cari amici, bello il programma,
ma forse dimenticate o non sapete, perchè ogni notizia in merito è stata
cancellata dal web, che gli euro vengono stampati nella Cina di Pechino. Per
fotuna ho memorizzato nel 2005 un articolo di Repubblica, che comunicava che gli
olandesi avevano vinto l'appalto per la stampa indetto dalla BCE. Gli olandesi
in un primo tempo avevano deciso di stampare gli euro in Malesia, poi per i
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cari amici, bello il programma,
ma forse dimenticate o non sapete, perchè ogni notizia in merito è stata cancellata dal web, che gli euro vengono stampati nella Cina di Pechino. Per fotuna ho memorizzato nel 2005 un articolo di Repubblica, che comunicava che gli olandesi avevano vinto l'appalto per la stampa indetto dalla BCE. Gli olandesi in un primo tempo avevano deciso di stampare gli euro in Malesia, poi per i motivi che leggerete hanno deciso di consegnare le matrici ai cinesi. Ma di questo ultimo fatto ogni notizia èstata cancellata. Ecco l'articolo di Repubblica.
Arriva l' euro made in Asia dal 2007 stampato in Malesia
Repubblica — 26 agosto 2005 pagina 14 sezione: ECONOMIA
federico rampini Sulle banconote che gli europei avranno in tasca a partire dal 2007 potrebbe essere scritto, in filigrana, "made in Asia". Stampare l' euro non è un mestiere normale. Fin dal 1999, quando cominciarono i preparativi tecnici per la sostituzione delle vecchie monete nazionali, la Bce di Francoforte volle offrire le massime garanzie agli Stati membri sulla sicurezza della nuova valuta. Bisognava adottare i procedimenti più sofisticati per rendere l' euro a prova di falsari. Alcune delle caratteristiche di sicurezza furono presentate al pubblico nel 2002, quando cominciò la circolazione monetaria, e si possono consultare sul sito Internet della Bce: inchiostro otticamente variabile, placchetta olografica, filigrana e striscia iridescente. Poiché la maggior parte delle banche centrali hanno smesso da tempo di gestire la "zecca" in proprio, ci furono gare d' appalto rigorose per selezionare le società private a cui delegare il delicato compito. La Royal Joh Enschedé di Harlem (Olanda) vinse grazie a un curriculum di tutto rispetto. Fondata nel 1703, ha una fama mondiale: è un' azienda d' avanguardia nelle tecnologie di sicurezza per le banconote, e altre stampe di valore che devono essere protette dalla contraffazione. Lavora per 30 banche centrali di tutto il mondo. Dal 1960, per esempio, ha in appalto l' intera produzione di banconote dello Stato d' Israele. Il Royal Mail, la posta britannica, le ha affidato la stampa di molti francobolli inglesi. Per certi Stati l' impresa olandese produce anche passaporti e buoni del Tesoro, sempre con le speciali carte filigranate anti-falsari. Ma alla venerabile età di 302 anni, anche la Royal Joh Enschedé ha dovuto piegarsi agli imperativi della competitività. Per produrre con le tecnologie migliori e al costo più basso ha investito 160 milioni di dollari in una nuova fabbrica su un sito di 20 ettari a Rawang, in società con l' azienda locale Focus Equity che già stampava le banconote della valuta malese, il ringgit. «Questo impianto - ha detto il direttore generale della Focus Equity, Vijay Kumar - sarà la tipografia ad alta sicurezza con le tecnologie più avanzate di tutta l' Asia». Il che, di questi tempi, con ogni probabilità vuol dire le tecnologie più avanzate del mondo. La scelta della Malesia non è priva di ironia. Ancora pochi anni fa a Kuala Lumpur governava il celebre dottor Mahathir Mohamad che divenne un idolo del movimento no-global. Dopo la crisi finanziaria del 1997 che sconvolse molte economie del sud-est asiatico, inclusa quella malese, Mahathir Mohamad divenne un critico virulento dell' America, del Wto, della globalizzazione, dell' apertura dei mercati, degli investimenti esteri. Si fece sostenitore della proposta di una tassa sui movimenti speculativi di capitali (la cosiddetta "tassa Tobin"). Denunciò le multinazionali occidentali, il Fondo monetario, e fu il fautore di una "via asiatica" allo sviluppo. Dopo il panico finanziario del '97 che aveva fatto crollare il valore delle monete asiatiche, la Malesia fu in difficoltà anche nel 2001 e 2002, per la crisi della New Economy che colpì la sua industria elettronica. Ma già a partire dal 2003 la Malesia si è riscattata brillantemente con una crescita del 5% del suo Pil. Trainata dallo sviluppo della Cina, anche Kuala Lumpur è tornata ad essere un "dragone" a pieno titolo. Le multinazionali dell' elettronica vi hanno delocalizzato molte produzioni, approfittando della buona qualità della manodopera e delle infrastrutture: il 62% dei malesi hanno il telefono e il 35% sono collegati a Internet. L' anno scorso la crescita ha accelerato ancora fino a raggiungere il 7%, una performance uguale all' India e seconda solo alla Cina. Mahathir dopo 22 anni di potere se n' è andato in pensione, e comunque già negli ultimi anni aveva ammorbidito la sua retorica no-global. Il suo successore, il premier Abdullah Ahmad Badawi, ha adottato un profilo molto più discreto e decisamente~pro-global, accogliendo a braccia aperte i capitali stranieri e tutte le multinazionali che vogliono investire sul territorio malese. Con un reddito pro capite che ormai è balzato quasi a 4.000 dollari l' anno, la Malesia ha perso ogni voglia di guidare una crociata anti-capitalistica. Il modello per Kuala Lumpur adesso è la vicina Singapore, la moderna e opulenta città-Stato che deve le sue fortune agli eccezionali investimenti nell' istruzione e nella ricerca scientifica. E' una ricetta che sta funzionando in molti paesi asiatici, divenuti dei veri e propri "sifoni" dell' economia globale che risucchiano capitali occidentali, imprese, e posti di lavoro. Come nel caso della Royal Joh Enschedé, pronta a ridimensionare la sua tricentenaria attività nella vecchia città di Harlem - una delle culle del capitalismo mercantile europeo, ai tempi in cui la flotta olandese colonizzava il sud-est asiatico - per trasferire le produzioni più sofisticate a Rawang. La Banca centrale europea è stata colta di sorpresa di fronte alla notizia della delocalizzazione in Malesia. Consultati da Repubblica, i portavoce della Bce a Francoforte hanno dichiarato di ritenere che per accordi e motivi di sicurezza è impossibile portare la stampa dell' euro fuori dall' Europa. A suo tempo, quando nel 1991 fu scritto il Trattato di Maastricht sull' Unione monetaria europea, la delocalizzazione verso l' Asia era ben lungi dall' aver raggiunto i livelli attuali. Qualcuno però 14 anni fa deve aver avuto una sorta di presagio. Anche se i portavoce della Bce non sono stati in grado di citarci con precisione il regolamento, "a memoria" ricordano che fra le tante clausole e codicilli del Trattato deve esserci da qualche parte una norma autarchica che vieta alla Bce di far stampare l' euro fuori dal perimetro dell' Unione. Se gli olandesi vorranno trasferire parte della produzione in Asia - dicono alla Bce - dovrebbero mantenere in Olanda almeno la stampa dell' euro. Se esiste, questa è una clausola che sicuramente sarebbe piaciuta agli operai della vicina Philips, la multinazionale olandese che da molti anni apre fabbriche in tutta l' Asia, senza che nessun governo o sindacato olandese possa arginare l' irresistibile spostamento di lavoro verso i paesi più competitivi. Questa volta però anche i liberisti di Harlem potrebbero avere qualche brivido, nel nuovo clima di tensione che caratterizza in Olanda la convivenza con le minoranze islamiche. La Malesia è un paese multietnico (su 25 milioni di abitanti all' incirca 50% sono malesi, 25% cinesi, 10% indiani, più altre minoranze) ma l' Islam è la religione dominante. Roslizawati Ali, il direttore esecutivo della Focus Equity che è l' azienda partner degli olandesi, ha dichiarato candidamente che nel nuovo stabilimento di Rawang "verranno elaborati diversi disegni islamici che potranno essere usati nelle banconote". Se tra un anno comincerete a scoprire, a fianco alle immagini di chiese gotiche e monumenti rinascimentali, anche dei minareti di moschee sui biglietti da 20 euro, saprete da dove vengono. - (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA)
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Tra 2 anni anche l' euro sarà made in Asia
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