lunedì 21 aprile 2014 - aggiornato: 16:40
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Elezioni anticipate? Le vogliamo tutti. Non i 349 parlamentari di primo pelo

La crisi del governo Berlusconi, in caso di voto in primavera, potrebbero pagarla i peones dei partiti (soprattutto PDL e PD) a rischio perche' di prima nomina. La posta in gioco è il vitalizio che matura (ecco lo scoop) dopo 4 anni e 1/2. Cioè nel lontano ottobre 2012. Come dire: ha da passà 'a nuttata (e noi paghiamo...). Opinione di Paola Gargiulo
Il deputato di Iniziativa Responsabile, Domenico Scilipoti, re dei peones, entra correndo in aula per votare (31 marzo 2011) alla Camera dei Deputati.

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Il deputato di Iniziativa Responsabile, Domenico Scilipoti, re dei peones, entra correndo in aula per votare (31 marzo 2011) alla Camera dei Deputati.

Paola Gargiulo, esperta di legislazione e temi istituzionali, collabora con Wall Street Italia.

La crisi è crisi, quella del governo Berlusconi, in caso di elezioni anticipate in primavera, rischiano di pagarla cara quelli della "castina", corposo gruppo di parlamentari di prima nomina, il partito che non c'è. La posta in gioco, per loro, è il vitalizio che, da questa legislatura in poi, matura dopo 4 anni e mezzo cioè nel lontano ottobre 2012. E' come dire ha da passà a nuttata.

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E' finita la pacchia, i gloriosi e sfacciati anni in cui, per esempio Toni Negri, con ben 9 presenze a Montecitorio, poteva prendere la via di Parigi con pensione assicurata (3108 Euro dal '93). I numeri sono numeri e con questi occorre fare i conti, il registro indica: 349 onorevoli di cui Pdl, 78 deputati e 37 senatori; Lega, 36 e 12; Pd 84 e 34; Idv, 12 e 7; e poi, per quanto riguarda la Camera, Udc 6 deputati, Gruppo Misto 9, Popolo e Territorio 14, Futuro e Libertà 8. Mentre, al Senato, Terzo Polo 4 senatori, Coesione Nazionale 3, Udc – Svp e Autonomie 5.

Oltre i conti della serva c'è la politica con un quadro particolarmente complicato, il rischio naturale di interruzione della legislatura si potrebbe impastare con l'altra grande "sciagura" del cambio in corso d'opera della legge elettorale. Questa l'ipotesi più crudele. Le altre combinazioni, per esempio cambio di maggioranza senza modifiche alla legge elettorale, oppure conclusione naturale del mandato (per grazia ricevuta) con una nuova legge elettorale varata in Parlamento, risulterebbero alla lunga pericolose per chi occupa, immeritatamente un seggio in Parlamento.

L'introduzione delle preferenze farebbe saltare il banco, l'eventuale ripristino del Mattarellum molto meno, comunque si ristabilirebbe quel rapporto civile e politico tra elettore ed eletto attualmente latitante. L'entità e lo spessore della posta in gioco è enorme. Ci perdoneranno i 349 onorevoli a rischio indennità ma si sta ragionando di cosè più grandi cercando di evitare quelle che Bobbio chiamava "le dure repliche della storia": quando viene meno il fondamento, e il riconoscimento, della legge, uno Stato precipita verso la decadenza, si dissolve come stato e come comunità di cittadini. Noi siamo qui.

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Eremo - 02/12/2011 16:04
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A proposito di questo nuovo, ed ennesimo, partito che dovrebbe presentarsi alle prossime elezioni, il P. I. (partito indipendente) mi chiedevo.

Se tanto mi dà tanto; se i sondaggi mi possono dire in anticipo il favore elettorale che riscuoterò, il porcellum non mi assicura un finanziamento pubblico ancor prima delle elezioni?

I sondaggi mi dicono che avrò il 5% su tutto il territorio nazionale. Probabili

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Eremo - 02/12/2011 08:13
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La questione dei 349 che non sono giovani ma abbastanza forti per non voler morire...... va inquadrata nel contesto della legge elettorale.

Anche quando il "porcellum" non c'era, con buona approssimazione, si sapeva quanti parlamentari sarebbero stati eletti per ciascun partito. 

Con le liste bloccate, i  "numeri utili" sono quelli in cima alla lista.  Esempio. Roma? Pdl circa 7 o 8 deputati nella I circosrizione

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sibilla cumana - 13/11/2011 07:12
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Deve essere chiaro per tutti che l'Italia è arrivata sull'orlo del default e non abbiamo qualche settimana per rifare elezioni (con un popolo non consapevole della situazione a causa dell'ottimistica propaganda di regime e questa legge elettorale che riporterebbe in parlamento ancor di più nominati asserviti). Gli effetti finanziari di questi ultimi giorno li vedremo per anni. Per anni le banche non potranno rifinanziarsi a dovere e i nostri titoli di stato saranno poco liquidi, troppi ...
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