Banca Network: salvataggio in arrivo per 30mila

Potrebbe arrivare oggi il via libera della Banca d'Italia al salvataggio di Banca Network Investimenti, l'istituto milanese che ha sospeso a fine maggio i conti correnti di circa 30.000 clienti.
Potrebbe arrivare oggi il via libera della Banca d'Italia al salvataggio di Banca Network Investimenti.

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Potrebbe arrivare oggi il via libera della Banca d'Italia al salvataggio di Banca Network Investimenti.

Potrebbe arrivare oggi il via libera della Banca d'Italia al salvataggio di Banca Network Investimenti, l'istituto milanese che ha sospeso a fine maggio i conti correnti di circa 30.000 clienti, scrive il Corriere della Sera.

"L'accordo con la modenese Consultinvest Sim per il passaggio della rete dei promotori e' in dirittura di arrivo - scrive il quotidiano milanese nella rubrica di borsa 'Sussurri & Grida' - ed e' un passaggio fondamentale per l'entrata in scena del fondo interbancario di garanzia e della CR Ravenna, presso la quale saranno riaperti i conti dei clienti".

Leggere snche:

Banca Network, migliaia di correntisti con i conti bloccati

La scelta estrema dello stop ai prelievi era stata spiegata con "la situazione di difficoltà della banca", come recitava il comunicato diffuso dai commissari. A dire il vero Banca Network era in grave difficoltà da un pezzo. Bilanci in rosso, spese fuori controllo, carenze nei controlli interni. E alla fine è arrivato il siluro della Banca d'Italia, che ha azzerato il consiglio di amministrazione dell'istituto, controllato da un parterre di soci ben conosciuto nel mondo finanziario.

L'azionista più importante è la holding Sopaf dei fratelli Magnoni, affiancata dal Banco Popolare, dalla De Agostini guidata da Lorenzo Pellicioli e da Aviva il colosso britannico delle assicurazioni. Da anni i soci non fanno che litigare tra loro per i motivi più vari. La sostanza però è che nessuno ha messo mano al portafoglio per rafforzare il patrimonio della banca in difficoltà. E una dopo l'altra erano cadute anche tutte le trattative per cedere le attività a un altro istituto, così come chiedeva la Banca d'Italia per evitare il peggio. Adesso lo sblocco, forse oggi stesso.

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balubaguru - 14/06/2012 16:49
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Se dovessero applicare lo stesso metro che hanno usato per Bancanetwork per le altre banche italiane le avrebbero già chiuse da anni. Per quanto ne so Bancanetwork che non fa prestiti quindi non opera in regime di riserva frazionaria e se tutti i correntisti prelevassero contemporaneamente mancherebbero pochi milioni di euro. Se succedesse a qualsiasi altra banca quanti ne mancherebbero?

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Commodore - 14/06/2012 16:36
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Nella valutazione di una banca non si può non tener conto di cosa essa ha in pancia:

- come capitale, e qui le grosse banche indipendentemente dall'andamento del loro titolo sono in vantaggio nei confronti delle piccole (che magari hanno solo un valore di libro che però non riflette quello che sarebbe il valore sul mercato).

- come asset, e qui nelle banche grandi ci possono stare anche rifiuti tossici più grandi che

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gilmour - 14/06/2012 12:18
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è INQUIETANTE! conosco molti che stanno pensando di migrare dalle grosse banche tipo unicredit e intesa che stanno diventando penny stock in borsa a banche più piccole e locali che vanno meglio tipo veneto banca dalle ns. parti......ma quante fra le piccole banche sono come banca network??????? 

 

Originariamente inviato da annior

Gilmour non è il caso di BNI, in BNI i soci hanno fatto come quel tale che che per

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