Petrolio: Teheran sempre più minaccia rialzista, rally fino al 2014

Le quotazioni arrivano a volare fino a $106, poi ritracciano. Il trend rialzista potrebbe durare anni. Le ultime novità dall'Iran non promettono nulla di buono. E in Italia la benzina va verso i 2 euro.
New York - La recente impennata dei prezzi del petrolio ha portato le quotazioni scambiate sul mercato Nymex di New York a oscillare attorno a quota $106 al barile. Motivo: le nuove tensioni geopolitiche in arrivo da Tehran. E le ultime novità non promettono nulla di buono. L'Agenzia internazionale per l'Energia atomica (Aiea) non è riuscita a raggiungere un accordo con l'Iran sul suo programma nucleare nel corso dei due giorni di colloqui.

In un comunicato emesso nella notte, il direttore generale dell'Aiea, Yukiya Amano, ha ammesso: "Ci siamo impegnati con uno spirito costruttivo, ma nessun accordo è stato trovato". Una situazione che secondo John Kilduff, analista di Again Capital non esita a definire esplosiva in quanto "gli iraniani sono considerati da sempre un elemento dirompente, vedrete il prezzo del greggio come salirà... ma se venisse fatto un passo indietro da tutti nel processo di negoziazione potrebbe tornare rapidamente sui livelli degli anni '90.

Il punto è che i problemi non si fermano a Teheran e riguardano anche altri paesi come Siria, Sudan, Nigeria e altre nazioni produttrici. Così che tra le principali banche d'affari Usa ce n'è una che alza i target del 2012, 2013 e del 2014 (vedi sotto report). La questione è di vitale importanza, considerando che proprio i rally del greggio potrebbero mettere a rischio la ripresa mondiale, di per sé già zoppicante. In Italia si sta pagando caro lo scotto, con nuovi rincari che anche oggi hanno interessato tutto il paese. A Ischia, un litro di benzina è salito a 1,906 euro al litro. I due euro sono dietro l'angolo.

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Insider


COMMENTI
aldo1942 - 22/02/2012 12:30
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Caro Francesco, per assurdo noi abbiamo l'acqua che a loro manca, perchè non la scambiamo con il petrolio? Comunque sia credo che sino a che gli stati indistrializzati non sottrarranno alla speculazione ed alla tassazione l'energia, qualsiasi fonte energetica sarà sempre cara. Aldo.  

 

Originariamente inviato da francesco618

Bisognerà attrezzarsi per consumarne sempre meno carburante, ormai siamo nella fase discendente della curva di Hubbert. Certo sembra strano ma sta

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aldo1942 - 22/02/2012 12:15
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La colpa è sempre degli altri. Tehran, Nigeria, Irak, Libia ecc. quando la smetteremo di dire cazzate? Le Sette Sorelle estraggono il petrolio, lo pagano in dollari svalutati o in derrate, le finanziarie speculano e fanno lievitare il prezzo, gli stati applicano i 60/70% di tasse e la colpa è di chi viene sistematicamente sfruttato. Quand'è che aprirermo gli occhi e diremo basta alla speculazione ed alla tassazione selvaggia? Aldo. 

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francesco618 - 22/02/2012 01:21
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Bisognerà attrezzarsi per consumarne sempre meno carburante, ormai siamo nella fase discendente della curva di Hubbert. Certo sembra strano ma sta finendo un 'epoca, quella della crescita industriale del XX secolo segnata dal petrolio per la sua versatilità ed il basso costo. Dovremo passare ad altri modi per produrre energia ma saranno più costosi e non sempre così versatili. Il trasporto diventerà sempre più collettivo e noi dovremo utilizzare non solo più per amene passeggiate...
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