Vice ministro provocatore: "Italiani fate meno ferie"

Coro di proteste e indignazione per la dichiarazione del sottosegretario all'Economia, Gianfranco Polillo. "Se rinunciassimo tutti ad una settimana di vacanza avremmo un impatto immediato di circa un punto sul pil", ovvero 14-15 miliardi.
Il sottosegretario all'Economia, Gianfranco Polillo.

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Il sottosegretario all'Economia, Gianfranco Polillo.

Il contenuto di questo articolo - pubblicato da Corriere della Sera - che ringraziamo - esprime il pensiero dell' autore e non necessariamente rappresenta la linea editoriale di Wall Street Italia, che rimane autonoma e indipendente.

MILANO - «Aumentare il tempo di lavoro per far ripartire la produttività». È la ricetta del sottosegretario all'Economia, Gianfranco Polillo. «Nel brevissimo periodo, per aumentare la produttività del Paese - ha spiegato - lo choc può avvenire dall'aumento dell'input di lavoro, senza variazioni di costo; lavoriamo mediamente 9 mesi l'anno e credo che ormai questo tempo sia troppo breve». Secondo Polillo, «se noi rinunciassimo ad una settimana di vacanza avremmo un impatto sul pil immediato di circa un punto».

L'INDUSTRIA - Il sottosegretario, parlando a margine di un convegno a Roma, non vede particolare difficoltà né da parte dell'industria, né da parte dei sindacati. «Da parte dell'industria - ha precisato Polillo - questo non deve essere un accordo generalizzato ma può essere fatto per le aziende già ristrutturate che hanno mercato e quindi puntare principalmente sui contratti di secondo livello. Per quanto riguarda i sindacati, ha continuato Polillo, «è una fase di riflessione, ma devo dire che non sono contrari a questa ipotesi, almeno la parte più avveduta del sindacato che sta riflettendo per conto suo su questo; all'interno di tutte le sigle, compresa la Cgil, ci sono settori illuminati e riformisti che vi ci stanno ragionando».

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Il contenuto di questo articolo - pubblicato da La Stampa - che ringraziamo - esprime il pensiero dell' autore e non necessariamente rappresenta la linea editoriale di Wall Street Italia, che rimane autonoma e indipendente.

Gli italiani vivono al di sopra delle proprie possibilità. Non solo, fanno anche «troppe ferie». Una provocazione? Forse? Gianfranco Polillo, sottosegretario al Tesoro, la butta lì, a margine di un convegno romano. E immediatamente accende le polveri dello scontro.

Un coro di proteste, contro il sottosegretario. Non nuovo, per la verità, alle provocazioni: dalla tassa sui cani, agli esodati, fino alle misure sui conti correnti gratis per i pensionati che - a suo dire - avrebbero comportato «un notevole danno per la banche», tale argomentò all’epoca Polillo «da causare un’ulteriore stretta creditizia».

Ieri, insomma, il sottosegretario è tornato alla carica. Ha argomentato che «per sostenere i nostri consumi abbiamo bisogno di prestiti esteri pari a 50miliardi di euro l’anno». Risultato? «Questo gap», indica nella sua ricetta il sottosegretario all’Economia, «lo possiamo chiudere o riducendo ulteriormente la domanda interna, inaccettabile per il Paese oppure aumentando il potenziale produttivo».

Come? Semplice, lavorando di più. Statistiche alla mano, Polillo chiarisce che gli italiani lavorano «mediamente nove mesi l’anno». Dunque, questo il sillogismo: «Se rinunciassimo ad una settimana di vacanza avremmo un impatto sul Pil immediato di circa un punto». Come dire: 14-15 miliardi in più di ricchezza. Il tutto, grazie alla maggiore produttività.

Una produttività che per la Cisl si declina in una replica chiara e immediata: «Se Polillo vuole fare qualcosa per far ripartire la produttività, allora, faccia ripristinare integralmente la detassazione degli accordi aziendali e territoriali. In altri tempi queste ricette avrebbero fatto sorridere. E comunque, se il sottosegretario vuole lavorare una settimana in più cominci lui a dare l’esempio».

Non va meglio, nemmeno con la Cgil che bolla la proposta del sottosegretario come «confusa, estemporanea e non particolarmente geniale e alla quale manca un naturale completamento: perché non chiedere ai 500mnila lavoratori in cassa di rinunciare ad una settimana di indennità? Per questa via anche le casse dello Stato ne trarrebbero un beneficio».

Quindi la Uil: «Non sappiamo a chi si riferisca il sottosegretario Polillo quando afferma che in Italia si lavora mediamente solo nove mesi all’anno, anche se qualche sospetto ce l’abbiamo. Certo non ai lavoratori dipendenti che da contratto ne lavorano undici. La media di Polillo ricorda molto quella di Trilussa».

Se le tesi non fanno breccia nell’arena sindacale, ancor meno scaldano i cuori nell’emiciclo parlamentare. Tant’è che la presidente del Pd Rosi Bindi intima subito lo stop: «In un momento in cui il problema principale è la disoccupazione, non mi pare che sia questa la soluzione».

E conclude: «Consiglio agli esponenti del governo di fare meno dichiarazioni e più proposte organiche e soluzioni ai problemi che sono le vere emergenze».

Nella mischia si getta pure l’Idv con il capogruppo al Senato, Felice Belisario: «Polillo non smette mai di sorprendere, ma al governo è sprecato. È un vero talento da avanspettacolo».

Dunque, se quella di Polillo voleva essere una provocazione le reazioni in tal senso non sono mancate, se invece voleva somigliare re a una proposta, allora, prosegue Belisario «si commenta da sé. Il sottosegretario faccia un giro per fabbriche e cantieri a spiegare il suo colpo di genio. Magari cambia idea, più probabilmente gliela faranno cambiare i lavoratori».

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robocop08 - 20/06/2012 05:17
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Il problema di base e' che i vecchi statuti dei lavoratori, partivano da una base: La solidarieta' e tutela sociale dei lavoratori, ora si va nella direzione opposta, l'egoismo esasperato dell'imprenditorialita'.

Ci troveremo (sempre che non scoppi qualche rivolta) in uno stato dove il lavoratore italiano, al pari di quello cinese, non ha diritti, ma solo obblighi, si arriva a questo punto ad eliminare anche le minime e

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sandor - 19/06/2012 23:52
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Dell con me caschi male. Anche se indirettamente (non sono uno psicologo) mi sto occupando per varie vicende anche di questo problema. Ho incontrato due psicoterapeuti che se ne stanno facendo carico due settimane fa. Il dramma dei suicidi, dei tentati suicidi e delle depressioni violente causate dalla crisi non ha inizio nel 2012, ma dal 2009. I casi di gente "border line" a rischio suicidio sono aumentati esponenzialmente, per fortuna ci sono diversi centri d'ascolto che se ne occupano. Ho indirizzato a uno di essi un'imprenditrice disperata pochi giorni fa.

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dell55 - 19/06/2012 20:26
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ho riacceso il laptop da casa prima di uscire, per vedere se avevi risposto. L'hai fatti senza aggiungere nulla di concerto, come al solito - coe facciamo noi italiani - solo bla bla bla, parole parole parole. Allora leggi qua, tanto per far fare un passo avanti a questo dibattito inchiodato:

 

I suicidi non sono aumentati

per la crisi

 

Le persone che si tolgono la vita a causa

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