mercoledì 03 settembre 2014 - aggiornato: 09:03
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ItalAfrica Centrale: Tunisia offre business e lavoro a imprese italiane

Il presidente Cestari ha firmato tre importanti protocolli di intesa nel Paese.
Roma, 10 set. (Labitalia) - Opportunità di business e lavoro per imprese e lavoratori italiani. Sono quelle che potrebbero arrivare, nei prossimi anni dall'altra sponda del Mediterraneo, e cioè dalla Tunisia, che sta preparando investimenti importanti su infrastrutture, costruzioni civili, agricoltura, turismo ed energie rinnovabili. Come spiega in un'intervista a Labitalia Alfredo Cestari, presidente della Camera di Commercio ItalAfrica Centrale, che nei giorni scorsi ha siglato in Tunisia tre importanti protocolli di intesa: due da ItalAfrica con la Camera di Commercio di Tunisi e con la Camera di Commercio del sud est (totale 150 mila iscritti) ed uno dall'associata Finance&Planning International Group con il Governatorato della regione di Gabes abitata da circa 450 mila persone. "La Tunisia in questo momento -spiega Cestari- è un Paese che ha una capacità di spesa importante, ed ha bisogno di tecnologie e infrastrutture, anche se le imprese del luogo sono di buon livello. Noi abbiamo antiche tradizioni di presenza in Tunisia -aggiunge- e non dobbiamo sottovalutare le nuove opportunità che questo Paese può offrire alle imprese italiane". Secondo quanto emerso dagli incontri di ItalAfrica centrale la Tunisia punta infatti a diventare, entro il 2020, la principale piattaforma mediterranea di export delle merci europee verso l’Africa sub sahariana. E l'esito della missione, sottolinea Cestari, "è molto incoraggiante per il potenziale coinvolgimento delle imprese italiane nel processo di modernizzazione della Tunisia, di apertura a nuovi mercati e di penetrazione nella vasta area a sud del Sahara su cui ItalAfrica ha competenza istituzionale, fortissimi radicamenti ed una storica conoscenza del territorio, delle dinamiche, delle istituzioni". L'importante, secondo Cestari, è non perdere tempo perchè "nel paese sono presenti già diverse centinaia di imprese italiane, tra chi vi opera per tutto l'anno e chi inve solo per alcuni mesi. Ma c'è spazio per l'arrivo di tante altre aziende, con l'opportunità di poter creare lì sul posto, e anche qui in Italia, migliaia di posti di lavoro". Infrastrutture ed energia, opere civili e gestione rifiuti, la Tunisia offre occasione di business in tutti i campi. "Dobbiamo essere pronti ad agire -insiste Cestari- visto che l'attesa potrebbe non favorirci. Gli investimenti in programma sono notevolissimi, visto che il Paese fino a questo momento ha viaggiato a due velocità, con le aree lonatno dalla Capitale Tunisi che hanno bisogno di infrastrutture. Servono collegamenti su treno, ma anche autostrade, porti e anche interventi di ammodernamento del polo chimico-industriale". Senza dimenticare che "in Tunisia hanno poi necessità di azioni di risanamento ambientale, perchè negli anni scorso c'è stata poca attenzione verso le emissioni atmosferiche, anche delle industrie.E ancora c'è opportunità nell'agro-industria, nell'esportazione di prodotti finiti". E il rapporto tra aziende italiane e quelle tunisine potrebbe anche essere di collaborazione verso la 'conquista' di nuovi mercati nel continenente africano. "Le aziende del Paese -spiega- sono anche interessate a 'triangolare' con le nostre imprese per operare a livello economico nell'Africa Sub-Sahariana. Per esempio nel Paese si produce un buon concentrato di pomodoro, che potrebbe essere commercializzato dalle imprese italiane, andando anche a integrare quella che è la nostra produzione, aprendosì così anche a nuovi mercati". E la disponibilità di isitituzioni e imprese tunisine verso gli investitori stranieri è ampia. "Nel paese poi c'è la possibilità di coltivare ettari ed ettari di terreni, con l'ottenimento di concessioni. Opportunità importanti anche per le imprese che operano nel settore dei rifiuti e della produzione di acqua potabile, oltre che nelle fonti rinnovabili". Senza dimenticare, sottolinea Cestari, che "non è solo la Tunisia ad offrire opportunità, ma è tutta l'area del Maghreb ad essere straordinariamente importante. La Tunisia può rappresentare per tutta l'area la porta verso l'Europa". Una 'porta' che dista solo poche miglia dalle nostre coste. "Basti pensare che Tunisi dista un'ora e dieci di volo da Napoli e Salerno e ancora meno dalla Sicilia. E poi la situazione politica è molto tranquilla, il cambio di regime è avvenuto senza episodi cruenti come invece è avvenuto in Libia ed Egitto. E' stata una rivoluzione 'pacifica' ed ho notato una grande capacità di gestire la situazione da parte di governo ed esercito. Di certo -conclude Cestari- da parte delle nostre istituzioni e delle nostre imprese c'è bisogno in questo momento di audacia e tempismo in modo da potersi assicurare lavoro nel Paese per i prossimi tren'anni, ed essere quindi in grado di governare crescita e sviluppo".

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