Pressioni da Germania e Francia alla Grecia: armi in cambio di aiuti

Sostegno finanziario, a patto di acquisto di arsenale bellico: "scenario verosimile" secondo l'ex capo di Stato maggiore dell'Aeronautica. Grecia alla fame ma arsenali pieni, con spesa al 3% del Pil.
Presunte pressioni di Germania e Francia alla Grecia: aiuti in cambio di armi.

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Presunte pressioni di Germania e Francia alla Grecia: aiuti in cambio di armi.

Roma - Quello delle presunte pressioni di Germania e Francia per vendere armi alla Grecia in cambio di aiuti è uno "scenario verosimile". Lo ha detto l'ex capo di Stato maggiore dell'Aeronautica militare, generale Leonardo Tricarico, in un'intervista a Radio 24. "Questo scenario è verosimile, nel mondo del procurement militare oggi più di ieri stanno prevalendo valutazioni di carattere politico più che la bontà del prodotto vero e proprio", ha commentato Tricarico.

Le pressioni sono state denunciate nei giorni scorsi dalla stampa tedesca, che ha qualificato come "cinico" il comportamento di Angela Merkel. Il generale Tricarico ha definito "abnorme" la spesa militare della Grecia, che rappresenta il 3% del Pil: "è oltre il triplo dell'Italia, noi siamo persistentemente al di sotto dell'1%", ha sottolineato. "E' effettivamente abnorme, certamente non giustificata dalla questione sullo sfondo della politica greca, cioè la litigiosità con la Turchia. Questione in questo momento da accantonare perchè le sfide sono altre", ha concluso Tricarico.

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Fregate, sottomarini e caccia Quelle pressioni di Merkel e Sarkò per ottenere commesse militari

I greci sono alla fame, ma hanno gli arsenali bellici pieni. E continuano a comprare armi. Quest' anno bruceranno il tre per cento del Pil (prodotto interno lordo) in spese militari. Solo gli Stati Uniti, in proporzione, si possono permettere tanto. Ma cosa spinge Atene a sperperare montagne di soldi? La paura dei turchi? No, è l' ingordigia della Merkel e di Sarkozy. I due leader europei mettono da mesi il governo greco con le spalle al muro: se volete gli aiuti, se volete rimanere nell' euro, dovete comprare i nostri carri armati e le nostre belle navi da guerra. Le pressioni di Berlino sul governo di Atene per vendere armi sono state denunciate nei giorni scorsi da una stampa tedesca allibita per il cinismo della Merkel, che impone tagli e sacrifici ai cittadini ellenici e poi pretende di favorire l' industria bellica della Germania. Fino al 2009 i rapporti fra Atene e Berlino andavano a gonfie vele, il governo greco era presieduto da Kostas Karamanlis (centrodestra), grande amico della Merkel. Gli anni di Karamanlis sono stati una vera manna per la Germania. «In quel periodo - ha calcolato una rivista specializzata - i produttori di armi tedeschi hanno guadagnato una fortuna». Una delle commesse di Atene riguardò 170 panzer Leopard, costati 1,7 miliardi di euro, e 223 cannoni dismessi dalla Bundeswehr, la Difesa tedesca. Nel 2008 i capi della Nato osservavano meravigliati le pazze spese in armamenti che facevano balzare la Grecia al quinto posto nel mondo come nazione importatrice di strumenti bellici. Prima di concludere il suo mandato di premier, Karamanlis fece un ultimo regalo ai tedeschi, ordinò 4 sottomarini prodotti dalla ThyssenKrupp. Il successore, George Papandreou, socialista, si è sempre rifiutato di farseli consegnare. Voleva risparmiare una spesa mostruosa. Ma Berlino insisteva. Allora il leader greco ha trovato una scusa per dire no. Ha fatto svolgere una perizia tecnica dai suoi ufficiali della Marina, i quali hanno sentenziato che quei sottomarini non reggono il mare. Ma la verità, ha tuonato il vice di Papandreou, Teodor Pangalos, è che «ci vogliono imporre altre armi, ma noi non ne abbiamo bisogno». Gli ha dato ragione il ministro turco Egemen Bagis che, in un' intervista allo Herald Tribune , ha detto chiaro e tondo: «I sottomarini della Germania e della Francia non servono né ad Atene né ad Ankara». Tuttavia, Papandreou, alla disperata ricerca di fondi internazionali, non ha potuto dire di no a tutto. L' estate scorsa il Wall Street Journal rivelava che Berlino e Parigi avevano preteso l' acquisto di armamenti come condizione per approvare il piano di salvataggio della Grecia. E così il leader di Atene si è dovuto piegare. A marzo scorso dalla Germania ha ottenuto uno sconto, invece dei 4 sottomarini ne ha acquistati 2 al prezzo di 1,3 miliardi di euro. Ha dovuto prendere anche 223 carri armati Leopard II per 403 milioni di euro, arricchendo l' industria tedesca a spese dei poveri greci. Un guadagno immorale, secondo il leader dei Verdi tedeschi Daniel Cohn-Bendit. Papandreou ha dovuto pagare pegno anche a Sarkozy. Durante una visita a Parigi nel maggio scorso ha firmato un accordo per la fornitura di 6 fregate e 15 elicotteri. Costo: 4 miliardi di euro. Più motovedette per 400 milioni di euro. Alla fine la Merkel è riuscita a liberarsi di Papandreou, sostituito dal più docile Papademos. E i programmi militari ripartono: si progetta di acquisire 60 caccia intercettori. I budget sono subito lievitati. Per il 2012 la Grecia prevede una spesa militare superiore ai 7 miliardi di euro, il 18,2 per cento in più rispetto al 2011, il tre per cento del Pil. L' Italia è ferma a meno dello 0,9 per cento del Pil. Siccome i pagamenti sono diluiti negli anni, se la Grecia fallisce, addio soldi. Ma un portavoce della Merkel è sicuro che «il governo Papademos rispetterà gli impegni». Chissà se li rispetterà anche il Portogallo, altro Paese con l' acqua alla gola e al quale Germania e Francia stanno imponendo la stessa ricetta: acquisto di armi in cambio di aiuti. I produttori di armamenti hanno bisogno del forte sostegno dei governi dei propri Paesi per vendere la loro merce. E i governi fanno pressione sui possibili acquirenti. Così nel mondo le spese militari crescono paurosamente: nel 2011 hanno raggiunto i 1800 miliardi di dollari, il 50 per cento in più rispetto al 2001. Marco Nese RIPRODUZIONE RISERVATA **** 7Miliardi di euro: la spesa militare della Grecia prevista per il 2012, il 18,2% in più rispetto al 2011

Nese Marco

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nicoippo - 14/02/2012 21:45
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una volta esistevano i criminali di guerra oggia abbiamo ...i criminali di pace !!!!!! non so come definire questi due soggetti che fanno il bello e il brutto tempo in preda ad un delirio di onnipotenza!!!!!!!!!!Che Dio li fulmini !!!!!!!!!!!  

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titano41 - 14/02/2012 13:18
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Io non considerei tanto "PIIGS" l'Italia. Noi abbiamo delle potenzialità notevoli, il nostro debito pubblico ha una composizione diversa e siamo in grado di reagire. La ricchezza delle famiglie è la più alta in Europa.  In modo indiretto lo si capisce dall'andamento dei tassi che escono dalla varie aste (vedi quella di oggi). Rimane comunque l'amaro in bocca vedendo quelle facce melense della Merkel e di Sarcosy (bella la foto della ...
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wonderaqui - 14/02/2012 12:17
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mamma mia che schifo noi piigs dovremmo coalizzarci, siamo gli operai d'europa, sfruttati e presi per il collo dai padroni (francia e germania) dovremmo dire ok andate al diavolo non paghiamo piu' una mazza. voi vi siete arricchiti con l'euro e avete messo le briglie alla nostra politica monetaria allora ora voi vi pagate il debito. invece proprio come succede nelle rispettive patrie dove gli operai non sono coesi subiamo i ricatti dei potenti ...
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