"In questi mercati tutto e' finto"

Lo dice lo strategist numero uno di Sprott Asset Management, John Embry, interpellato sullo scandalo della manipolazione dei tassi sul Libor. La speranza e' che la gente apra gli occhi su tutti gli altri casi simili.
Adam Smith viene considerato il primo degli economisti classici. Ai suoi tempi, nel XVIII secolo, il mercato era tra piccole e medie imprese.

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Adam Smith viene considerato il primo degli economisti classici. Ai suoi tempi, nel XVIII secolo, il mercato era tra piccole e medie imprese.

New York - "Nei mercati e' tutto quanto falso". Le dure ma limpide parole sono di John Embry di Sprott Asset Management e sono state pronunciate in merito allo scandalo della manipolazione dei tassi sul Libor che ha visto coinvolti Barclays e altri istituti di credito.

La speranza condivisibile del chief investment strategist e' che lo scandalo consentira' alla gente di aprire gli occhi su altri casi di manipolazione dei mercati, compresa quella delle transazioni di oro e argento.

Il Liborgate, come e' stato battezzato in Inghilterra, ha messo alla luce i difetti del sistema finanziario capitalistico come lo conosciamo oggi: le banche fanno appello al libero mercato solo quando fa loro comodo, mentre in casi di manipolazioni simili - e quindi di interruzione temporanea della liberta' di scambio e concorrenza sana - tendono a scaricare la colpa a singoli elementi.

Quando l'economista Adam Smith ha esposto le sue teorie sulla liberta' di mercato e di libero scambio viveva in un mondo di piccole e medie imprese, nel diciottesimo secolo. Non di mercati folli e virtuali.

"Praticamente tutto quanto e' finto. E quando e' cosi', l'unica realta' che rimane agli investitori e' rappresentata dalle monete e dall'oro che hanno in mano" e non da quello depositato nei caveau delle banche, ha denunciato Embry al blog di King World News.

"La societa' non puo' sussistere tra coloro che sono sempre pronti a danneggiarsi e a farsi torto l'un l'altro", diceva Smith, che oltre a essere un economista era anche un filosofo. Ma la 'mano invisibile' da lui teorizzata per consentire il libero funzionamento di un mercato concorrenziale senza interventi esterni e' ormai diventata una mano molto grossa e identificabile con quella dei grandi fondi e dei big della finanza.


Per contattare l'autore: Twitter @neroarcobaleno; daniele@wallstreetitalia.com

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Maurice123 - 12/07/2012 07:26
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Oramai le opportunità sono rare, puoi diventare un pseudo povero nel giro di un mese. Non basta avere una piccola attività, un  immobile in piú, o un gruzzolo di denaro . Basta un figlio da sistemare, un problemino di salute e sei in crisi. Devi essere un ladrone vero. 

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gilmour - 11/07/2012 16:50
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per capire che tutto è manipolato pensate solo al fatto dell'interventismo delle banche centrali che invece di lasciare al suo corso i cicli economici fisiologicamente depressivi ed espansivi intervengono con la leva dei tassi......la cosa può funzionare fino ad un certo punto cioè fino a che non si intromettono deviazioni del sistema e lo abbiamo visto con la crisi subprime, a forza di abbassare i tassi greenspan della bce ha innescato la più deleteria bolla della storia ...
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Naos - 11/07/2012 16:25
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Certo che è tutto finto. D'altronde i primi manipolatori sono le banche centrali. Tutti gli altri si accodavano perché andava  bene a tutti. 

Ora in molti temono si sia giunti al limite, visto che anche i pur giganteschi stimoli monetari hanno efficacia sempre minore e il nervovismo aumenta.

Si spera, procastinando il necessario riaggiustamento nel tempo, che qualche miracolo nel frattempo  possa evitare una soluzione molto dolorosa.

 

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