Milano - Borsa Milano ha chiuso la giornata di contrattazioni in pesante calo, anche per via di un'accelerazione al ribasso sul finale. A gravare sull'andamento odierno, la comunicazione del rapporto sull'occupazione Usa, che ha messo in evidenza la creazione di 80.000 nuovi posti di lavoro, ovvero a un ritmo inferiore alle stime. Molto bassi i volumi di scambio. Il paniere FTSE Mib ha lasciato sul campo il 2,53% a 13.732,07 punti. Tra le altre piazze finanziarie europee, Londra -0,54%, Francoforte -1,57%, Parigi -1,43%. L'indice di riferimento del continente Eurostoxx 50 -1,8%.
Euro ai minimi del 2012, sul filo di $1,23.
In mattinata buona notizia per la Germania: il dato sulla produzione industriale tedesca è salito infatti più delle attese nel mese di maggio, facendo +1,6% rispetto ad aprile, mese in cui era sceso -2,1%. Il consensus era per un incremento limitato a +0,2%. Da segnalare tuttavia che gli ultimi dati provenienti dal fronte macroeconomico tedesco hanno segnalato un rallentamento della prima economia europea.
Nella giornata di ieri, la Bce, la Bank of England e la Banca centrale cinese hanno annunciato misure di politica monetaria espansiva attraverso gli strumenti della riduzione dei tassi o dell'iniezione nel sistema di ulteriore liquidità (è il caso del Regno Unito). Le mosse non sono state sufficienti e il Ftse Mib in particolare ha ceduto più del 2%, perdendo durante i minimi intraday fino oltre -3%.
Diversi economisti mettono sempre più in dubbio la capacità delle Banche centrali globali di frenare le spinte recessive dell'economia e il premio Nobel per l'economia Paul Krugman ha strigliato l'operato di Mario Draghi, affermando che il numero uno della Bce ha fatto, praticamente, il minimo, non riuscendo a rassicurare i mercati.
"La debolezza è in tutto il mondo - ha commentato poi in una intervista a Bloomberg Stephen Roach, professore presso la Yale University ed ex presidente non esecutivo di Morgan Stanley, in Asia - Quando si è in presenza di tassi di interesse estremamente bassi, non ci si può aspettare che ciò basti a risollevare i fondamentali della congiuntura".
Roch ha continuato, sottolineando che "l'economia europea è in recessione e questo taglio (dei tassi) o anche un altro taglio di una simile dimensione non cambierà il risultato". Dall'altro lato dell'oceano, "l'economia degli Stati Uniti è molto debole e la Fed deve decidere se desidera o meno un'altra manovra di politica monetaria espansiva".
Intanto l'euro si appresta a concludere la settimana in flessione -2,3%, registrando il calo su base settimanale più forte dai cinque giorni terminati lo scorso 16 dicembre. Negativa la performance odierna dell'indice MSCI Asia Pacific Index, l'indice azionario di riferimento dell'Asia-Pacifico, che rimane comunque in rialzo +1% su base settimanale.
ALL'INTERNO DEL FTSE MIB - Poche le note positive, in particolare tra le banche, dove a salvarsi e' Popolare Milano con +0,14%. Il rialzo sembra modesto a prima vista, ma e' uno dei risultati migliori di giornata.
Qualche buy sugli energetici: Terna +1,66%, Snam +0,41%, Enel Green Power +0,26%, Luxottica +0,25%. Unicredit -5,12% dopo essere stata sospesa per eccesso di ribasso in mattinata a seguito delle dichiarazioni rilasciate ieri dall'ad Federico Ghizzoni sulla crescita dei bad loans in Italia. Pesanti anche Mediobanca -6,33% e Ubi Banca. Prese di beneficio sostenute su Fiat -5,24%, Finmeccanica -5,24%, Impregilo -4,72%, Pirelli -2,17%.
BTP - Spread Italia-Germania in rialzo di quasi il 3% a 470 punti base. Rendimenti BTP a 10 anni oscillano nervosamente e dopo una escursione in territorio negativo tornano a salire e fanno +5 punti base al 6,03%, sui livelli pre-summit. Il Consiglio europeo, con l'accordo raggiunto sullo scudo anti-spread proprosto dal presidente del consiglio Mario Monti, si era tradotto nei giorni successivi in un considerevole ribasso dello spread e dei tassi italiani e spagnoli. Molti analisti avevano avvertito che l'impatto sarebbe stato di breve periodo. E infatti negli ultimi giorni e soprattutto a seguito della delusione post Bce, tassi e spread sono tornati a salire. Tassi spagnoli a 10 anni incrementano i guadagni e
superano la soglia del 7%, per poi ridurre i rialzi al 6,94% (+16 punti base. In crescita i prezzi dei bund, che vedono rendimenti in flessione del -3,84% all'1,32%.
VALUTARIO - L'
euro testa i minimi dell'anno e scivola -0,70% a $1,2304; dollaro/yen -0,39% a JPY 79,60; euro/yen -1,10% a JPY 97,92.
MATERIE PRIME - I
futures sul petrolio in forte ribasso con -2,75% a $84,82 al barile, mentre quotazioni oro -1,18% a $1.590,40 l'oncia.
HIGHLIGHT DI GIORNATA
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Wall Street in rosso dopo delusione per i dati sul lavoro.
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Ungheria: Ue, Missione Congiunta Con Fmi Su Aiuti Il 17 Luglio.
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Fonsai: slitta inizio aumento, verifica con banche.
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Fonsai/ Unipol: Prospetto non c'è ancora,aumento non può partire.
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Usa: creati 80 mila posti, disoccupazione all'8,2%.
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Alert: rendimenti bond Spagna oltre il 7%.
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Crisi: Ue, Per Portogallo Obiettivi Deficit 2012 Ancora Raggiungibili.
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Spagna/ Barroso:Sicuro che farà necessario,seguiamo attentamente.
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Finlandia: meglio fuori da euro che pagare debiti di altri.
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Euro, 172 economisti scrivono a Merkel: ti sbagli di grosso.
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"Libor dei banksters".
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Crisi/ Istat: Potere acquisto famiglie primo trimestre -2% annuo.
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Unicredit: i prestiti a fondo perduto in Italia stanno peggiorando.
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Banche centrali globali, possibilità uguale a zero di sostenere l'economia.
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Lagarde: "Bene progressi Ue, ma bisogna fare di piu'".
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Mosse banche centrali portano a un deprezzamento delle materie prime.
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Euro: rotti livelli chiave, si apre la porta verso i minimi di giugno.
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Spending review: subito tagli da 4,5 miliardi. Aumento Iva rimandato.
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Crisi/ Spread Btp-Bund in aumento a quota 465 punti.
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Euro: Apre Debole Sotto Quota 1,24 Dollari.
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Euro: Apre Debole Sotto Quota 1,24 Dollari.
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Euro ancora in calo, sotto la soglia di $1,24. Alle 8.20 italiane a $1,2381.
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Petrolio: in calo a 86,03 dollari al barile a Ny.
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Oro: in rialzo a 1.608,57 dollari l'oncia.
- Indice
Nikkei della Borsa di Tokyo termina la giornata con -59,05 punti (-0,65%) a 9.020,75 punti.
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Giappone a rischio: potrebbe finire il contante già entro ottobre.
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Borse Asia giù: timori crescita, banche centrali non bastano.
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Fmi/ Lagarde: Progressi in Ue, ma contro crisi serve fare di più.
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Onu: tassa sui miliardari e transazioni finanziarie per aiutare i poveri.
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Wall Street:: il rally si spegne in attesa dei dati sul mercato del lavoro Usa.
PEGGIORE SETTIMANA EUR/USD IN PIU' DI SEI MESI
DATI MACRO DALL'EUROPA
LA SETTIMANA DI CONTRATTAZIONI: ANALISI UNICREDIT
Ottava contrastata per i principali listini internazionali, in un contesto in cui il sentiment degli operatori è stato depresso nelle ultime ore dalle dichiarazioni di Draghi, che ha avvertito che alcuni rischi al ribasso per l'economia si sono materializzati e non ha fatto cenno ad ulteriori stimoli monetari, deludendo gli operatori.
A farne le spese in particolare Piazza Affari, dove l’indice FTSE/MIB complice la debacle dei titoli bancari, è tornato sotto la soglia dei 14.000 pts. Negli Stati Uniti, in attesa dei riscontri delle prime trimestrali, che come di consueto saranno inaugurate
lunedì da Alcoa, riflettori puntati sui titoli retailers, che hanno diffuso i dati sulle vendite same-store nel mese di giugno. La catena di grandi magazzini
Macy’s ha evidenziato a giugno vendite in rialzo dello 0,8% a/a a USD2,41 mld a giugno. Il gruppo Usa dell'abbigliamento Gap Inc. ha registrato a giugno vendite per USD1,41 mld, in rialzo del 2% rispetto all'anno prima.
In Europa,
Volkswagen ha annunciato che rileverà completamente
Porsche AG. Il gruppo di Wolfsburg pagherà alla holding Porsche SE EUR4,46 mld per il restante 50,1% di Porsche AG. Volkswagen trasferirà inoltre a Porsche SE una sua azione ordinaria. Si tratta di una scappatoia fiscale che permetterà a Volkswagen di ridurre massivamente gli oneri dovuti al fisco. Attraverso il trasferimento di un'azione ordinaria la transazione non verrà infatti considerata dal punto di vista fiscale come un'acquisizione vera e propria ma come un riassetto interno.
In Italia, prosegue il mini-rally di
Telecom Italia Media: il consigliere Giovanni Stella ha dichiarato che la società ha chiuso il primo semestre 2012 con ricavi pubblicitari in crescita del 16%, confermando le recenti indiscrezioni secondo cui, per il settore tv e le infrastrutture del gruppo, sono giunte 15 manifestazioni di interesse.
Occhi puntati anche su
Finmeccanica : da stampa,
Siemens starebbe per formalizzare un'offerta per la controllata Ansaldo Energia, che dovrebbe aggirarsi intorno a EUR1,3 mld.
UNICREDIT: IL PUNTO SULLA VOLATILITA'
In questa settimana si è assistito ad un calo generalizzato dei livelli della volatilità implicita dei principali indici mondiali, più accentuato sull’indice tecnologico americano Nasdaq100. Le dichiarazioni di Draghi di ieri, unitamente alla delusione degli operatori per lo svanire delle speranze di ulteriori misure di stimolo da parte della Fed e della Bce, ha contribuito tuttavia nelle ultime ore ad un recupero della volatilità, con gli investitori intenti a monetizzare i guadagni dopo cinque settimane positive consecutive.
Nell’ultima settimana si è assistito ad un deciso calo dell’
indice tecnologico della volatilità VXN, che dopo avere fallito il test Della MM a 20 gg a 21,50 pts si è depresso fino a ridosso dei 17,0 pts salvo poi risollevarsi lievemente sugli attuali livelli intorno ai 18,50 pts.
In caso di nuevo rimbalzo e di superacento Della MM a 20 gg i prossimi obiettivi si trovano rispettivamente a 22,40 pts, 24,70 pts e a 26,30 pts. Diversamente, la rottura dei recenti minimi di 17,30 pts favorirebbe un’ulteriore discesa verso i minimi di metà marzo a 15,76 pts.
UNICREDIT: ANALISI TECNICA EUR/USD
Sul mercato dei cambi, nelle ultime ore l'euro si è depresso ai minimi delle ultime 5 settimane contro il dollaro e ai minimi storici contro il dollaro australiano e neozelandese dopo la decisione di tagliare i tassi assunta dalla Bce, che ha sottolineato il persistere della debolezza dell'economia della Zona Euro. Sul fronte delle commodities, il prezzo del greggio è in calo sui timori per un rallentamento economico mondiale. A rallentare la discesa hanno contribuito la diminuzione oltre le attese delle scorte settimanali di greggio, oltre alle tensioni fra Iran e Occidente e lo sciopero dei lavoratori del settore petrolifero in Norvegia.
In caso di ulteriore debolezza della moneta unica i prossimi importanti supporti sono posizionati rispettivamente sui minimi dell’1 giugno a 1,2286 e a 1,2140. Al contrario, in caso di ripresa dei corsi, il primo segnale favorevole all’euro si avrebbero al deciso breakout della MM a 45 gg, attualmente a 1,2610. Target seguenti rispettivamente a 1,2750 e a 1,2940.
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