Forbes: "legare le mani alla Fed per impedirle di fare danni"

La cosa piu' semplice ed efficace da fare e' ritornare al sistema aureo. Un dollaro debole significa ripresa debole: meglio la stabilita'. L'intervista al presidente e AD del gruppo editoriale Forbes.
Steve Forbese, prresidente e amministratore delegato della casa editrice della rivista di finanza ed economia Forbes.

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Steve Forbese, prresidente e amministratore delegato della casa editrice della rivista di finanza ed economia Forbes.

New York - Quantitative easing e Operation Twist: sono termini accattivanti, ma servono a definire un atto in realta' molto semplice e non proprio salutare per l'economia: quello di stampare denaro iniettandolo nel sistema drogato della finanza.

Aumentare l'offerta di moneta aiuta a rilanciare l'economia in teoria. Ma secondo il caporedattore della rivista Forbes, Steve Forbes, intervistato da Ron Hera di Hera Research, "l'unico modo di migliorare i livelli di prosperita' e' quello di aumentare produttivita' e innovazionale. In poche parole stimolare l'economia reale e non quella virtuale. "Mai nessuna svalutazione in passato ha portato prosperita'".

Per questo e altri motivi Forbes e' favorevole al ritorno al 'gold standard', il sistema monetario nel quale la base monetaria e' data da una quantita' fissata di oro. Aiuterebbe a stabilizzare l'economia senza al contempo impedire all'innovazione finanziaria di svilupparsi, dal momento che "e' con noi da centinaia di anni nella forma di strumenti finanziari nuovi che soddisfino i bisogni crescenti di un'economia mondiale diventa sempre piu' complessa".

Ma come si comporterebbero i governi nel caso di un ritorno al signoraggio del metallo prezioso? Secondo Forbes, che nel 1996 e 200 si e' presentato come candidato alle elezioni primarie del Partito Repubblicano, in questo modo i paesi si sentiranno liberi di spendere soldi sia che ne abbiano o no a disposizione.

Il denaro reale iniettato dalle banche centrali, invece, ha avuto l'effetto negativo di celare completamente il costo reale. "Se avessimo avuto una moneta stabile non avremmo mai attraversato un periodo tale di indebitamento negli ultimi anni. Il sistema aureo aiuta il governo a restare onesto".

In sintesi per gli Usa "un dollaro debole significa debole ripresa. Meglio stabilita' che e' salutare per l'economia. La cosa piu' semplice da fare e' tornare a legare il dollaro all'oro.

Questo chiaramente legherebbe le mani alla Federal Reserve. Per Forbes sarebbe una buona cosa, perche' in questo modo non recherebbe piu' danni all'economia.

Ma come funzionerebbe in pratica il ritorno al sistema aureo? "Leghi il dollaro all'euro al valore di $1600 l'oncia. Se l'oro supera $1600, riduci la creazione di moneta. Se scende sotto tale quota, procedi con un allentamento monetario. In questo modo non si impedisce a un'economia in crescita di avere piu' soldi o a un'economia stagnante di avere meno denaro. E non e' un sistema deflazionista coem si e' portati a pensare.

Indubbiamente limiterebbe la capacita' di leverage del sistema finanziario, ma "bastera' essere un debitore accorto per poter ottenere denaro in prestito ai tassi di interesse del mercato".

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guidoro - 11/07/2012 11:08
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La storia dimostra che Forbes ha ragione.

Taluni problemi si sono verificati solo dopo l'abbandono del sistema aureo.

Con il sistema aureo del resto le logiche sono molto semplici: basta fare quadrare i bilanci (come fa la casalinga di Voghera).

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jesusjustleftchicago - 10/07/2012 23:00
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c'è chi dice che stampare moneta è la soluzione magica di tutti i mali....

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Naos - 10/07/2012 12:16
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Concordo in linea di massima.  I danni creati dai ripetuti e sempre maggiori interventi delle banche centrali rischiano di provocare uno tsunami finanziario di proporzioni inimmaginabili.

Col sistema aureo la Fed e le altre banche centrali non avrebbero senso di esistere, quantomeno nei poteri che hanno oggi (di manipolare il prezzo più importante in economia, cioè quello del denaro).  

Purtroppo, proprio perché toglierebbe potere alla cricca non credo verrà fatto spontaneamente

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