Milano - In una seduta caratterizzata dall'alta volatilita', la Borsa di Milano e' riuscita a dimezzare i ribassi sul finale ma cede comunque lo 0,7% in un contesto di negativo per i prezzi dei BTP. Sospese per eccesso di cali Unicredit e MPS, con il settore bancario italiano che lascia sul campo il 4% circa dopo che Fitch ha
declassato il rating a lungo termine delle principali banche spagnole, facendo schizzare immediatamente al rialzo sui massimi di sempre i rendimenti del decennale iberico.
Dopo Moody's anche l'agenzia sorella americana ha rivisto al ribasso il giudizio di merito a lungo termine di 18 istituti, mossa che segue il taglio del rating sovrano delle scorsa settimana. Stando alle simulazioni effettuate, le banche hanno bisogno complessivamente di ricapitalizzazioni tra i 50 e i 60 miliardi di euro. Mentre vengono digerite le 155 pagine del
Financial Stability Review della Bce, cala la fiducia nell'Italia, malgrado il commento positivo arrivato da un analista, ironicamente proprio dell'agenzia di rating Fitch. Il rendimento dei titoli di stato italiano a 10 anni ha testato in giornata i massimi dal 25 gennaio.
Edward Parker, responsabile della divisione di rating dei mercati emergenti dell'istituto Usa, ha affermato che è molto probabile che il paese non avrà bisogno di aiuti esterni, in quanto "è molto diverso dalla Spagna". E ancora: "le banche italiane sono molto più forti rispetto a quelle spagnole, anche se l'Italia rimane a rischio, dal momento che è molto dipendente dai costi di finanziamento". A preoccupare erano state le
dichiarazioni della ministro delle Finanze austriaca, che non ha escluso che Roma abbia bisogno di aiuti esterni, facendo infuriare Monti. Intanto, nel ribadire il suo no alla proposta degli Eurobond, il cancelliere tedesco Angela Merkel ha precisato che le misure finanziate dal debito non sono la cura giusta, ma che tutti gli stati membri del blocco a 17 "devono essere pronti a cedere parte della sovranita' nazionale".
L'indice Ftse Mib, che ha toccato punte al ribasso del -2%, ha chiuso la seduta con una performance del -0,7% a 12.979 punti; Londra ha guadagnato invece lo 0,81%, Francoforte lo 0,53%, Parigi lo 0,14% e l'indice di riferimento Eurostoxx 50 lo 0,35%. L'euro tiene, in area $1,2450, lo spread e' salito a 485 punti per poi discendere in area 470. Tassi sui decennali spagnoli oltre i massimi visti in novembre, non lontani dalla soglia del 7% che per Grecia, Portogallo e Irlanda ha voluto dire ricorso ad aiuti esterni. Milano, tra strappi in avanti e indietro, rimane sempre il listino peggiore tra quelli principali in Europa. "E' evidente che siamo nel mirino e i mercati sfruttano qualunque motivo per avviare la speculazione. Dopo il violento ribasso di ieri, oggi tutto può ancora succedere", ha osservato a meta' giornata a Reuters un trader di Piazza Affari.
Il declassamento di Fitch sicuramente non ha aiutato. Tra gli istituti, oltre a Banco Santander e a Bbva, coinvolti anche CaixaBank, Bankia, Banco Popular Espanol, Caja de Ahorros y Pensiones de Barcelona (La Caixa), Kutxabank, Caja Rural de Navarra, Sociedad Cooperativa de Credito (Crn), Grupo Cooperativo Iberico de Credito (Gci) e Caja Laboral Popular. Fitch in particolare ha espresso preoccupazione per "l'esposizione relativamente elevata al rischio immobiliare" di Banco Mare Nostrum (Bmn) e Liberbank, il cui rating e' stato parimenti ridotto. Secondo un analista di Standard & Poor's le societa' finanziarie italiane non sono nella stessa situazione, perche' hanno un'esposizione inferiore nell'immobiliare rispetto alle concorrenti spagnole.
Parker ha smorzato in parte la tensione quando ha sottolineato a Bloomberg che "sta diventando sempre più probabile l'arrivo di una terza operazione LTRO (dunque
maxi-iniezione di liquidità) a favore delle banche da parte della Bce". Detto questo, dopo la richiesta di aiuti internazionali a favore delle sue banche presentata dalla Spagna lo scorso week end, l'Italia rimane al centro dei riflettori: secondo i mercati, il paese ha infatti tutti i requisiti per essere il prossimo a dover ammettere di non potercela fare con i propri mezzi, a dispetto di quanto afferma il tecnico di Fitch. E la stessa
Commerzbank ha sottolineato in una nota che l'Italia non solo non cresce, ma "si troverà costretta a rifinanziare il debito pubblico a costi crescenti". "Le
difficoltà politiche di Monti aggiungono dubbi sulle possibilità dell'esecutivo di farcela senza chiedere aiuti internazionali".
Negli ultimi due mesi, secondo la Bce, sono emerse "rinnovate pressioni" sui mercati. Tre i rischi per la stabilita' finanziaria dell'area euro individuati dalla Bce e da cui Draghi e soci mettono in guardia: un aggravarsi della crisi del
debito, un processo di
deleveraging eccessivo del settore bancario, dovuto al cambiamento dei modelli di business e, infine, un
calo dei redditi delle banche a causa del rallentamento della crescita economica, rischio in questo caso associato a costi creditizi in aumento e svalutazioni degli asset.
Altri market mover di giornata hanno riguardato sempre l'Eurozona, vedi la decisione di
Cipro di chiedere urgentemente aiuti finanziari per sostenere il proprio sistema bancario, a pochi giorni dalla richiesta spagnola. L'appello rende il paese il quinto dell'economia dell'Eurozona a bussare alla porta Ue. Circolano inoltre
rumor secondo cui la Bce starebbe acquistando bond periferici: ma neanche queste indiscrezioni aiutano il mercato dei titoli di stato italiani.
BTP - Lo spread Italia-Germania a 10 anni si allarga dell',166% a 480 punti base. Tassi vicini al record intraday di 6,23% (+23 punti base) che equivale anche al livello piu' alto visto dal 25 gennaio. Tensione anche sui bond spagnoli, con i tassi a 10 anni che fanno +28 punti base al 6,81%, sopra i massimi testati lo scorso novembre. E' il massimo di sempre secondo i grafici Tradeweb, che ha iniziato a raccogliere dati in archivio nel 2008.
BALZO DEI CDS - Le incognite sul futuro dell'euro, messo sempre più in discussione, portano l'indice
Markit iTraxx SovX Western Europe - che rappresenta i credit default swap di 15 stati europei - a salire a 323 punti base. Il rialzo conferma l'aumento del rischio Paese. I cds - credit default swap - sono infatti contratti sottoscritti per proteggersi dal rischio che un paese faccia default.
ALL'INTERNO DEL FTSE MIB - Banche e finanziari in generale ancora sotto pressione, con il settore che ha perso circa quattro punti percentuali. Pesanti in particolare Mps, che chiude a -5,64% dopo la sospensione, Mediolanum (-4,74%), Popolare Milano (-4,64%) e Intesa (-3,58%). Unicredit fa -3,46% dopo aver subito la stessa sorte dell'istituto senese per eccesso di ribasso. Si intravede qualche segno più: Diasorin _2,09%, Tenaris _1,73%, Lottomatica +1,28%, Telecom Italia +1,15% e Impregilo +1%.
VALUTARIO - L’
euro sul dollaro a $1,2478 (+0,10%) e viaggia intorno ai minimi di seduta nei confronti della divisa svizzera, a 1,2008 franchi. Euro/yen +0,25% a JPY 99,21; dollaro/yen +0,15% a JPY 79,50. La moneta unica era salita ieri fino a $1,2671, al
record dallo scorso 23 maggio dopo la notizia sugli aiuti alla Spagna. Ma l'euforia si è subito spenta.
MATERIE PRIME - I
contratti sul petrolio recuperano con +0,88%, a $83,43 al barile, mentre le quotazioni dell'oro +0,81% a $1.609,70.
HIGHLIGHT DI GIORNATA
- Vicepresidente Bce, Costancio: "Non prevediamo uscita della Grecia dall'euro"
- Fitch ha
declassato il rating di 18 istituti di credito spagnoli, "mancano 50-60 miliardi di capitale"
- La ministro austriaco della Finanze ha fatto infuriare Monti con le sue
dichiarazioni in cui ha precisato di non poter escludere il ricorso ad aiuti esterni da parte di Roma.
- Crisi, New York Times: dopo la Spagna
ora rischia l'Italia.
- Krugman:
50% possibilita' di rottura dell'euro entro 2013.
- Roubini: "Staccare spina alla Grecia equivale alla
fine dell'euro".
- Ecco il
piano segreto per chi esce dall'area euro.
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Germania e Bce colpevoli, basta: "paesi sudeuropei, ribellatevi".
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Aiuti agli istituti spagnoli: ancora nessuna schiarita sulle modalita'.
- Lagarde: Rimasti
"meno di tre mesi" per salvare l'euro.
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Materie prime: sono tutte in calo, petrolio sui minimi.
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Cambi: Euro Apre Debole Sotto 1,25 Su Dollaro.
- Crisi:
spread Btp-Bund apre a 468,8 punti.
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Borse Asia giù: in Europa ancora tutto da risolvere.
- L'indice
Nikkei della Borsa di Tokyo chiude in calo -88,18 punti (-1,02%) a 8.536,72 punti.
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Petrolio: in calo a 81,87 dollari.
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Oro: in lieve ribasso a 1.592,90 dollari.
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