiti (foto: dopo la cattura) e' un muratore calabrese di 49 anni, ha perso lavoro e moglie ma non e' pazzo. "Puntavo ai politici". Sindaco Roma Alemanno polemico: 'Non dobbiamo stupirci'. Grillo: "Ci discostiamo da questa onda che spero finisca lì perchè il nostro MoVimento non è violento". Il ministro dell'Interno Alfano parla di "tragico gesto criminale di un disoccupato". "Voleva suicidarsi ma ha finito il caricatore".
L'attentatore, Luigi Preiti, a terra davanti a Palazzo Chigi dopo la cattura. Ha sparato vari colpi di pistola e ferito due carabinieri.

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L'attentatore, Luigi Preiti, a terra davanti a Palazzo Chigi dopo la cattura. Ha sparato vari colpi di pistola e ferito due carabinieri.

ROMA (WSI) - Luigi Preiti, l'uomo bloccato dopo aver sparato ai carabinieri davanti a palazzo Chigi stamattina "ha confessato tutto. Ha ammesso di aver sparato e ha detto che la sua intenzione era quella di sparare ai politici": a riferirlo è stato il procuratore aggiunto della Repubblica Pierfilippo Laviani, uscendo dall'ospedale San Giovanni, dove l'uomo è piantonato. Incensurato, senza porto d'armi, l'uomo 49enne, di origini calabresi, faceva il muratore ma "aveva dei problemi, si era separato dalla moglie e aveva perso il lavoro", ha aggiunto il procuratore lasciando il nosocomio romano.

Preiti - che non ha precedenti penali ed ha agito da solo - ha sparato diversi colpi di pistola e ha poi tentato di fuggire, ma è stato ferito durante una colluttazione con le forze dell'ordine e arrestato. Preiti, però, non è uno squilibrato nonostante nei primi minuti sopo la sparatoria si era diffusa la voce che avesse problemi mentali. 'Non ha mai sofferto di patologia psichiatriche - assicura il fratello Arcangelo - Siamo allibiti, non sappiamo spiegarci quel che è potuto accadere".

Dopo essersi trasferito in Piemonte negli anni novanta, Luigi Preiti si è sposato e la coppia ha avuto un figlio. Due anni e mezzo fa Preiti si è separato dalla moglie ed ha scelto di tornare a vivere a Rosarno, con i genitori; la moglie ed il figlio sono rimasti in Piemonte e vivono a Predosa.

"E' un uomo pieno di problemi che ha perso il lavoro, aveva perso tutto, era dovuto tornare in famiglia: era disperato. In generale voleva sparare sui politici, ma visto che non li poteva raggiungere ha sparato sui carabinieri". Così il pm di Roma, Pierfilippo Laviani, dopo aver sentito Luigi Prieti. "Ha confessato tutto. Non sembra una persona squilibrata".

Luigi Preiti "voleva suicidarsi" dopo aver sparato ai carabinieri "ma non c'è riuscito perché aveva finito il caricatore". Lo ha detto il ministro dell'Interno Angelino Alfano parlando di un "tragico gesto criminale di un disoccupato".

La seconda vittima della sparatoria davanti Palazzo Chigi, il carabiniere scelto Negri, è stato ferito a entrambe le gambe ma le su condizioni non destano preoccupazione, ha detto Alfano. Il brigadiere Giuseppe Giangrande ha subito - recita il primo bollettino - la lesione della colonna vertebrale cervicale. E' ricoverato al Policlinico Umberto I di Roma. La prognosi resta riservata.

"Ad un primo esame degli eventi la vicenda puo' essere ricondotta a un gesto isolato sul quale comunque sono in corso ulteriori accertamenti".

"La situazione generale dell'ordine pubblico nel Paese non desta preoccupazioni", lo afferma il ministro dell'Interno confermando che "comunque sono stati rafforzati i controlli presso gli obiettivi a rischio".

Il governo darà già domani alla conferenza dei capigruppo la "piena disponibilità a riferire immediatamente in Parlamento" sulla sparatoria davanti a palazzo Chigi, ha detto Alfano.

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Ambulanze e forze dell'ordine all'ingresso di palazzo Chigi, a Roma, dopo la sparatoria.

Roma, 28 apr. (TMNews) - Luigi Preiti, l'uomo bloccato dopo aver sparato ai carabinieri davanti a palazzo Chigi stamattina "ha confessato tutto. Ha ammesso di aver sparato e ha detto che la sua intenzione era quella di sparare ai politici": a riferirlo è stato il procuratore aggiunto della Repubblica Pierfilippo Laviani, uscendo dall'ospedale San Giovanni dove l'uomo è piantonato.

Incensurato, senza porto d'armi, l'uomo 49enne, di origini calabresi, faceva il muratore ma "aveva dei problemi, si era separato dalla moglie e aveva perso il lavoro", ha aggiunto il procuratore lasciando il nosocomio romano.

Il suo è stato probabilmente un gesto isolato dettato dall'esasperazione che lo ha portato a sparare proprio mentre il governo Letta giurava al Quirinale. Uno dei due carabinieri colpiti è in prognosi riservata e il proiettile gli ha provocato una lesione alla colonna vertebrale. L'uomo, 49 anni, è disoccupato secondo quanto ha riferito il neoministro dell'Interno Angelino Alfano, secondo cui si tratta comunque di un gesto isolato e "la situazione dell'ordine pubblico nel paese anche da verifiche da me fatte con le forze dell'ordine non desta preoccupazione".

"Ho appena riferito in Consiglio dei ministri le informazioni in nostro possesso. Il tragico gesto criminale - ha detto Alfano - è stato operato da un disoccupato di 49 anni che ha manifestato subito dopo l'intenzione di volersi suicidare affermando di non averlo potuto fare a causa dell'esaurimento del caricatore".

Preiti scendeva da Piazza Montecitorio in direzione di piazza Colonna quando ha sparato contro i due carabinieri davanti alla camionetta ferma all'angolo del palazzo che ospita Il Tempo che divide piazza Montecitorio e piazza Colonna.

L'uomo ha estratto all'improvviso la pistola e ha sparato proprio all'indirizzo dei due militari ad altezza d'uomo. Immediato il fuggi fuggi generale tra la folla spaventata che passeggiava in piazza Colonna.

Sono stati effettuati accertamenti di rito e perquisizioni a Pedrosa, in provincia di Alessandria, sia nella casa dell'ex moglie che in quella del fratello di Luigi Preiti. Accertamenti di rito anche in Calabria, a Rosarno, dove risiede la sua famiglia e dove negli ultimi tempi era domiciliato lo stesso Preiti.

La pistola usata, una 7.65, forse è stata acquistata al mercato nero dall'uomo che, incensurato, non ha porto d'armi. La pistola infatti ha la matricola abrasa e il modello di piccolo calibro è quello comunemente usato, data la sua scarsa potenza di fuoco, dai rapinatori e non dai killer.

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Durante la cerimonia di giurmento del governo Letta, un uomo ha sparato davanti a Palazzo Chigi - sede della presidenza del Consiglio - colpendo due carabinieri. Ad aprire il fuoco un uomo in giacca e cravatta che all'improvviso ha sparato. I due carabinieri avrebbero risposto al fuoco. L'uomo che ha sparato sarebbe uno squilibrato che si è presentato in giacca e cravatta davanti a palazzo Chigi, e, all'improvviso, ha aperto il fuoco contro i militari. Si chiama Luigi Preiti, è nato nel 1964 in Calabria ed è domiciliato ad Alessandria dove vive da molti anni con la famiglia. Preiti ha sparato diversi colpi di pistola. A terra vi sono almeno sei-sette bossoli. L'uomo - che non ha precedenti penali ed ha agito da solo - ha poi tentato di fuggire, ma è stato ferito durante una colluttazione con le forze dell'ordine e arrestato.

Secondo prime informazioni, i due carabinieri - un brigadiere e un appuntato - non sarebbero in pericolo di vita. E' confermato che uno dei due militari è ferito ad una gamba, mentre l'altro sarebbe stato colpito di striscio al collo.

I volti dei nuovi ministri sono passati dalla gioia, all'incredulità poi allo sgomento appena appresa la notizia della sparatoria davanti a Palazzo Chigi durante la loro cerimonia del giuramento al Quirinale.

"L'area intorno a palazzo Chigi è stata completamente transennata dai Vigili Urbani. Bandoni sono stati srotolati in via del Corso e il traffico è bloccato. Dietro le transenne sono centinaia le persone che si sono assiepate: scattano fotografie e cercano di sapere cosa sia accaduto. All'interno del perimetro delimitato è un continuo via vai di ambulanze e forze dell'ordine.

A naso penso sia il gesto compiuto da uno squilibrato" risponde ai giornalisti che gli chiedono informazioni sulla sparatoria davanti palazzo Chigi, il neoministro della Giustizia Anna Maria Cancellieri uscendo dal Quirinale al termine della cerimonia di giuramento. A chi le chiede: "Dunque nessuna regia?" il ministro replica: "Credo proprio di no, spero si tratti di un fatto isolato ma dobbiamo ancora appurare le esatte dinamiche dell'evento anche se non è più un compito che spetta al mio dicastero". Alla domanda se avesse dato consigli al nuovo ministro dell'Interno Alfano, a capo di un dicastero ricoperto fino a ieri da lei stessa, Cancellieri ha replicato: "Assolutamente no, non è nella mia natura dare consigli, ma sicuramente ci vedremo presto".

"E' il gesto di un pazzo e di uno squilibrato ma non ci dobbiamo stupire quando si inveisce continuamente contro il 'Palazzo', come se fosse da abbattere" ha detto il sindaco di Roma Gianni Alemanno. Ai cronisti che gli chiedevano se si riferisse al Movimento 5 Stelle, ha replicato: "Non mi riferisco a nessuno".

A strettissimo giro i capigruppo del M5S Roberta Lombardi e Vito Crimi hanno diffuso una nota congiunta: "A nome di tutti i parlamentari del Movimento 5 Stelle esprimiamo la nostra ferma condanna per il folle gesto di violenza perpetrato poco fa davanti a Palazzo Chigi ed esprimiamo tutta la nostra solidarietà umana e civile ai due Carabinieri in servizio ed al passante feriti. La democrazia non accetta violenza".

"C'è stato un attentato ai carabinieri davanti a Palazzo Chigi. Ci discostiamo da questa onda che spero finisca lì perchè il nostro MoVimento non è assolutamente violento. Noi raccogliamo firme ai banchetti, facciamo referendum e leggi popolari". Lo ha affermato Beppe Grillo, in un post sul suo blog. "Vorrei innanzitutto manifestare la mia solidarietà ai carabinieri, alle forze dell'ordine e ai parenti del carabiniere ferito gravemente. Piena solidarietà alle forze dell'ordine e speriamo - ha aggiunto Grillo- che sia un episodio isolato e rimanga tale".

Ha agito da solo ed è incensurato l'uomo che ha sparato davanti a Palazzo Chigi questa mattina mentre il governo giurava al Quirinale. E' quanto riferiscono le forze dell'ordine. L'uomo, Luigi Preiti, calabrese di Rosarno del 1964, sarebbe affetto da problemi psichici. Dopo la sparatoria in cui è stato a sua volta ferito dai carabinieri ed è stato trasferito in ospedale.

E' Luigi Preiti, un calabrese di Rosarno, classe 1964, l'attentatore che questa mattina ha sparato davanti a Palazzo Chigi ferendo due carabinieri e una passante. L'uomo, che ha il domicilio ad Alessandria e soffre di problemi psichici, mentre passeggiava in piazza Colonna avrebbe estratto all'imporvviso una pistola e sparato all'indirizzo dei due agenti, un brigadiere eun appuntato. Sia il brigadiere, ferito più gravemente alla gola, e l'appuntato, ferito alle gambe, non sarebbero in pericolo di vita.

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Giuro di essere fedele alla Repubblica, di osservarne lealmente la Costituzione e le leggi e di esercitare le mie funzioni nell'interesse esclusivo della nazione": così Enrico Letta ha prestato giuramento come presidente del Consiglio del nuovo governo. Una formula che ripeteono tutti i ministri.

Il presidente del Consiglio, Enrico Letta, è giunto al Quirinale per il giuramento del suo governo. Il premier è giunto a bordo di un'auto, accompagnato dalla moglie Gianna Fregonara. Alla cerimonia sono presenti anche i tre figli Giacomo, Lorenzo e Francesco. Ad attendere Letta davanti all'ingresso del Quirinale alcune delle persone che faranno parte del suo staff, tra cui il portavoce Giammarco Trevisi.

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elder51 - 29/04/2013 21:57
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Questo è un dramma che ha avuto molte vittime, i due carabinieri e le loro famiglie ma anche un'altra famiglia. Preciso che conosco abbasyanza la Calabria , trovo che la sua cucina sia eccellente ed i suoi prodotti agricoli di eccellenza siano spesso svenduti alla Germania per mancanza di industria leggera (fabbriche di conserve) che trasformi questi eccellenti prodotti. Ma più che la politica penso sia stato l'ambiente locale a spingere Preiti a ques...
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sabaniandrea - 29/04/2013 13:53
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Ecco cosa produce la violenza e l'immoralità degli spropositati stipendi, pensioni e tutto il resto degli sperperi del sistema stato. Ora gli stessi provocari ipocraticamente cercano di riversare su altri le proprie responsabilità su atti deprecabili di cui sono loro gli indiretti mandanti. Atti comunque senza giustificazioni che sono solo da condannare.

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pipupo - 29/04/2013 11:17
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Ovviamente nessuno giustifica nulla ma dobbiamo anche capire che questo è un gesto di un disperato.  Sentendo i vari commenti nei vari forum appare evidente che ci sarebbero tantissimi persone che avrebbero eseguito questo stesso gesto disperato non contro carabinieri ma contro i politici. 
I politici che se la prendono con Beppe Grillo non hanno capito nulla in quanto proprio il M5S è l'ammortizzatore sociale di tale emergenza. 

 

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