Intercettazioni/ Anm: Riforma tenga conto uso dello strumento

Su intercettazioni Napolitano c'è già chi deve giudicare
Roma, 18 ago. (TMNews) - "Ogni eventuale riforma del regime delle intercettazioni, pur diretta a tutelare il diritto alla riservatezza dei soggetti estranei al procedimento, salvaguardi il pieno utilizzo di tale indispensabile strumento d'indagine, senza peraltro comprimere il legittimo diritto di cronaca". E' quanto chiede l'associazione nazionale magistrati in una nota che commenta l'intervista del premier che ha scatenato una ridda di polemiche sul futuro della legge sugli ascolti ambientali e telefonici. "L'Associazione nazionale magistrati - si legge nel documento - apprende con preoccupazione che, secondo notizie di stampa, il presidente del Consiglio Monti avrebbe definito 'grave' il caso delle telefonate del capo dello Stato intercettate dalla procura di Palermo, affermando allo stesso tempo che 'nel fenomeno delle intercettazioni telefoniche si sono verificati e si verificano abusi che imporrebbero un'iniziativa del Governo". "Al riguardo - prosegue la nota - l'Anm rileva che la questione relativa alle procedure cui assoggettare le intercettazioni indirette dei colloqui del presidente della Repubblica è oggetto di un conflitto di attribuzione, in merito al quale è doveroso attendere la decisione della Corte Costituzionale. Pertanto, allo stato appare improprio ogni possibile riferimento a presunti abusi che sarebbero, comunque, oggetto di altre procedure di controllo, secondo gli strumenti previsti dalle normative vigenti".

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