Siria: Usa stanno per perdere la pazienza, pronti ad armare oppositori

Se non si trova una soluzione alla crisi, Washington prendera' in considerazione "altre opzioni" per mettere fine allo spargimento di sangue in corso nel paese mediorientale.
Uno dei combattenti del fronte "Esercito per la Siria Libera" a Idlib, nella Siria nordoccidentale, vicino al confine con la Turchia.

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Uno dei combattenti del fronte "Esercito per la Siria Libera" a Idlib, nella Siria nordoccidentale, vicino al confine con la Turchia.

New York - La pazienza degli Stati Uniti nei confronti del regime siriano sta per finire. Se non si trovera' una soluzione alla crisi, Washington prendera' in considerazione "altre opzioni" per mettere fine allo spargimento di sangue in corso nel paese mediorientale, ormai impantanato in una guerra civile in stile Iraq.

Le dichiarazioni, fatte da funzionari di Casa Bianca e Dipartimento di Stato, segnano un cambiamento drastico dell'enfasi con cui Washington decide di trattare la questione siriana. Finora Obama e soci avevano deciso di lasciare Damasco al suo destino e non avevano parlato di alternative alla soluzione diplomatica delle sanzioni.

Tuttavia il veto di Cina e Russi al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite - Pechino e Mosca sono contrarie a inasprire le sanzioni contro il regime di Bashar Al-Assad - ha evidentemente spinto gli Usa a cambiare strategia.

Il Segretario di Stato Hillary Clinton incontrera' i rappresentanti di 70 paesi a Tunisi venerdi' prossimo, in una riunione che si chiamera' "Amici della Siria" e che e' la prima indetta per coordinare le forze della comunita' internazionale nella risposta alla repressione del regime siriano contro i rivoltosi antigovernativi.

Nel frattempo il Comitato Internazionale della Croce Rossa ha annunciato che sta per raggiungere un accordo per sospendere gli scontri e recare soccorso alla popolazione civile.

"Crediamo ancora che una soluzione politica e' quello di cui la Siria ha bisogno", ha dichiarato un portavoce della Casa Bianca, Jay Carney. Tuttavia se cosi' non fosse, Washington passerebbe all'azione, valutando le altre opzioni sul tavolo.

"Non vogliamo intraprendere azioni che contribuiscano ad un'ulteriore militarizzazione della Siria, perche' cio' potrebbe rivelarsi pericoloso. Ma non escludiamo l'ipotesi di valutare altre misure alternative.


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ROBYLUCCHI - 22/02/2012 19:21
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americani state a casa vostra.  fino ad oggi avete solo fatto figure di..blip.. lasciate che i siriani , se ritengono, facciano la loro rivoluzione. daltronde le rivoluzioni costano. è costata la rivoluzione francese e molto di più quella russa  o quella cinese. se poi volete inviare qualche camion di armamenti..obsoleti, fate pure. vedrete che in quella zona si farà molto presente la voce della turchia.. come detto ...
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alba133 - 22/02/2012 19:00
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A quanto pare però gli Usa sono già presenti sul territorio.

Al-Qaeda è probabilmente responsabile degli attentati suicidi siriani, lo afferma il capo dei servizi segreti statunitensi

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giultom - 22/02/2012 13:37
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Parole e parole. Nessuno, nemmeno gli USA andranno all'avventura in Siria, troppo alto il rischio di innescare un conflitto per procura con la Russia di Putin e, indirettamente, anche con la Cina.

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