Fisco/Regazzoni: Svizzera tratterà, ma il segreto bancario resta

L'ambasciatore: Usare come base accordi siglati con Germania e Gb
Roma, 18 feb. (TMNews) - "Dall'adozione dello standard Ocse a inizio del 2009 sulla cooperazione tra autorità fiscali, la Svizzera ha concluso una quarantina di accordi sulla doppia imposizione con altrettanti paesi, basati su di esso. La nostra disponibilità a negoziare un tale accordo anche con l'Italia è completa". Parla così l'ambasciatore svizzero, Bernardino Regazzoni, intervistato da La Stampa. "Il governo svizzero - spiega - ha espresso negli ultimi anni la sua posizione: la piazza finanziaria svizzera si deve concentrare sull'amministrazione di capitali in regola con il fisco dei paesi d'origine. Gli accordi negoziati recentemente con Germania e Regno Unito sono uno dei possibili strumenti per pervenire a tal fine". Trattasi di accordi che "si basano sul principio della regolarizzazione del passato, tramite un'imposta sui capitali depositati ed un'imposta sugli interessi negli anni a venire, imposta cosiddetta liberatoria, pari al livello di imposizione nel paese d'origine". Ad ogni modo, aggiunge Regazzoni, "lo scambio automatico di informazioni tra autorità fiscali è escluso" dagli accordi in essere e anche da quello possibile con l'Italia.


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