Dimezzare aeroporti in Italia: il piano di Corrado Passera

Degli oltre 60 oggi in attività ne resteranno poco più della metà. Ciampino si trasformerà in city airport, pronto ad accogliere solo traffico nazionale. I ruoli di Malpensa e Linate. Già incognite su alcuni finanziamenti.
Il ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera, nel corso del suo intervento al convegno di Rimini.

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Il ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera, nel corso del suo intervento al convegno di Rimini.

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Roma - Meno aeroporti, serviti da infrastrutture nuove o rafforzate. Degli oltre 60 oggi in attività ne resteranno poco più della metà, gran parte degli scali minori saranno dismessi o nel migliore dei casi passeranno sotto la tutela degli enti locali (se riusciranno a pagarne le spese).

Il piano degli aeroporti italiani è da oggi sulla scrivania del ministro dello Sviluppo Corrado Passera e se ne potrebbe parlare anche al Consiglio dei ministri di venerdì. I "compiti" a casa per l'estate chiesti da Monti prima delle vacanze Passera potrà dunque dire di averli fatti, almeno guardando al testo del piano approntato insieme all'Enac sulla base delle ricerche effettuate da OneWorks, Kpmg e Nomisma.

"Con questo schema definitivo gli investitori avranno la certezza di poter decidere su cosa e quanto investire nel settore - spiega Vito Riggio, presidente dell'Enac - mentre il Paese avrà modo di pensare a quali infrastrutture dovranno servire gli scali più importanti. Tutti gli altri aeroporti - aggiunge - passeranno agli enti locali che decideranno se vorranno impiegare soldi pubblici per tenerli in vita".

Il messaggio è chiaro: resteranno solo una quarantina di scali operativi (ma si punta a scendere a 33), con strutture adeguate e nessun intervento dello Stato. Quelli minori, in tempi di crisi, per restare aperti dovranno sperare nell'intervento di Regioni o Comuni che dovranno decidere però se investire in strutture vetuste, con pochi passeggeri, o su asili nido e strade da asfaltare.

Il Centro Italia
Roma-Fiumicino, pista regina
Ciampino lascia spazio a Viterbo

Il piano li definisce "complesso aeroportuale del Centro Italia". Sono gli scali di Roma Fiumicino, Ciampino e quello tutto da definire che nascerà (se ci saranno pesanti investimenti) a Viterbo, nuova struttura per le low cost. Il grosso del traffico internazionale e intercontinentale passerà dall'hub romano a ridosso del Tirreno, con Adr che ha già predisposto il suo master plan da qui al 2030, mentre Ciampino si trasformerà in city airport, pronto ad accogliere solo traffico nazionale. Il vero nodo da sciogliere però resta Viterbo.

Sulla carta servono come minimo 1,7 miliardi al netto di pesanti interventi da oltre 250 milioni a carico di Rfi (Ferrovie) sulla rete che collega oggi Viterbo alla Capitale. All'appello mancano, tra l'altro, il 90% dei finanziamenti (pari a 737 milioni) di competenza Anas finanziati dalla Regione Lazio e dal Cipe. Buio anche sul 98% dei 303 milioni necessari per il potenziamento e il raddoppio delle corsie sulla statale Cassia. Come appendice del "complesso del Centro Italia" appaiono pure gli scali di servizio di Ancona (destinato al cargo) e quelli di Perugia e Pescara.

Il Nord Ovest
Malpensa resta hub multivettore
Linate business, Bergamo low-cost
Il Nord-Ovest comprende un poker di scali fondamentali che servono un ricco quanto vasto bacino di utenza: Milano Malpensa, Linate, Bergamo, Brescia. Malpensa si rafforzerà nel suo ruolo di gate intercontinentale e multivettore. In ballo ci sono in totale poco meno di 7 miliardi in opere infrastrutturali. Orio al Serio punterà sempre più sul traffico low cost internazionale. Per Linate è stato invece disegnato un futuro strategico da city airport, al pari di Ciampino, e di snodo privilegiato dalla clientela business diretta in Europa. Il destino di Brescia è invece sempre più legato al traffico cargo; nel lungo periodo potrebbe diventare nuova valvola di sfogo dell'area lombarda se il traffico passeggeri crescerà oltre le aspettative. Torino e Genova saranno considerati scali strategici che manterranno collegamenti importanti nazionali e internazionali, mentre per la struttura di Cuneo il Piano nazionale parla come di uno scalo riservato "alle compagnie low cost e potenziale scalo cargo". Aosta punterà su una tipologia di passeggeri nazionali e sul "turismo locale".

Il Nord Est
Venezia, porta per l'Oriente
Bologna sarà internazionale
Venezia, Treviso e Trieste sono l'ossatura del Nord Est (secondo il piano "la porta di accesso privilegiata" all'Europa Orientale). Venezia viene definito "nodo intermodale strategico e gate intercontinentale". Per Treviso il futuro avrà sempre più i colori delle compagnie a basso costo, e Trieste sarà uno "scalo di frontiera" che servirà il bacino di utenti di Slovenia e Croazia. Integrano il Nord Est Verona (voli charter) e Bolzano (turismo locale). Bologna sarà invece lo scalo strategico del Centro Nord con il sussidio di Pisa (low cost) e Firenze (business). Parma è considerata in prospettiva come struttura di riserva per Lombardia e Emilia; Forlì si specializzerà in "polo tecnologico aeronautico" mentre Rimini manterrà la sua vocazione di traffico turistico e charter.

La Campania
Capodichino, il lungo addio
traffico spostato a Grazzanise
Napoli Capodichino e Salerno saranno i "fortini" dell'importante polo campano. Per lo scalo napoletano, confermato per il momento "strategico", il futuro passa per una maggiore integrazione con Salerno. Questo, in attesa della realizzazione del nuovo scalo di Grazzanise su cui ricadrà in futuro tutto il peso dei voli che oggi gravitano su Napoli. Buona parte del traffico campano sarà dirottato verso la nuova struttura mentre per Salerno si prospetta un futuro fatto di traffico prettamente low cost e cargo. Su Grazzanise sono previsti al momento quasi 2,5 miliardi di investimenti, ma ne mancano altrettanti per permettere l'accesso stradale al nuovo hub del Meridione .

Puglia e Calabria
A Bari soltanto aerei di linea
Brindisi punta su Ryanair
Molte novità al Sud per Puglia e Calabria. Gli aeroporti di Bari, Brindisi, Taranto e Foggia costituiranno il "polo dell'area Meridionale adriatica", con il capoluogo regionale a fare la parte del leone (Bari, infatti, è considerato dal piano uno "scalo strategico"). L'aeroporto di Brindisi sarà dedicato prevalentemente al traffico low cost che arriva dall'Europa. Taranto, invece, fungerà da scalo di servizio cargo mentre quello di Foggia sarà limitato al traffico turistico locale. In Calabria Lametia Terme rappresenta l'aerostazione strategica con voli internazionali a basso costo e il cargo. Sono considerati di "interesse locale", invece, Crotone e Reggio Calabria.

Le Isole
Mediterraneo e Nord Africa
nel mirino di Sicilia e Sardegna
Isole, sì, ma con enormi potenzialità se si guarda al turismo e allo sviluppo dei collegamenti aerei con il bacino del Mediterraneo. Per Sicilia e Sardegna il nuovo Piano presenta diverse opportunità e disegna un futuro fatto di stretti rapporti commerciali con il Nord Africa. Catania-Comiso e Palermo-Trapani costituiscono i due poli principali siciliani con Catania scalo strategico orientale e Palermo sul fronte occidentale. A Trapani sarà indirizzato il traffico low cost. In Sardegna Cagliari assume il ruolo di aerostazione strategica, supportata dagli scali primari di Olbia (con "traffico turistico e business di alto profilo") e Alghero (low cost).

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xxxmen - 22/08/2012 17:29
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4520 commenti
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Mi tocca darti ragione, Passera ha dimostrato conquesto piano di non capirci un CAxxO, è un piano allucinante, tra le varie cose è un taglia ed incolla di piani regionali già esistenti e sbagliati.

In Uk hanno aperto un nuovo aeroporto a Doncaster, alcuni anni fa, solo perchè le low cost erano in fortissima crescita, questo nonostate il nuovo hub sia circondato da numerosi grandi aeroporti. Se la stessa politica fosse

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Furlans - 22/08/2012 16:46
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638 commenti
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Altro che demagogia: si tutte le banche hanno lo stesso sistema: mungere gli azionisti e gli stati e premiare i dirigenti con milioni:

-         Ma dove siano finiti tutti i miliardi ... ve lo siete chiesto?

Esempio debiti pubblici:

-Solo l'Italia versa 100 miliardi l'anno di interessi a fronte dei debiti che per la maggiore sono in mano alle banche = in cambio di denaro stampato (ora dalla

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titano41 - 22/08/2012 13:04
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Ridicolo !!!   Arriva lui con le sue splendide idee, che rimarrano solo idee e progetti. Se cerca di farsi pubblicità con queste "boutade" ha veramente sbagliato. Qui non si riesce a tagliare il numero delle auto blù, e lui vuole tagliare il 50% degli aereoporti. Ma non sa che alle prossime elezioni se ne tornerà in Banca Intesa ?

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