Popolare Milano: parte class action contro i bond "bidone"

Si tratta dei titoli "convertendo" con scadenza 2013 emessi dalla banca nel 2009 e convertito anticipatamente in azioni a fine 2011. Truffati in 15 mila che avevano scoperto di aver perso quasi tutto.
Un'insegna della Banca Popolare Milano.

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Un'insegna della Banca Popolare Milano.

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Milano - Scatta la class action contro la Banca Popolare di Milano (Bpm). Federconsumatori l’aveva annunciata e ora è arrivato il passo ufficiale. Gli avvocati dell’associazione hanno depositato l’atto al tribunale di Milano. Ora bisognerà aspettare la fine di aprile per la prima udienza sull’ammissibilità.

La vicenda è quella del bond "convertendo" con scadenza 2013 emesso dalla banca nel 2009 e convertito anticipatamente in azioni a fine dell’anno scorso. I clienti della Bpm (circa 15mila) a cui era stato venduto erano stati allettati dal rendimento molto alto promesso, il 6,75%. Ma a fine dicembre 2011 hanno scoperto di avere perso quasi tutto (qualcuno addirittura fino al 90% del capitale investito) al momento della conversione, complice anche il fatto che nel frattempo le azioni della Popolare di Milano in Borsa avevano subito un crollo verticale.

E così è partita la corsa al risarcimento. Il fatto, dicono i consumatori, è che quel titolo non era una normale obbligazione, ma in pratica un derivato, non negoziato in Borsa, piazzato dalla banca a massaie, pensionati, impiegati, senza la necessaria informazione. «Quello che contestiamo sono due aspetti – spiega l’avvocato Massimo Cerniglia, uno dei curatori dei ricorsi per Federconsumatori – da un lato la scarsa informazione, dall’altro il fatto che non sia stato valutato correttamente il profilo di rischio. Quello era un prodotto strutturato, non adatto a dei risparmiatori semplici».

Fra i piccoli azionisti Bpm c’è chi, magari cliente da sempre, ha raccontato di essere stato convinto dalla banca addirittura a vendere i suoi Btp per comprare il convertendo e ora si trova con un decimo del capitale. Si va da poche migliaia a decine fino a centinaia di migliaia investiti, praticamente i risparmi di una vita. E c’è chi denuncia di essersi visto il profilo di rischio (la propensione ad assumersi rischi da parte del risparmiatore) aumentato d’ufficio.

Sulla vicenda la Procura di Milano a giugno 2011 ha aperto un fascicolo per capire se la banca abbia effettivamente arrecato danni ai suoi clienti. Ma per ora non risultano né indagati né ipotesi di reato. Chi invece è già arrivato a delle conclusioni è la Consob, che un mese prima sanzionò l’attuale direttore generale della Bpm, Enzo Chiesa, e il suo predecessore Fiorenzo Dalu, con 175 mila euro ciascuno per non aver agito «con diligenza, correttezza e trasparenza nell’ interesse dei clienti».

Ad avere espresso la volontà di adesione alla class action con Federconsumatori per ora sono circa 400 persone, che potrebbero salire fino a 5 mila in caso di dichiarata ammissibilità dell’azione da parte del tribunale. In quel caso si parlerebbe probabilmente di richieste di risarcimento per svariati milioni.

A meno che l’istituto guidato da poco dal neo consigliere delegato Piero Montani non decida di fare un passo in avanti verso i piccoli azionisti, dando anche un segnale di discontinuità. Cosa che in effetti non è improbabile. Lo ha detto, interpellato dalla Reuters, Filippo Annunziata, presidente del consiglio di sorveglianza di Pop Milano: «Alcune ipotesi si stanno profilando, la questione è all’attenzione di entrambi di consigli».

Lo ribadiscono le indiscrezioni giornalistiche degli ultimi giorni, come quelle rilanciate da Milano Finanza, secondo cui nell’istituto di piazza Meda si starebbe pensando al lancio di un bond a cinque anni con un rendimento intorno al 12%. L’obbligazione verrebbe sottoscritta integralmente dagli investitori del convertendo 2009- 2013 attraverso un collocamento privato e allo scadere dei cinque anni i risparmiatori potrebbero recuperare parte del capitale perso.

Un’ipotesi, quella delle trattative, a cui i consumatori non chiudono la porta. «Noi siamo disposti anche a trattare se vengono fatti dei passi formali – spiega Gianmario Mocera, presidente di Federconsumatori Lombardia – certo la bontà di una proposta va vista sulla carta. Per ora nel frattempo andiamo avanti con le nostre azioni.

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ROBYLUCCHI - 30/01/2012 18:23
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4137 commenti
popolarità 70
spezzo una lancia a favore di fermar anche se le osservazioni di lucabr hanno un fondo importante di verità. il cliente ingordo fà la banca ricca. ma non in questo caso.  si trattava di una obbligazione riservata..ad un pubblico adulto... ma, siccome gli istituzionali sono un pochino più furbi del dr. Chiesa  le medesime sono state vendute al pubblico retail. sono state vendute male anzi malissimo a tal punto che su ...
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lucabr - 30/01/2012 18:02
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140 commenti
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Quando vai a percepire un tasso del 6% su un bond mentre il mercato offre per analoghi strumenti l'uno o il due percento, riuscire a capire che il tuo investimento rende parecchio pare sia facile (anzi troppo facile!), mentre per i rischi che si corrono, poverini, invece proprio non ce la fanno a fare due + due.... e siamo sempre lì! Quando c'è da prendere va tutto bene, quando invece suona ...
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ferrmar - 30/01/2012 13:04
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51 commenti
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Le conclusioni la Consob le doveva eprimere nel momento della presentazione della richiesta (2009) da parte di questa Banca (già da me definita in un mio commento "slot machine") che prevedeva il convertendo a  un prezzo da dementi. L'attrattiva  era l'inganno del tasso  ed è per questo che molti ci sono cascati compreso il sottoscritto. Ed è per questo che l'inganno di gente ignobile ha portato questa Nazione al punto in cui siamo...
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