Profumo: quei bond italiani da 27 miliardi che io non avrei comprato

"La banca ha piu' personale di quanto dovrebbe: non ce lo possiamo piu' permettere. Abbiamo cento dirigenti di troppo". Lo afferma il presidente di Mps. L'intervista integrale rilasciata a L'Espresso.
La sede di Ubi Banca a Brescia. A settembre partirà il piano di riorganizzazione, tagli in vista.

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La sede di Ubi Banca a Brescia. A settembre partirà il piano di riorganizzazione, tagli in vista.

Il contenuto di questo articolo - pubblicato da L'Espresso - che ringraziamo - esprime il pensiero dell' autore e non necessariamente rappresenta la linea editoriale di Wall Street Italia, che rimane autonoma e indipendente.

Roma - Redditività zero. Capitale insufficiente. Produttività scarsa. Ci vuole un allenamento alla Rocky Marciano, molta sofferenza e molta determinazione, per riportare al livello di competizione una banca con le difficoltà del Monte dei Paschi di Siena. «Intanto io faccio 115 scalini ogni giorno e parecchi chilometri la settimana», ironizza Alessandro Profumo, arrivato alla presidenza della banca senese ad aprile a completare il nuovo team di comando con il direttore generale Fabrizio Viola, al lavoro già da gennaio. Le scale sono quelle che lo portano ogni sera nel suo appartamento con vista su Piazza del Campo, set immutabile di un ideale cittadino andato invece in frantumi, con il Comune commissariato, il Pd, partito che qui ha sempre comandato, corroso da veleni intestini, e la Fondazione del Monte, quella che un tempo teneva tutto insieme, senza più un soldo.

I chilometri, sono quelli che il cinquantacinquenne ex capo di Unicredit percorre dal Veneto alla Sicilia per spiegare a dipendenti e clienti dove li vuole condurre. Sulla banca che era l'incarnazione del modello senese Profumo non nasconde le difficoltà: l'istituto deve innanzitutto dimagrire, e poi andare a cercare nuovi fronti su cui guadagnare.

Il cammino è segnato da un piano strategico appena approvato, che punta al 2015 per vedere un ritorno alla redditività del capitale del 7 per cento dallo zero attuale, dopo aver restituito il prestito di 3,9 miliardi ricevuto dal governo. In mezzo, una cura bella tosta fatta di vendite di attività e chiusura di sportelli.

Dal vertice dell'associazione bancaria Giuseppe Mussari ha accusato il governo di non essere tenero con il settore. Eppure a voi il governo si prepara a dare bei soldi per coprire la carenza di capitale: condivide quel giudizio?

«Sì. Non c'è dubbio che gli interventi dello Stato abbiano inciso sui nostri ricavi. Per quanto ci riguarda, è vero che abbiamo una carenza di capitale rispetto alla richiesta dell'Eba (l'authority europea delle banche, ndr.) ma questa nasce dalla minusvalenza sui 27 miliardi di titoli di Stato che possediamo, che hanno perso valore con l'allargamento dello spread».

Ventisette miliardi sono una cifra enorme.

«Sono d'accordo, io non li avrei comprati. Ma il dato serve a far capire che la banca è solida: quando a settembre 2011 l'Eba ci ha chiesto di colmare una carenza di capitale di 3,3 miliardi, la minusvalenza sul portafoglio dei titoli di Stato era di 3,4 miliardi. Morale: è vero che lo Stato ci dà dei soldi, ma è anche vero che la nostra carenza di capitale nasce da un credito che abbiamo verso lo Stato stesso».

Però avevate già fatto due aumenti di capitale e incassato 1,9 miliardi dei Tremonti bond eppure la banca è rimasta con il fiato corto.
«Se non ci fosse stata la richiesta dell'Eba, saremmo stati a posto. E poi 2,6 miliardi li abbiamo coperti con le nostre gambe, con le dismissioni. E non abbiamo minusvalenze sui mutui come banche di altri paesi».

Resta il fatto che la Fondazione, azionista di controllo, ha dovuto cambiare il vertice della banca: sia lei che Viola siete atterrati a Siena come due marziani, in totale discontinuità con il passato.
«Se parliamo della qualità della gestione, questa è una banca con redditività nulla. Ed è importante non illudersi che, risolto il problema del capitale, tutto sia a posto: non è vero».

Lei ha votato per Mussari, responsabile della vecchia gestione, alla presidenza dell'Abi?
«La banca ha votato per lui».

Qual è il difetto principale del Monte?
«Una struttura di costi alti, reti distributive troppo pesanti per quello che oggi il mercato può sostenere; un bilancio troppo grande: ogni 100 euro di depositi da clienti abbiamo 130 euro di impieghi. I 30 aggiuntivi nel passato ce li davano i fondi pensione e la compagnie di assicurazione, che oggi non comprano più le obbligazioni bancarie. Ha coperto questa passività la Bce (la banca ha attinto ai prestiti Bce per 30 miliardi , ndr.), ma adesso bisogna trovare un nuovo equilibrio. Il Piano strategico riduce l'attività del bilancio: questo significa meno ricavi da margine di interesse, dunque occorrerà tagliare i costi e lavorare per ottenere ricavi da nuovi servizi. Obiettivo complesso in una struttura con un basso orientamento a premiare il merito».

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Siena - ''La banca ha piu' personale di quanto dovrebbe: non ce lo possiamo piu' permettere. Abbiamo cento dirigenti di troppo''. Lo afferma Alessandro Profumo, presidente di Mps, in una intervista a 'L'Espresso'. Il Monte deve tagliare, sottolinea il manager, ''seicento milioni, di cui la meta' e' costo del lavoro. Ma una parte si sposta nella voce 'altri costi': sono i 2.360 colleghi del back office che vanno a lavorare in una societa' che ci vendera' i suoi servizi''.

Quanto all'acquirente, precisa, ''stiamo trattando con due soggetti per selezionare l'offerta migliore''. Per quel che riguarda gli altri, ''sono nelle societa' da vendere, pensionamenti secondo la legge Fornero, normale turn over; poi faremo 400 assunzioni''.

Quanto ai cento dirigenti, Profumo spiega che ''intanto rivediamo la politica dei compensi con criteri piu' meritocratici'' e se qualcuno non accettera' ''vuol dire che non fa al caso nostro, e i dirigenti si possono licenziare''.

A proposito degli sportelli da chiudere, ''chiudiamo 400 sportelli - dice Profumo - con il criterio della sovrapposizione (solo i 750 che escono con Biverbanca, che verra' venduta alla Cassa di risparmio di Asti, sono concentrati tra Biella e Vercelli). Ma penso che la destabilizzazione maggiore sara' qui al centro, nelle teste delle persone'' perche' ''qui ci sono piu' di 4000 persone per la gestione commerciale che non vedono mai un cliente: dovranno cominciare a farlo''.

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Il contenuto di questo articolo - pubblicato da Corriere della Sera - che ringraziamo - esprime il pensiero dell' autore e non necessariamente rappresenta la linea editoriale di Wall Street Italia, che rimane autonoma e indipendente.

Roma - La scure dei tagli su Ubi Banca. Era nell'aria dopo il mancato raggiungimento - causa peggioramento dello scenario economico italiano e internazionale - degli obiettivi contenuti nel piano industriale 2011-2013/15.

La riorganizzazione strutturale decisa dai vertici del gruppo toccherà sia le filiali che il personale, per arrivare a una riduzione dei costi a regime di 115 milioni a partire dal 2014 (di cui almeno 70 milioni già nel 2013).

Al raggiungimento di tale obiettivo, si legge in una nota diramata in serata dopo la conclusione dei consigli di gestione e di sorveglianza, «concorrerà la revisione del dimensionamento complessivo della rete di filiali, con la chiusura o la vendita di 44 sportelli e la trasformazione di altri 78 in minisportelli, nonché interventi di razionalizzazione e semplificazione della struttura interna delle Banche Rete, della capogruppo Ubi e di Ubi Sistemi e Servizi».

È sul versante occupazionale che la «razionalizzazione» lascerà i segni più pesanti. «La riduzione degli organici - prosegue la nota - è stimabile in circa 1.500 unità full time equivalents ». L'equivalente cioè di 1.500 dipendenti a tempo pieno che verranno calcolati fra una quota (probabilmente preponderante) di prepensionamenti e un'altra di passaggi da full a part time.

È ancora presto per calcolare le ripercussioni su Brescia. In programma per questa mattina, infatti, il primo incontro con i sindacati. Un incontro che si preannuncia preparatorio alla trattativa che dovrebbe partire a settembre, cioè dopo la pausa estiva.

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pana - 23/07/2012 12:15
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vabbe ma se anche mostri sacri come ubs, morgan stanley segano dipendenti non vedo come il mps possa evitare lo stess...

 

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ROBYLUCCHI - 23/07/2012 08:07
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è proprio vero non tutti gli alessandro diventano magno. qualcuno rimane semplicemente solo..lungo.... anch'io non avrei comprato ..al posto suo.. la banca tedesca .. a detta di molti un..ciofegone.. con dentro banca austria  che ha avuto  bisogno di centinaia di milioni di euro in aumenti, la quale aveva in pancia banca medici ..altra ciofegona che intrallazzava col mitico madoff. non avrei comprato banche in stati orientali della ex ...
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ROBYLUCCHI - 21/07/2012 17:38
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toni 21 posso aggiungere il mio al tuo commento?   ..allora sono fritti...

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