Wall Street: sell nel finale. Dati Usa deludono. Rischi Europa

Effetto negativo sugli indici dalle vendite al dettaglio di maggio. Cresce l'attesa per gli esiti delle elezioni in Grecia. L'Eurozona continua ad essere il vero market mover.
New York - Wall Street nervosa, termina la giornata in territorio negativo, dunque annullando parte dei rialzi di martedi'. Indici Usa scontano i timori sulla sostenibilità della crescita economica degli Stati Uniti e le preoccupazioni per il futuro dell'Eurozona.

In chiusura il Dow Jones scende -77,42 punti (-0,62%), a quota 12.496,38 punti; il Nasdaq -24,46 punti (-0,86%), a 2.818,61, mentre lo S&P500 -9,30 (-0,70%), a 1.314,88.

Il rialzo dei rendimenti dei bond italiani alimenta le preoccupazioni sul crack dell'Eurozona, soprattutto in un contesto in cui la Germania rimane arroccata alle sue posizioni e rifiuta anche misure di stimolo. Euro a $1,2557.

"Il movimento dell'azionario, probabilmente, rimarrà difficile da prevedere con l'approssimarsi del fine settimana e le elezioni in Grecia che si svolgeranno domenica 17 giugno", ha commentato a Marketwatch Jim Reid, strategist presso Deutsche Bank.

Arriva intanto la notizia relativa alla decisione di Goldman Sachs di rivedere al ribasso le previsioni sulla crescita del Pil Usa. Golman ha ridotto l'outlook relativo al quarto trimestre del 2012 e al primo trimestre del 2013 dello 0,5%, rispettivamente al 2% e all'1,5%. La banca Usa stima che la Fed interverrà con misure ulteruori di quantitative easing nella riunione che si svolgerà la prossima settimana, il 19 e 20 giugno.

Dal fronte economico degli Stati Uniti sono stati resi noti le vendite al dettaglio e l'indice dei prezzi alla produzione, entrambi relativi al mese di maggio. Comunicate anche le scorte di magazzino delle aziende di aprile.

In particolare, le vendite al dettaglio sono scese per il secondo mese consecutivo. "Possiamo prevedere una crescita molto modesta delle spese (dei consumatori) - aveva commentato a Bloomberg, prima della pubblicazione dell'indicatore, Jonathan Basile, economista presso Credit Suisse a New York - Il mercato dell'occupazione sta rallentando il passo e l'outlook continuerà a essere debole".

Sempre riguardo ai consumi, da segnalare il recente rapporto diffuso da Ward's Automotive Group, secondo cui nel mese di maggio sono state vendute appena 13,7 milioni di veicoli, al tasso più contenuto dell'anno. All'interno del rapporto sulle vendite al dettaglio appena comunicato tuttavia, un rialzo inatteso è stato proprio quello delle vendite di auto. Escluso il comparto, l'indicatore ha segnato infatti una flessione -0,4%, ovvero la performance più debole dal maggio del 2010.

Oltre ai problemi di casa, Wall Street sconta di nuovo i timori sull'Italia. Il Tesoro italiano ha collocato Bot a 12 mesi -scadenza giugno 2013 -a un tasso in forte crescita, pari al 3,972%, rispetto ai 2,34% del collocamento precedente. Borsa Milano continua così a essere preda delle vendite e a essere caratterizzata da una forte volatilità e l'Italia in definitiva è nel mirino degli investitori, ragion per cui gli investitori globali guardano attentamente al paese.

Andamento alquanto volatile anche da parte degli indici Usa negli ultimi giorni, con l’alternarsi di notizie positive e negative. In giornata lo S&P500 sembra impostato a voler cancellare almeno in parte il rimbalzo di ieri, quando sulle voci di una maggiore disponibilità della Fed ad intervenire a sostegno della ripresa Usa, aveva registrato +1,2%. Dai massimi del 2 aprile il listino si trova ancora -6,2%, in attesa che dalla Grecia arrivino segnali di più lungo periodo sul destino del paese e dell’intera moneta unica.

Ad appesantire il sentiment degli investitori e a infuocare i timori su un rallentamento economico globale, le parole di Zheng Xinli, vice capo del China Center for International Economic Exchanges (CCIEE). "La crescita economica cinese nel secondo trimestre potrebbe calare al di sotto di +7% in caso non dovessimo trovare sollievo dai dati macro di giugno", ha avvertito.

Tra i settori, l'indice dei semiconduttori Philadelphia Semiconductor Index tiene; tra i finanziari, giù Bank of America 0,13%, JPM +1,57% mentre l'ad spiega al Congresso le perdite sofferte pari a 2 miliardi di dollari, sofferte per operazioni di trading effettuate dalla banca; Morgan Stanley -2,01%, Citigroup piatta con +0,18%.

Tra i nomi societari, McDonald’s +0,53%, nonostante gli analisti di Goldman Sachs abbiano rivisto al ribasso il potenziale sul titolo, portandolo da "Buy" a "Hold".

Johnson & Johnson ha reso noto di voler completare l’acquisto di Synthes per $19,7 miliardi, convinta che l’accordo aumenterà gli utili già da quest’anno. Titolo +2,17%.

Dell +2,55% dopo che l'amministratore delegato del colosso dei Pc, in un discorso agli analisti, ha assicurato che la società punta a ridurre le spese di un ammontare superiore ai 2 miliardi di dollari nel corso dei prossimi tre anni.

Dopo lo scandalo che ha coinvolto LinkedIn, sul furto di dati sensibili degli utenti, la società annuncia che rafforzerà il sistema di protezione, aggiungendo che le password sottratte non sono state pubblicate insieme al corrispettivo indirizzo email.

In ambito valutario, l’euro sul dollaro a $1,2557. Dollaro/yen a JPY 79,49.

Per terminare la panoramica sui mercati, riguardo alle commodities, i futures sul petrolio arretrano a $82,62 al barile. Oro a $1.619,40.

SEGUI DIRETTA dell'audizione di Jamie Dimon, ceo di JPMorgan, al Congresso, dopo le perdite ingenti sofferte dalla banca per operazioni errate di trading.

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