Redazione Wsi con il vostro permesso vorrei dire due parole su questa banca
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La banca dei Templari la chiama Nakatomy ..
Un colosso che negli ultimi anni sta facendo disastri ..
Dovevano rimanere nelle Alpi , vecchia maniera di fare Banca
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Invece l' imperialismo di conquista ..
Sta portando al disastro la confederazione elvetica .. per colpa
loro il segreto bancario è andato in frantumi .
Scandali a non finire .. ecco l'
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Redazione Wsi con il vostro permesso vorrei dire due parole su questa banca ..
La banca dei Templari la chiama Nakatomy ..
Un colosso che negli ultimi anni sta facendo disastri ..
Dovevano rimanere nelle Alpi , vecchia maniera di fare Banca .
Invece l' imperialismo di conquista .. Sta portando al disastro la confederazione elvetica .. per colpa loro il segreto bancario è andato in frantumi .
Scandali a non finire .. ecco l' ultimo .
Ubs si autodenuncia
Ubs avrebbe deciso di diventare primo "confessore" nell'ambito dell'inchiesta aperta dai regolatori internazionali sulla presunta manipolazione dei tassi di interesse, Libor e Tibor, che avrebbe arginato i rischi delle banche fissando il punto di riferimento a 360 mila miliardi di dollari sui titoli di tutto il mondo.
La banca svizzera starebbe cercando di tutelarsi nel miglior modo possibile da una sanzione che potrebbe rivelarsi troppo salata, cioè "costituendosi" alle autorità di regolamentazione prima dei suoi concorrenti, cercando così clemenza. Lo hanno rivelato i legali stessi dell'istituto elvetico. Il piano lascerebbe comunque la banca vulnerabile ad azioni legali da parte dei clienti e aumenterebbe le sanzioni antitrust nei confronti dei suoi potenziali concorrenti.
Come sostiene anche Steven Francis, avvocato di regolamentazione presso Reynolds Porter Chamberlain di Londra, interpellato da Bloomberg, quella intrapresa da Ubs sarebbe una strategia ben studiata: la legge della concorrenza riconosce, infatti, il massimo vantaggio a chi compie la prima mossa, cioè al whistleblower che collabora coadiuvando le indagini su tutti i membri del cartello.
Ubs, già alle prese con diversi controlli interni dopo lo scandalo del buco da 2,3 miliardi di dollari ad opera del trader londinese lo scorso settembre, starebbe cercando di attenuare le indagini nei suoi riguardi attraverso la cooperazione.
Effettuando la prima comunicazione alle autorità di regolamentazione, renderà la vita più difficile ai concorrenti, tra cui JPMorgan Chase e Citigroup che invece, per non aver collaborato per primi, andranno incontro certamente a pesanti ammende.
Se le indagini dovessero accertare le responsabilità, i danni per gli istituti coinvolti potrebbero essere enormi. Come sostiene Peter Henning, professore di diritto alla Wayne State University di Detroit, "sarà un disastro valutare le pene per tutti i contratti derivati e gli swap legati a queste tariffe".
Sulla base delle rivelazioni di Ubs, le autorità di regolamentazione candesi hanno convenuto che gli istituti comunicavano tra loro per meglio manipolare il tasso Libor Yen attraverso l'operato dei broker. Secondo quanto avrebbero rivelato ai regolatori i legali della banca svizzera, nello scandalo dell'alterazione dei tassi di riferimento sarebbero coinvolti HSBC, Royal Bank of Scotland, Deutsche Bank, JPMorgan, Citigroup, così come broker ICAP Plc e RP Martin Holdings Ltd.
Se il Canada ha concesso a Ubs l'immunità, ciò non vuol dire che l'Unione europea le riserverà lo stesso trattamento. Ubs sta collaborando anche nell'indagine britannica Financial Services Authority sugli abusi di mercato ed è probabile che riceva uno sconto del 30 per cento su ogni sanzione pecuniaria per la tempestività della cooperazione.
Segreto bancario: oggi come il 1930 ...
Storiella interessante ..
Forse le nuove generazioni non lo ricordano, ma negli anni ‘30 la Svizzera si è trovata in una situazione analoga a quella attuale. All'epoca, proprio come oggi, il Governo elvetico era sotto pressione a causa dei beni non tassati depositati nei conti delle banche svizzere. Come si gestì allora la situazione? Nel 1935 fu elaborata la legge sul segreto bancario. Da lì in avanti la trasmissione d'informazioni bancarie era considerata punibile.
Per la serie la storia si ripete, la Confederazione si trova di nuovo a dover affrontare la questione, questa volta, però, anziché studiare un modo per tutelare il pilatro su cui si fonda l'intero sistema bancario rossocrociato, si è vista costretta a piegarsi e a collaborare con i Paesi esteri ammorbidendo quel segreto istituto nel lontano 1935.
Come può essere spiegata questa differenza di comportamento?
Come sottolinea il "Tages Anzeiger" a questa domanda si potrà rispondere solo fra qualche anno, quando i tasselli della storia saranno sedimentati. Alcune valutazioni, però, possono già essere pronunciate, per esempio indicando tre sostanziali differenze fra l'attuale situazione e l'inizio del secolo scorso.
In primo luogo c'è da considerare il ruolo degli Stati Uniti. Nel 1930 le banche svizzere erano reputate fondamentali per la gestione transfrontaliera delle risorse. Il banchiere svizzero Felix Somary nel 1929 scrisse: "A Zurigo siamo considerati i gestori patrimoniali migliori del continente." In realtà i clienti provenivano quasi tutti dai paesi vicini, dalla Germania e soprattutto dalla Francia dove l'evasione cominciò a diffondersi già prima della Prima Guerra Mondiale, principalmente nel 1920 con il graduale aumento di potere della Germania. Costi di guerra, disordini politici e iperinflazione hanno dato fiducia alla Svizzera. La Grande Guerra, nella storia bancaria elvetica, rappresenta dunque uno spartiacque.
Il secondo fattore da considerare è l'unità dei paesi europei: nel periodo tra le due guerre furono Germania e Francia a spingere maggiormente per ottenere il rimborso di quei beni sfuggiti dalle maglie del fisco. Ci provarono anche nel quadro della Società delle Nazioni convinti di esercitare maggiori pressioni e di far rispettare le regole internazionali, ma quando Paesi Bassi e il Regno Unito stipularono un'alleanza con la Svizzera tutti gli sforzi divennero vani.
Terza e ultima osservazione, lo stile politico. Negli anni che sono intercorsi tra i due conflitti mondiali tutti i Paesi hanno presentato i loro conti. Ormai la Società delle Nazioni era diventata un'istituzione troppo debole. Gli Stati Uniti non ne fecero mai parte e nemmeno l'Unione Sovietica fino al 1934, Germania e Francia erano divise su molti temi. In questo contesto era più semplice per ogni Nazione, svincolata da trattati internazionali, intrattenere rapporti di politica estera con realtà più piccole come la Svizzera. La verità è che il mondo gira sugli interessi economici e politici dei grandi Stati che si annoverano il diritto di decidere su e per gli altri. È proprio quando qualcosa non va alle grandi potenze che queste influiscono sulle politiche degli Stati che gravitano intorno a loro.
Bisogna tener conto che le persone che hanno vissuto la prima guerra mondiale non si fecero illusioni sulla stabilità dell'Europa negli anni a venire e si prepararono per i tempi difficili, rifugiando i loro beni nelle piazze più sicure per proteggere le sostanze utili alla sopravvivenza. Le generazione oggi al timone, hanno vissuto senza grandi crisi. Forse quella attuale sarà un "momento cruciale" per la futura politica come lo fu il 1930. Oggi però non è ancora possibile dare risposte certe. Ai posteri l'ardua sentenza.