martedì 21 ottobre 2014 - aggiornato: 13:59
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Argentina: ora anche il governo lancia alert svalutazione

Non e' da escludere una perdita del 20% quest'anno. A dirlo non sono un gruppo di sconosciuti economisti indipendenti, ma lo stesso segretario al Commercio argentino, Guillermo Moreno.
Il segretario argentino al Commercio Interno, Guillermo Moreno.

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Il segretario argentino al Commercio Interno, Guillermo Moreno.

NEW YORK (WSI) - Una svalutazione del peso argentino del 20% non e' da escludere: cosi' dice il segretario al Commercio Guillermo Moreno, in una rara ammissione dell'esistenza dello spauracchio inflazione da parte del governo di Cristina Fernández.

Va ricordato che l'amministrazione ha sin qui negato di avere un problema con l'inflazione, mentre il Fondo monetario internazionale ha minacciato - sarebbe la prima volta nella storia - di boicottare i dati dello stato, accusato di manipolare le statistiche, mentre diversi analisti - compresa la redazione di alcune importante testate internazionali, come l'Economist - hanno denunciato "cifre falsate" da parte del governo sul fronte dei prezzi al consumo.

Il FMI ha fissato il primo febbraio come data ultima in cui il consiglio dovra' stabilire se censurare effettivamente o no il paese sudamericano.

In realta' il governo, pur riconoscendo per la prima volta il rischio di una svalutazione, e' ben lontano da ammettere che ci sia qualcosa di sbagliato e pericoloso nella direzione che stanno prendendo i tassi di cambio.

Un giornale filo governativo, che ha intervistato Moreno durante un viaggio ufficiale in Vietnam, riporta le seguenti dichiarazioni: "penso che un tasso di cambio alla fine dell'anno sara' di circa 6 peso per dollaro, equivalente a una svalutazione tra il 18 e il 20%". Moreno ha anche concesso che ci sono degli imprenditori che stanno facendo di tutto per ottenere una caduta di valore della moneta argentina.

"Nelle riunioni con la comunita' imprenditoriale c'e' sempre qualcuno che chiede una svalutazione, ma dentro di loro sanno tutti che questo rischia di generare una tensione distributiva, un calo dei consumi e un rincaro dei prezzi, il che finirebbe per essere svantaggioso per le societa'".

Un'ammissione tacita che il peso e' sopravvalutato. Tutti lo sanno, anche in Argentina. Basta guardare il tasso "parallelo" (termine decisamente eufemistico) con il dollaro – ovvero il tasso non ufficiale con il quale gli argentini devono fare i fronti se vogliono mettere le loro mani sui dollari.

Il tasso del mercato nero in biglietti verdi e' salito fino a quota 7,54 pesos per dollaro, anche se e' calato leggermente negli ultimi giorni. Il tasso ufficiale, in confronto, e' sotto la soglia dei 5 pesos. Una svalutazione del 18-20% sarebbe dolorosa, ma e' nulla se confrontata al 50% di gap tra quanto costa attualmente agli argentini ottenere dollari Usa in cambio delle loro banconote nazionali.

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