Milano - Nonostante la spinta iniziale, le piazze europee chiudono la seduta con una performance contrastata. Non hanno avuto un grande impatto i successi delle aste di
Spagna e Francia.
Dopo aver oscillato tra territorio positivo e negativo l'indice Ftse Mib e' avanzato di un marginale 0,07%, sopra i 16.276 punti; Poco mossa anche Londra +0,06%, Francoforte +0,55%, Parigi +0,24%, mentre l'Eurostoxx 50 è ingessato a +0,25%. Tra i titoli quotati sul Ftse Mib, ancora prevalentemente positive le banche, con Banco Popolare, Banca MPS, BPM, Intesa SanPaolo, Ubi Banca e Unicredit le migliori. Parmalat in testa al paniere con un balzo di oltre il 7%. Note negative di giornata Luxottica -1,2%, Tod's -1,74%, Telecom Italia -1,26%, Finmeccanica -1,58%.
Nervosismo anche sul mercato dei titoli stato italiani: i rialzi dello spread, tuttavia, si smorzano rispetto ai massimi della mattinata, e il differenziale Italia-Germania a dieci anni è in aumento dell'2,04%, sui 390 punti base circa. I rendimenti decennali ancora in rialzo, ma sotto il 6%, al 5,72% dopo gli abbondanti cali di ieri.
Lo spread ha tentato una breve puntata sopra i 400 punti base, in una mattinata fortemente condizionata dal fattore 'offerta' con oltre 12,5 miliardi di nuova carta francese e spagnola a medio e lungo termine arrivata sul mercato.
Madrid ha collocato 4,56 miliardi di euro sulle scadenze 2015, 2016 e 2017, sopra al range d'offerta comunicato, di 3,5-4,5 miliardi. Netto il calo dei rendimenti su tutte le scadenze: rispettivamente al 2,861% dal 3,384%, 3,455% dal 4,021% e al 3,565% dal 5,544%.
Il differenziale di rendimento tra Btp e Bund decennali si attesta intorno alle 14, su piattaforma Tradeweb, in area 396 punti base, dopo essere salito poco dopo la comunicazione del risultato delle aste a quota 402. Ieri pomeriggio lo spread aveva chiuso a 386 punti base, sui minimi dal 7 dicembre scorso.
L'euro ha perso nel primo pomeriggio quanto guadagnato in mattinata, dopo le parole del premier cinese Wen Jiabao, che sembravano preludere ad un coinvolgimento della Cina nei fondi di salvataggio europei. In seguito Wen ha ridimensionato le sue parole e ha detto che l'Europa deve fare affidamento su se stessa, introducendo riforme strutturali, e che la Cina sta ancora valutando come partecipare ai due fondi salva-stati europei.
Le piazze finanziarie europee prendono una pausa di riflessione dopo aver testato nella giornata di ieri il massimo degli ultimi sei mesi, con lo Stoxx Europe 600 Index che aveva testato il record dallo scorso primo agosto. L'indice è salito a gennaio per il secondo mese consecutivo, registrando un rialzo del 4% e dal minimo testato nel 2011 ha recuperato il 21%.
A pesare, oggi, sono i cali del settore dei produttori di petrolio sulla scia dei risultati di Shell che hanno visto gli utili deludere le stime. Inoltre, gli investitori preferiscono avere ulteriori prove sulla sostenibilità del trend al rialzo delle piazze finanziarie globali.
Il focus rimane sempre sulla
Grecia: i rumor che si sono accavallati nelle ultime ore parlano di un accordo che comporterebbe una svalutazione dei bond greci detenuti dagli investitori superiore al 70%. Paiono finalmente conclusi
i negoziati tra Atene e i creditori privati. Tuttavia, il nervosismo è alimentato dall'annuncio dello stesso governo greco, che afferma di aver bisogno di ancora un po' di tempo prima di chiudere le trattative e dare l'annuncio ufficiale.
Tra le notizie societarie, focus sugli utili della banca tedesca, la numero uno in Germania. Il colosso ha reso noto che i profitti sono scesi nel quarto trimestre del
-76%, attestandosi su base netta a 147 milioni di euro, rispetto ai 601 milioni dello stesso periodo dell'anno precedente. Il risultato è stato peggiore delle attese.
Sul fronte valutario, si azzerano i guadagni dell’
euro, piatto nei confronti del dollaro a $1,3172. La moneta unica è ingessata anche verso il franco svizzero a CHF 1,2047, mentre contro lo yen è ferma a JPY 100,30. Si attende un nuovo intervento della Banca Nazionale Svizzera.
Per terminare la panoramica sui mercati, riguardo alle
commodities, i
futures sul petrolio arretrano dello 0,79%, a quota $96,84 al barile, mentre le quotazioni dell’oro scambiano a $1.759,50 l’oncia (-+0,57%). Quanto ai
Treasury, i rendimenti a 10 anni sono in lieve rialzo all'1,832%.
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RAPPORTO UNICREDIT: BORSE EUROPEE.
Le borse europee hanno aperto poco variate questa mattina dopo che ieri hanno toccato i massimi di sei mesi: gli investitori chiedono maggiore evidenza che le condizioni economiche stiano migliorando prima di puntare maggiormente sul mercato.
Sul fronte corporate, focus sulle società che hanno comunicato i conti prima
dell’apertura dei mercati. La banca tedesca
Deutsche Bank ha registrato nel 4Q11 utili pari a EUR147,0 mln, in calo del 76% rispetto ai EUR601,0 mln del corrispondente periodo dell'anno passato. Il dato è sensibilmente inferiore alle stime degli analisti pari a EUR556,0 mln. Sui risultati ha pesato l'andamento della crisi del debito europea che ha colpito, in particolare, i ricavi dalle attività di trading.
Bbva, il secondo maggiore gruppo bancario spagnolo, ha chiuso il 2011 con profitti in calo del 35% a EUR3,0 mld contro i EUR4,61 mld registrati dodici mesi prima deludendo, seppur di poco, le attese del mercato pari a EUR3,05 mld. Il 4Q11 è stato archiviato con una perdita di EUR139,0 mln dagli utili di EUR939,0 mln del 4Q10, peggio rispetto al consensus di un rosso di EUR88,2 mln.
RAPPORTO UNICREDIT: PIAZZA AFFARI.
Sul fronte corporate, focus sul comparto auto dopo che ieri sera alle 18:00 il Centro Studi Promotor ha comunicato che nel mese di gennaio sono state immatricolate in Italia 137.119 auto, il 16,9% in meno rispetto al gennaio 2011.
Secondo il Centro Studi Promotor sul mercato italiano dell’auto stanno pesantemente influendo quattro fattori: il fortissimo carico fiscale specifico sulla motorizzazione, il livello decisamente elevato del prezzo dei carburanti, quello dei premi di assicurazione e la debolezza della domanda interna.
Occhi puntati inoltre su
Benetton dopo la notizia che Edizione, che controlla il 67,08% del capitale, ha deciso di promuovere un’Opa volontaria sulle azioni non detenute (32,92%, pari a 14.201.582 azioni) a EUR4,6 per azione. Il corrispettivo incorpora un premio del 15,6% rispetto alla chiusura
di ieri. L’operazione è finalizzata al delisting del titolo ed è condizionata al
raggiungimento di una partecipazione complessiva di almeno il 95% del capitale.
Fiat (EUR4,816): Fiat Group Automobiles ha immatricolato in gennaio in Italia quasi 40.500 vetture, ottenendo sostanzialmente lo stesso risultato del mercato ed ha confermato la propria quota al 29,5%. Fiat, con oltre 28 mila immatricolazioni, ottiene una quota del 20,7%, il marchio Lancia si attesta al 5,1%, Alfa Romeo al 3,2% e Jeep allo 0,5%.
Chrysler ha registrato negli Stati Uniti nel mese di gennaio vendite pari a 101.149 unità, in aumento del 44% rispetto allo stesso mese del 2011. Per la controllata americana di Fiat si tratta del ventiduesimo mese consecutivo di crescita e dell'ottavo superiore o uguale al +20%. Incrementi per le vendite di tutti i marchi, inclusi Chrysler, Jeep, Dodge e Ram Truck.