S&P colpisce anche l'Italia: rating a "BBB+". Taglio di due gradini

Alla fine del 2011 S&P aveva messo in credit watch negativo tutti i paesi tripla A rimanenti del blocco a 27, tra cui Francia e Austria.

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Alla fine del 2011 S&P aveva messo in credit watch negativo tutti i paesi tripla A rimanenti del blocco a 27, tra cui Francia e Austria.

New York - La raffica di downgrade sui rating di molti paesi dell'Eurozona è ufficiale. Dopo la fine della giornata di contrattazioni di Wall Street, è arrivata la nota di S&P, che ha confermato le indiscrezioni circolate in giornata. Dunque, l'Italia ha perso il rating A e la bocciatura è stata di ben due gradini, fino a "BBB+".

"Il taglio riflette quella che consideriamo una crescente vulnerabilità dell'Italia ai rischi di finanziamento esterni e le negative implicazioni che ciò può avere per la crescita economica e quindi per le finanze pubbliche". In un comunicato separato riportato dall'Ansa, Standard & Poor's ha motivato la sua bocciatura del giudizio sull'Italia. Il contesto politico italiano è "migliorato" sotto il governo Monti e le riforme allo studio possono "migliorare la competitivita' italiana". Tuttavia, "ci aspettiamo che ci sia un'opposizione alle attuali ambiziose riforme del governo e questo aumenta l'incertezza sull'outlook di crescita e quindi sui conti pubblici".

S&P ha tagliato anche il rating della Francia, portandolo dalla tripla AAA ad "AA+" e con outlook negativo ; a perdere la tripla A anche la valutazione dell'Austria, tagliata ad "AA+" anch'essa.

Il rating della Spagna è stato abbassato da "AA-" ad A, con outlook negativo. S&P ha colpito anche il Portogallo : in questo caso, il giudizio è stato ridotto da "BBB-" a "BB", ovvero a junk.

In generale, la bocciatura è stata di due notch, ovvero di due gradini, per le valutazioni di Italia, Spagna, Portogallo e Cipro. L'Ansa riporta che il downgrade è stato di un solo gradino per Francia, Austria, malta, Slovacchia e Slovenia.

A salvarsi, e a mantenere la tripla AAA, sono state Germania, Finlandia, Olanda e Lussemburgo. Ma i rating di questi ultimi tre paesi, riporta Bloomberg, sono stati messi sotto osservazione con "negative watch".

"A nostro avviso, le iniziative di politica che sono state intraprese in Europa nelle ultime settimane potrebbero confermarsi insufficienti ad affrontare a pieno gli stress sistematici in atto nell'Eurozona", si legge nel comunicato di S&P.

Stasera è stata indetta subito una riunione di emergenza all'Eliseo, con il ministro delle Finanze Francois Baron, il premier Francois Fillon e il ministro del Bilancio Valerie Pecresse che si sono recati immediatamente dal presidente francese Nicolas Sarkozy.

Va sottolineato che le voci hanno iniziato a circolare gia' nel primo pomeriggio nelle sale operative.

Non e' la prima volta che rumor simili diffondono il panico sui mercati. Ma stavolta l'informazione e' giunta da fonti affidabili ed ha subito avuto un impatto sui mercati, con l'euro che ha fatto un tonfo sotto $1,2650 (vedi grafico allegato).

A diffondere le indiscrezioni e' stato un funzionario Senior dell'Eurozona, contattato dalla solitamente attendibile agenzia di stampa inglese Reuters. Anche Dow Jones ha pubblicato una notizia dai contenuti simili.

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L'euro sfonda al ribasso anche quota $1,2650, attestandosi in area $1,2623 contro il dollaro e a 1,2085 contro il franco svizzero.


Va ricordato che alla fine dell'anno scorso la stessa agenzia di rating aveva messo in credit watch negativo tutti i paesi tripla A rimanenti del blocco a 27, tra cui Francia e Austria.


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JO1957 - 16/01/2012 09:47
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utente da dic 2011
491 commenti
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Tutti i post pubblicati e gli articoli che li hanno motivati tutti insieme hanno dipinto un quadro non piu italiano ma mondiale.

Evito di scrivere altri post che ripetono quello gia scritto, mi limito a esprimere la mia visione del insieme.

Dicono che la sintesi sia l'essenza stessa di mille strade che portano alle conclusioni finali che sono per natura stessa semplici nel bene o nel male.

La crisi e drammaticamente globale.

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traderg7 - 16/01/2012 08:13
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Visto che non lo fa nessuno lo faccio io: Sono 60 che i delinquenti europei lavorano al progetto, sapevano fin dall'inizio che l'europa unita e l'euro sarebbero stati un fallimento con la F maiuscola. Fior fior di premi nobel per l'economia dissero che fosse folle quello che si stava facendo: vennero censurati e zittiti. Oggi vediamo che le loro predizioni sono esatte! L'unica cosa certa è la continua concrntrazione di ricchezza fatta a danno ...
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francesco618 - 15/01/2012 23:52
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utente da giu 2011
312 commenti
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aldo 1942, specoletta e robocop08 avete ragione ma ora cerchiamo di riassumere i fatti:

Ci sono Paesi con fondamentali devastanti (USA, UK, Giappone) che riescono a cavarsela egregiamente stampando carta moneta e rimandando il problema del debito e ci sono altresì Paesi (i PIIGS) che nel caso spagnolo pure avendo un debito pubblico pari al 60% del PIL quindi  entro i parametri di Maastricht che nemmeno la Germania possiede si

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