O Monti è molto più feroce con le lobby oppure fallisce

Ciò che il governo oggi sta discutendo è molto più simile alla vecchia politica che al tentativo di rompere i riflessi condizionati e le abituali pratiche delle Caste. Il rischio adesso è....
Mario Monti: la riguadagnata reputazione internazionale non sopravvivrebbe alla percezione che lo sforzo riformatore del governo rischi di fallire.

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Mario Monti: la riguadagnata reputazione internazionale non sopravvivrebbe alla percezione che lo sforzo riformatore del governo rischi di fallire.

Il contenuto di questo articolo - pubblicato da Corriere della Sera - che ringraziamo - esprime il pensiero dell' autore e non necessariamente rappresenta la linea editoriale di Wall Street Italia, che rimane autonoma e indipendente.

Sono giorni cruciali per l’euro e per l’Europa. Mario Monti è al centro delle discussioni in cui sono impegnati i leader europei e questo ruolo contribuisce a ridare prestigio al nostro Paese. Ma la riguadagnata reputazione internazionale non sopravvivrebbe alla percezione che lo sforzo riformatore del suo governo rischi il fallimento. Già molti osservatori sono rimasti perplessi per i passi indietro compiuti sulle liberalizzazioni e sulla riforma del mercato del lavoro. Ora si chiedono in che direzione si muoverà il governo Monti. A noi pare si vada in quella sbagliata.

Il provvedimento più importante che il governo si appresta a varare riguarda le infrastrutture fisiche. Lo abbiamo detto più volte, ma è bene ripeterlo: non è questa la priorità dell’Italia. Che beneficio arreca a un’impresa risparmiare mezz’ora fra Civitavecchia e Grosseto se poi deve attendere dieci anni per la risoluzione di una causa civile, due per sapere da un giudice se dovrà reintegrare sul posto di lavoro un dipendente che aveva licenziato, oltre un anno per essere pagata da un’amministrazione pubblica?

A un Paese post industriale come l’Italia non servono più infrastrutture fisiche. Servono infrastrutture di altro tipo: una giustizia veloce, certezza del diritto, regolamenti snelli, un’amministrazione pubblica che faccia il suo dovere e non imponga costi enormi a cittadini e imprese, un’università che produca buon capitale umano e buona ricerca, e una lotta efficace alla criminalità organizzata. Certo, più strade non impediscono di riformare la giustizia, l’amministrazione pubblica o il mercato del lavoro. Ma in realtà quando i politici progettano infrastrutture lo fanno perché non sanno che cosa altro fare, bloccati dai mille vincoli che impediscono le vere riforme. Più facile costruire strade e ferrovie aumentando le tasse, che fare quelle riforme a costo zero che però toccano lobby potenti. Purtroppo non è ubriacandoci di asfalto e traverse ferroviarie che il Paese ricomincerà a crescere. Senza contare che con tassi sul debito pubblico al 6 per cento non è certo un buon momento per indebitarsi.

Il governo pare si appresti a varare un provvedimento per favorire il merito. Si concederanno benefici fiscali alle imprese che assumono i «primi della classe». Perché mai? Vogliamo premiare gli imprenditori solo perché fanno il loro interesse, assumendo i migliori? Si dice che questo permetta più informazione sul merito dei laureandi: ma basterebbe obbligare tutte le università a pubblicare sui loro siti i voti degli studenti e la valutazione dei professori che hanno dato loro quei voti.

Pare poi che il ministro dell’Università, Francesco Profumo, voglia mettere mano con vari ritocchi alla riforma Gelmini. Si rischia, fra l’altro, di smontare gli incentivi introdotti da quella legge, ponendo un limite a quanti fondi pubblici un ateneo può perdere se risulta fra i peggiori: l’opposto di ciò che si dovrebbe fare. Finché le università non pagheranno di persona per le scelte non meritocratiche che effettuano, ma saranno sempre e comunque salvate dal contribuente, non c’è ritocco che quadri il cerchio.

Ciò che il governo oggi sta discutendo ci pare, purtroppo, molto più simile alla vecchia politica che alla ventata innovatrice che respirammo per qualche settimana lo scorso novembre.

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BigHead - 07/06/2012 12:48
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ma ragazzi smettiamola di focalizzarci su quelle lobby sono solo pagliacciate e fumo negli occhi che ci mandano ora vi chiedo quanti di voi prendono il taxi tutti i giorni, quanto vanno dai notai e da avvocati è il sistema , per gli avvocati è una manna che la giustizia sia così perchè io non posso se ho un problema con un'altra persona ricolgermi personalmente per tutelare i miei diritti, perchè se voglio fare un atto ho bisogno ...
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jesusjustleftchicago - 06/06/2012 16:31
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Si ma....Sallusti dove lo lasciamo?...A lui lo stipendio lo pagano i lettori ha detto, quindi, domanda, perche' non si fa portavoce per eliminare i finanziamenti ai giornali? quando si dice la faccia come il c..o!

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sabaniandrea - 06/06/2012 16:21
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 Che tristezza e rabbia leggere dei commenti attinenti a Luttwak, i quali esprimono solo posizioni preconcette , ipocatri e vergognose, che prescindono i contenuti " VERI SACROSANTI E GIUSTI" espessi dal medesimo nella trasmissione "Ballaro". L'unico rammarico è che queste cose ovvie che pensano ormai tutti gli Italiani, non siano state dette da altrettante "autorevoli" persone partecipanti la trasmissione, e debbano essere ascoltante provenienti da soggetti che ci guardano dall'esterno...
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