Al via programma per facilitare acquisti di casa all'estero

Il progetto si chiama Eufides: VIDEO. Gia' prima del lancio, nel 2012 cresciuta del 9% la ricerca tra gli italiani di un immobile all'estero. Si punta a mercati emergenti e con economie robuste (Costa Azzurra, New York, Londra e Berlino). O alle scomesse Dubai e Miami.
Unione Europea: un appartamento in vendita in Spagna, nella Costa Brava.

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Unione Europea: un appartamento in vendita in Spagna, nella Costa Brava.

New York - Tra globalizzazione e crisi finanziaria, sono sempre di piu' i cittadini europei che vivono al di fuori dei confini del loro paese d'origine. E che magari intendono comprare una casa all'estero: che sia per un investimento a lungo termine o per evitare di sacrificare per tutta la vita gran parte dello stipendio nell'affitto.

Per tentare di ridurre le distanze linguistiche e logistiche, cercare di alleggerire il carico burocratico e garantire una certa sicurezza giuridica e' stato lanciato in via sperimentale il progetto Eufides, una piattaforma nata da un'idea del notariato europeo che intende facilitare le transazioni immobiliari tra i Paesi dell'Ue.

I cittadini dell'Unione Europea potranno in futuro acquistare un bene immobile in un altro Stato membro in tempi brevi e in assoluta sicurezza. Grazie alle nuove tecnologie sara' sufficiente contattare il proprio notaio di fiducia che seguira' direttamente per via telematica la compravendita in collaborazione con il notaio straniero dove e' situato l'immobile da acquistare.

A una coppia italiana che volesse comprare una casa nella Costa Brava spagnola o nell'Algarve portoghese, ad esempio, sara' sufficiente visitare la casa e poi rivolgersi a un notaio della propria nazionalita'. A quel punto saranno i rispettivi notai del potenziale acquirente e venditore a scambiarsi le informazioni e gestire la parte giuridica dell'atto di compravendita del passaggio di proprieta'. Una volta venuto a conoscenza delle conseguenze civili e fiscali dell'operazione, gli italiani potranno decidere se concludere l'atto in Spagna o in Portogallo che sia. I notai si occuperanno inoltre di garantire che il pagamento avvenga regolarmente e provvederanno a versare le imposte alle autorita' competenti.

Se ci si basa sugli ultimi dati a disposizione di Immobiliare.it, il progetto e' destinato ad avere un buon riscontro: nel corso del primo semestre 2012 da noi le ricerche di immobili situati in altri Stati sono cresciute del 9% rispetto allo stesso periodo del 2010. Un numero significativo, questo, soprattutto in rapporto al periodo di crisi che ha seriamente frenato il mercato immobiliare in Italia.

Le ragioni della ricerca all’estero sono essenzialmente tre: in primo luogo, la volontà di mettere a reddito gli appartamenti, affittandoli o puntando a rivenderli dopo una loro rivalutazione (57% dei casi); in secondo luogo, per motivi personali (nel 22% dei casi è un interesse dettato al trasferimento in un’altra nazione); infine, per acquistare una casa per le vacanze (21% dei casi).

«Pur considerando le diverse ragioni che spingono a puntare ad un immobile all’estero – ha dichiarato Carlo Giordano, Amministratore Delegato di Gruppo Immobiliare.it – ad accomunare le ricerche che abbiamo monitorato ci sono alcuni fattori, primo tra tutti un miglior rapporto tra qualità e prezzo dell’acquisto».

Escludendo gli acquisti fatti per trasloco, notiamo come le destinazioni più in voga rispondano a degli schemi precisi: si punta a mercati emergenti (Brasile o Tailandia, o città come Praga o Budapest) oppure a mercati con economie robuste e valori di mercato indiscutibili (Berlino, Londra, Costa Azzurra). Raccolgono interesse anche quelle destinazioni percepite come "scommesse immobiliari", si pensi a Dubai o Miami, o ancora Paesi dove, a causa di un mercato immobiliare in difficoltà (come la Grecia) non mancano svendite e opportunità d’affari davvero interessanti.

Fattori secondari, ma non marginali, sono legati all’accessibilità della proprietà (ad esempio, la presenza o meno di voli low cost che permettono di aumentare i viaggi per visionare l’immobile) e alle tasse applicate dai singoli Paesi.

Guardando le ricerche compiute dall’Italia verso l’estero nel periodo gennaio-giugno 2012 le aree che hanno raccolto maggiore interesse sono la Costa Azzurra (12%), gli Stati Uniti (9%), le zone turistico-balneari della Spagna (7%) e città come Berlino e Londra (entrambe con il 6% del totale). Rispetto a quelle condotte nel primo semestre del 2010, tuttavia, è il Brasile l’area che cresce di più nell’interesse degli Italiani: +22% in due anni.

«Berlino, Londra, New York sono città dove il valore dell’immobile è assicurato. Il forte interesse nei confronti del Brasile – continua Giordano – risponde, invece, ad una diversa percezione: è visto come un Paese dalle grandi opportunità, in cui è possibile comprare immobili nuovi (sia nelle metropoli che in località turistiche), e persino terreni, a prezzi molto bassi rispetto ai nostri standard. Il costo medio dell’immobile cercato è di 90.000 euro, sufficienti a compiere un acquisto di buon livello.»

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maximo46 - 18/09/2012 23:12
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Misure anche interessanti ma rendono i capitali sempre più volatili. In un Paese dove ci sono 120 mld. di evasione fiscale e 60 mld. di corruzione è diffcile pensare che queste facilitazione consentiranno di applicare tassazioni più eque. Il reddito si evade poi si esporta all'estero e quindi anche il patrimonio diventa irreperibile, così saranno felici i ceti più ricchi e meno le fasce medioasse condannate a pagare tasse e altro per quelli che evadono...
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robocop08 - 18/09/2012 00:59
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1839 commenti
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La cosa e' interessante, l'unico dato di fatto e' che con la legge del menga di Monti, gli immobili acquistati all'estero vengono stratassati con un prelievo pari allo 0,76% del valore.

Praticamente tu fiuti l'affare e fai guadagnare i soliti della casta. Ma vadaviaiciapp come diciamo in Lombardia!

Gli affari soprattutto sulla costa Brava si facevano negli anni 80 90 ora non vale la pena.

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