Il male dell’Italia è l’Articolo 18

Pesante affondo del Wall Street Journal sulla norma considerata "un relitto degli anni 70", nonché "principale responsabile della disoccupazione giovanile". Per gli italiani e' un guaio, piuttosto che una difesa.
Disoccupati in corteo

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Disoccupati in corteo

New York - "La più grande minaccia alla crescita italiana non è il debito pubblico, bensì sono le leggi sul lavoro. In un lungo articolo firmato da Matthew Melchiorre, analista del Competitive Enterprise Institute di Bologna, un think thank americano di orientamento liberista, il Wall Street Journal, attacca, senza sconti, l’articolo 18 definito "un relitto degli anni Settanta che rende impossibile licenziare anche il più incompetente dei dipendenti e in modo perverso causa ciò che dovrebbe prevenire: la disoccupazione".

"E’ a causa di questa norma – continua Melchiorre dalle colonne del quotidiano finanziario di proprietà di Rupert Murdoch – che l’Italia è diventato, secondo uno studio della Banca Mondiale, il secondo peggior paese nell’area Ocse dove fare impresa, dopo la Grecia".

A sostegno della sua ipotesi, Melchiorre cita uno studio di Stefano Scarpetta per l’Ocse, da cui emerge che nei primi due anni di vita le imprese italiane aumentano il numero di dipendenti del 20% a fronte del 160% delle aziende americane.

Secondo l’autore, la legislazione italiana del lavoro finisce per favorire chi ha già un posto di lavoro alle spese di chi lo cerca. E "ironicamente", dunque, colpisce soprattutto i giovani, fascia più colpita dal problema della disoccupazione.

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Il ministro del Welfare Elsa Fornero.


Un capitolo a parte è dedicato ai sindacati, accusati di fare ostruzionismo ai tentativi di riforma messi in atto, prima dal governo Berlusconi, ora dall’esecutivo di Monti. Non viene risparmiata neppure la classe politica accusata di "codardia" nella sfida contro il potere dei sindacati.


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ROBYLUCCHI - 09/02/2012 16:36
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caro xxxmen rivendico la mia primogenitura. come diceva il mio idolo..più nemici più onore... certo che l'articolo 18 non è la panacea di tutti i mali ma l'interpretazione che molti ne fanno. ad esempio un..fancazzista.. lo vede come la difesa del suo stipendio a prescindere. è di oggi che un dipendente pubblico datosi  ammalato e quindi assente in realtà era a milano ..lui è di torino  a manifestare contro il ...
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filippmaria - 08/02/2012 23:47
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No, al contrario, cesare58, il lavoro precario denunciato da falmar, fa capire a quale livello di sfruttamento si può arrivare, quando vengono meno le garanzie sindacali e segnatamente quelle garantite dall'art.18. Questo genere di lavori precari NON è stato voluto dai lavoratori e dai sindacati, come vorresti far credere, bensì dalla confindustria, con abili e demagogiche argomentazioni sullo sviluppo che detti lavori avrebbe comportato. Se responsabilità c'è da ...
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xxxmen - 08/02/2012 18:56
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Cambia lavoro!
 

Originariamente inviato da falmar2010

IL LAVORO SENZA ART.18 ESISTE GIà. E' IL LAVORO A TEMPO DETERMINATO COME IL MIO: FAI STRAORDINARI MA NON TE LI PAGANO, MATURI FERIE MA NON PUOI PRENDERLE, TI AMMALI MA NON PUOI ASSENTARTI PER NON FINIRE PER STRADA (COME MIEI 2 COLLEGHI), LAVORI IL SABATO E ANCHE LA DOMENICA QUANDO INVECE DOVRESTI STARE A CASA, PUOI ANDARE SOLO 3 VOLTE IN BAGNO (AVETE CAPITO BENEEEE). IL LAVORO SENZA ARTICOLO 18 ESISTE GIà, LO FACCIO IO ED è UNA VERA VERGOGNA. 

 

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