A secco di fondi Bce: scatta l'ora delle banche italiane

Il fondo salva stati non potra' garantire il denaro necessario nemmeno alla meta' della liquidita' di cui hanno bisogno gli istituti di Spagna e Italia. Con €48 miliardi di capitale residuo, tra qualche mese Roma potrebbe rivivere l'incubo di novembre 2011.
Ecco come le banche europee hanno utilizzato i fondi che la Bce ha messo loro a disposizione in dicembre a tassi vantaggiosi.

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Ecco come le banche europee hanno utilizzato i fondi che la Bce ha messo loro a disposizione in dicembre a tassi vantaggiosi.

New York - L'attenzione e preoccupazione e' rivolta tutta alle banche spagnole. Tempo qualche mese e sara' l'ora di quelle italiane. E' bastato un grafico del maggiore hedge fund al mondo, Bridgewater, per ricordare al mondo intero quanto insignificanti possono essere i colloqui in corso in Europa sul salvataggio del sistema finanziario iberico.

Dal momento che il fondo salva stati ibrido EFSF/ESM non riuscira' a garantire il denaro necessario nemmeno alla meta' della liquidita' di cui hanno bisogno gli istituti spagnole e italiane.

La tabella di Bridgewater riporta l'attenzione in particolare sul caso italiano. La Spagna e' gia' stata punita ampiamente, con un allargamento dello spread e un innalzamento dei tassi di interesse nei pressi della soglia critica di non ritorno del 7% (per i decennali), che ha significato ricorso ad aiuti esterni per Grecia, Portogallo e Irlanda. Allo stesso tempo la borsa di Madrid e' da poco scivolata sui minimi di 12 anni.

L'Italia l'ha scampata quest'anno, ma ribassisti e speculatori potrebbero presto tornare all'attacco. Le banche italiane hanno assorbito una somma tale di prestiti a tassi vantaggiosi (nell'ambito del piano LTRO varato da Draghi mesi fa) da poter reperire per un'altra manciata di mesi finanziamenti sul mercato primario e - elemento ancora piu' importante - sul secondario.

Come ci dice Bridgewater, tuttavia, il salvagente sara' molto meno duraturo del previsto. Con un passivo di €48 miliardi di capitale residuo dalle operazioni di LTRO della Bce varate a dicembre, l'Italia non ha cash supplementare a sufficienza per poter soddisfare i suoi impellenti bisogni di rifinanziamento.

Roma rischia di rivivere l'incubo di novembre 2011, quando solo il sacrificio di Silvio Berlusconi ha evitato una catastrofe. Stavolta un cambio politico al vertice potrebbe non bastare.

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alba133 - 06/06/2012 09:59
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Natascia, ci hanno costruito una camicia di forza per annientarci piano piano e legarci indissolubilmente a loro. L'Europa sperano sia la cura degli USa. .Per fare ciò si stabilisce di mettere l'avversario (l'Europa) in difficoltà maggiori di quelle in cui versano gli USA stessi e, a quel punto, "comprarselo" offrendogli un posto accanto al FMI venendo de facto ad istituire quella che ormai da sei mesi è battezzata Troika ...
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alba133 - 06/06/2012 09:43
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Ovviamente non è un mio commento anche se lo condivido completamente il merito è tutto di Zibordi che nelle sue analisi talvolta un po' rudi riesce a cogliere ed esprimere quello che sta accadendo.

 

Originariamente inviato da warrenbaff


complimenti per il post che vale come un articolo!

con questo sistema si ingrassa l'europa delle banche e i politici italiani, tutti contenti

 

Originariamente inviato da alba133

Chiarissimo

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warrenbaff - 06/06/2012 00:26
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complimenti per il post che vale come un articolo!

con questo sistema si ingrassa l'europa delle banche e i politici italiani, tutti contenti

 

Originariamente inviato da alba133

Chiarissimo il commento di Cobraf all'editoriale di Zingales su sole 24 ore. L'euro  e stare nell'euro per l'Italia è una lenta agonia. Senza usare le armi  stiamo perdendo una guerra.

Nell'editoriale del Sole24 ore di oggi il top economista italiano Zingales

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